/ LA PRESENTAZIONE

Una qualificazione vicina ma ancora da conquistare

Il 3 a 0 dell’andata conquistato dalla squadra di Ancelotti costituisce una buona ipoteca da gestire con concentrazione e grande astuzia

di Lorenzo Gaudiano

Tutti a Salisburgo.

Con millecinquecento tifosi circa al seguito il Napoli è pronto per la sfida alla RedBull Arena per accedere ai quarti di finale di Europa League. La gara del San Paolo, conclusasi 3 a 0, rappresenta sicuramente un’ipoteca importante ma non decisiva, proprio perché ci sono altri 90’ da disputare.

In Austria per dimenticare la gara del Mapei

Gli ultimi venti minuti della gara al San Paolo hanno sicuramente destato qualche preoccupazione in Carlo Ancelotti, soddisfatto sicuramente del risultato finale ma non del modo in cui il suo Napoli ha gestito il triplo vantaggio. I numerosi cambiamenti proposti nella sfida di campionato contro il Sassuolo hanno sollevato una raffica di polemiche, frutto di un’analisi superficiale. È vero che gli azzurri sono ormai lontani dalla Juventus e che c’è ancora un buon margine sul terzo posto ma l’intento del tecnico emiliano non era quello di far semplicemente rifiatare alcuni elementi dell’undici titolare. Andando avanti nella competizione europea, il Napoli non potrà fare soltanto affidamento sulla formazione di base, che oggi è chiaramente più semplice da indovinare, ma avrà bisogno anche di giocatori in panchina pronti a subentrare e a dare il loro contributo. Ad inizio stagione, nonostante le sostituzioni, le vittorie sono comunque arrivate. Adesso il discorso è cambiato a causa di qualche infortunio e di una maggiore attenzione riversata sull’unico obiettivo rimasto per questa stagione.

Una gara insidiosa con una coppia di centrali difensivi inedita

Contro il Salisburgo la squadra azzurra schiererà a causa delle squalifiche di Maksimovic e Koulibaly una coppia di centrali difensivi innovativa. Su Chiriches e Luperto potrebbero esserci grandi pressioni questa sera ed è per questo che la squadra dovrà fare quadrato come in altre occasioni e rendere ai due compagni il lavoro più semplice. Gli austriaci non esiteranno a fare la partita della vita. Dovrà essere il Napoli a giocare con concentrazione ed astuzia. Basterà andare in gol per spegnere eventuali entusiasmi ed evitare che la partita con qualche episodio possa prendere una brutta piega. A dirigere la gara sarà lo spagnolo Carlos del Cerro Grande, che come tutti i fischietti iberici tende spesso a “lasciar correre”. Dal punto di vista atletico sarà una partita molto calda, a tratti difficile, dove il Napoli dovrà cercare di sfruttare ogni episodio o situazione favorevole.

La formazione del Napoli 1966/1967
Dalla Mitropa Cup alla Coppa delle Fiere

Un precedente in terra austriaca per gli azzurri risale a 53 anni fa. Era la Coppa delle Fiere 1966/1967 e il Napoli di Pesaola contro il Wiener Sport Club di Vienna passò i trentaduesimi di finale. 2 a 1 in Austria con reti di Cané e Orlando, 3 a 1 a Napoli con reti di Cané, Sivori e Bianchi. Andando ancora più indietro nel tempo, bisogna arrivare alla Mitropa Cup del 1934. Il Napoli sfidò l’Admira Vienna, che in rosa vantava alcune stelle del famoso Wunderteam guidato da Hugo Meisl: il portiere Platzer; il mediano Urbanek e la mezzala Schall. In Austria finì 0 a 0, al San Paolo 2 a 2 con reti di Sallustro e Vojak. Non era stata ancora introdotta la regola dei gol in trasferta, per cui si giocò lo spareggio in campo neutro, guarda caso a Zurigo, dove gli austriaci si imposero con un roboante 5 a 0.

pubblicato il 14 marzo 2019