L’EDITORIALE

Un Napoli sprecone ma comunque imbattuto

Alla Luminus Arena di Genk una gara sterile condita da diversi errori in fase di realizzazione

di Giovanni Gaudiano

Un punto, la porta inviolata, grazie anche ai riflessi di Meret, il Napoli torna dal Belgio primo in classifica del girone ma con qualche domanda in più.  Non è stata una buona gara, ci sono stati troppi errori eppure gli azzurri hanno sprecato almeno cinque limpide palle gol. L’analisi stringata della partita potrebbe significare poco ma mostra una costante che, in alcune gare della squadra, nonostante il Napoli in campionato sia alla pari con l’Atalanta che ha l’attacco più prolifico, suscita qualche perplessità.

Ha ragione Paolo Condò quando si esprime su Milik che alla vana ricerca del suo primo gol in stagione sembra non azzeccarne una ma è altrettanto vero che Ancelotti sia pur con minutaggio diverso e ridotto per alcuni a Genk ha inserito quattro degli attaccanti in rosa. Ora si potranno azzardare una serie di ipotesi sul perché il Napoli trova difficoltà a vincere in trasferta in Champions anche quando l’avversario sembra alla sua portata ma i fattori da considerare sono tanti.

Primo fra tutti la volontà, l’applicazione e la determinazione di avversari che non ci stanno a fare la parte dell’agnello sacrificale, chi ha pensato ieri sera durante la gara che il Salisburgo potesse segnare tre reti al Liverpool rimontando dallo 0 – 3?
La coppa è una manifestazione dove, vale la pena ricordare, approdano le migliori formazioni europee ed in alcuni casi si finisce per affrontare, come nel caso del Genk, la squadra vincitrice del proprio campionato nazionale nella stagione precedente. Il discorso non serve per accampare scuse o trovare giustificazioni a chi sa difendersi da solo, le poche riflessioni portano sempre verso il richiamo ad un maggiore equilibrio.

L’informazione avrebbe sempre il compito di staccare la spina del tifo per attaccare quella della razionalità. Ed allora potrebbe essere giusto dire che il Napoli poteva tornare dal Belgio con una mezza ipoteca sul passaggio del turno ma è altrettanto vero che, qualunque sarà la posizione finale nel girone, la gara chiave era e resta la prossima trasferta in Austria a Salisburgo, una squadra capace in due gare di mettere a segno nove reti ma di subirne anche sei.

La squadra di Ancelotti ad oggi può dire di aver mantenuto inviolata la porta e se qualcuno dovesse azzardarsi a parlare di fortuna si potrebbe immediatamente opporre che, se uno dei legni rimediati ieri sera si fosse trasformato in gol, forse i commenti generali sarebbero stati ieri sera come stamattina totalmente diversi.

Va anche rilevato come si stia tentando di creare ad arte in questo momento un caso Insigne facendo finta di dimenticare che, se di caso si debba parlare, non lo si può fare partendo da questi giorni. L’idea di gioco di Ancelotti si può dire sia nota, la sua impostazione non è proprio la più adatta alle caratteristiche del ragazzo di Frattamaggiore, lo stato di forma di Insigne visto all’opera di recente non è parso il migliore e poi infine la panchina corta in Champions determina alcune scelte che sono necessarie. Se un tecnico come Ancelotti dichiara di aver visto il giocatore poco brillante in questa fase, è ovvio come certe scelte siano dettate anche dalla contingenza. Pensandoci, cosa si dovrebbe dire a questo punto parlando di quanto accaduto all’Inter battuta dal Barcellona dopo una buona prestazione con Lukaku in infermeria e Icardi, ancora di proprietà del club nerazzurro, decisivo nella vittoria del Psg di martedì in Turchia?

La squadra, Conte, la dirigenza milanese-cinese a partire da Marotta rischiano l’esclusione già dopo solo due gare e quindi il giudizio non potrebbe che essere negativo? Si tratta di punti di vista, solo di opinioni personali che non possono e non devono diventare delle sentenze in assenza di un reale capo d’accusa.

Per chi lo avesse dimenticato, partendo da chi fa informazione, in questo momento il Napoli è primo nel suo girone.

pubblicato il 03 ottobre 2019

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