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Verdi – Un “lumbard” ambidestro a Napoli

Un legame indissolubile con Bologna e l’approdo in una
“Big” come il Napoli dove ha trovato il maestro Ancelotti

di Marco Boscia

Otto squadre nel suo curriculum

Simone Verdi nasce a Broni, una piccola cittadina di ca. 9300 abitanti in
provincia di Pavia, il 12 luglio 1992. A soli 11 anni arriva al Milan dalla
società dilettantistica Polisportiva Audax Travacò. Dopo le giovanili con i
rossoneri, esordisce con i “grandi” in Coppa Italia all’età di 17 anni.
Nell’estate del 2011 viene ceduto in compartecipazione al Torino, con il
quale fa il suo esordio in Serie A. Nel giro di tre anni approda prima alla
Juve Stabia, quindi all’Empoli, con cui sigla il suo primo gol in A proprio
contro il Napoli, e poi in prestito dal Milan per sei mesi prima in Liga
all’Eibar e poi per altri sei al Carpi. La svolta della carriera arriva a Bologna
dove milita per due stagioni, diventando l’idolo indiscusso della tifoseria.
Al Napoli approda la scorsa estate dopo le incertezze dello scorso
mercato di gennaio.

Ambidestro con grande tecnica

Verdi nasce come trequartista ma nel corso degli anni la sua posizione in
campo è variata, grazie soprattutto alla lungimiranza di mister Donadoni,
che lo ha spostato sulla fascia. Se all’Empoli difatti era solito, sotto la
guida di Maurizio Sarri, alternarsi con Riccardo Saponara proprio nel ruolo
di mezza punta, a Bologna è diventato un giocatore polivalente capace di
spaziare su tutto il fronte offensivo. Oltre ad una velocità palla al piede
fuori dal comune, è il dribbling il suo principale punto di forza, unito poi al
fatto di saper usare in egual modo entrambi i piedi. Ancora oggi risulta
essere l’unico calciatore del campionato italiano ad essere andato in gol
nella stessa partita con due calci piazzati battuti di destro e di sinistro.

L’arrivo a Napoli

Ammirato, corteggiato e poi concretamente cercato dal Napoli di De
Laurentiis già nella sessione invernale scorsa del calciomercato, Verdi
rifiutò con un secco no di approdare all’ombra del Vesuvio. Troppo
grande il suo legame con Bologna, dove era diventato un idolo e dove ha
trovato anche l’amore della sua vita, la bolognese Laura, che ha
conosciuto proprio durante il suo recupero da un infortunio al malleolo.
Da quel momento ad ogni suo gol Simone è solito festeggiare mimando
proprio una “elle” con indice e pollice, dedicando ogni sua marcatura alla
propria amata. Nella scorsa estate, chiusa la stagione, il Napoli è tornato
prepotentemente sul calciatore, riuscendo a strapparlo alla concorrenza
ed aggiudicandosi le sue prestazioni. In azzurro non è ancora riuscito a
trovare continuità per colpa di qualche infortunio di troppo, ma è già
andato in gol contro il Torino in trasferta. Verdi sa comunque di poter
contare oggi sulla stima di Ancelotti e la bella Laura non aspetta altro che
ricevere altre dediche, e se lo augurano anche i tifosi azzurri.

Verdi in gol contro il Torino

Verdi parla delle sue scelte:

Sulla scelta della maglia:

“Il 9 me lo tengo stretto; da Savoldi a Giordano a Higuain: so bene cosa ha rappresentato questa maglia per la storia del club, ma sono convinto di poterla onorare al meglio. Ci credo”

Sulla telefonata con Ancelotti che lo ha convinto ad accettare Napoli:

“Una telefonata che difficilmente dimenticherò. A partire dallo squillo e al suo “ciao, sono Carlo Ancelotti” non sapevo cosa dire, ero intimorito. Lui fu perfetto. Si svelò subito come la persona che poi ho conosciuto a Dimaro: semplice, simpatica, autorevole ma umile nell’approccio; rispetto a Sarri ha una mentalità più aperta, più espansiva”

Sul no al Napoli nella scorsa stagione:

“Resterò per sempre legato ai tifosi del Bologna, dovevo finire un percorso. Donadoni mi disse: “Sei uno stupido a non andarci”. Ma con la mia fidanzata decidemmo di rinviare. Inter? Sono qui, e questo conta. Da gennaio a giugno sono stato sempre in contatto con il d.s. Cristiano Giuntoli”

Su Napoli:

“Vivo in centro, tutti mi dicevano fosse una città meravigliosa, con la mia fidanzata la stiamo visitando. Sinceramente non me l’aspettavo. Da fuori non hai questa percezione di Napoli, sono rimasto sorpreso”

Dicono di lui:

“Si vedeva che da piccolo aveva delle doti incredibili”

Sergio Catalani, primo allenatore all’Audax

“Credo che Ancelotti stia cercando di valorizzare la sua rosa, e quindi di
far sentire tutti i suoi giocatori come possibili titolari. Verdi dal punto di
vista tecnico non ha da invidiare nulla a nessuno, neanche a livello fisico. È
l’aspetto caratteriale e mentale che poi va a incidere e a fare la differenza,
quindi lui deve calarsi in questa nuova realtà che non è più quella di una
squadra come il Bologna, ma di una squadra abituata in questi anni ad
altri obiettivi. Il suo salto di qualità dipende da questa sfera mentale”

Roberto Donadoni, suo allenatore al Bologna

“Verdi? Ovviamente non gli telefonerò, non mi permetterei mai. Posso
dire che è un talento straordinario, l’ho avuto due anni ad Empoli:
abbiamo conquistato una promozione dalla B e poi con me ha giocato
pure in A. Ha ancora margini di miglioramento, ne sono convinto. L’ideale
sarebbe un giocatore con la sua tecnica e la velocità di Deulofeu”

Maurizio Sarri, suo allenatore all’Empoli

pubblicato su Napoli n.5 del 20 gennaio 2019