RIFLESSIONI

Un libro, il mondo, la consapevolezza

In un mondo dove si legge sempre di meno i libri, sia cartacei che elettronici, rappresentano l’ultimo rifugio della cultura

di Domenico Sepe

Cosa rappresenta un libro?
È una domanda che si presta sicuramente a molte risposte. Ma un libro è, prima di tutto, un continuo viaggio nel proprio io. Leggere permette di conoscere infiniti mondi ed infinite persone.
Questo perché la scrittura è un mezzo senza tempo e, per quanto possa cambiare il suo modo d’essere, diventare elettronica e perdere la sua fisicità, resta sempre la chiave di volta della civiltà umana.
Nessun libro, poi, fa distinzioni tra le persone, tutti possono prendere in mano un libro e leggerlo, da ciò la lettura diventa mezzo per la propria espressione perché permette di scrivere meglio e, quindi, di poter condividere il proprio io con gli altri. Del resto, la forza della scrittura prima, e della stampa poi, è stata la possibilità di rendere facile la comunicazione tra le persone.
Un buon libro, inoltre, è sempre un buon compagno che permette di allargare i propri orizzonti, Leopardi stesso era un accanito lettore che, come disse al proprio padre, non avrebbe mai potuto scrivere senza il patrimonio di conoscenze della biblioteca di Recanati.
Ma i libri non sono soltanto questo, Cesare Beccaria aveva ben chiaro che i libri rappresentano un universo molto più ampio. Infatti, ci sono libri che rappresentano il nostro rapporto con il mondo e la società, che definiscono rapporti, diritti e doveri: i libri delle leggi ed i codici. Questi, infatti, punto fondamentale del suo pensiero, devono essere scritti in una lingua chiara per evitare arbitrii e soprusi e devono essere conosciuti da tutti, di modo che la libertà diventi il patrimonio comune di tutti.
Beccaria affermava quindi un pensiero fondamentale: che la libertà deriva dalla conoscenza e che senza conoscenza non è possibile che ci sia un uomo libero, egli stesso diceva anche che «il più sicuro ma più difficile mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l’educazione».
Il libro, quindi, diventa il mezzo per esercitare una libertà consapevole, che diventa analisi del mondo, della politica e dell’informazione, per perseguire una critica finalizzata al miglioramento stesso della società, oltre che di sé stessi.
Ogni uomo nasce libero, ma diventa consapevolmente libero solo grazie al patrimonio di conoscenze contenuto nei libri.

Pensieri sul libro

“Un buon libro è un compagno che ci fa passare dei momenti felici”

Giacomo Leopardi

 

“Senza la scrittura una società non prenderà mai una forma fissa di governo”

Cesare Beccaria

 

pubblicato su Napoli n.40 del 5 giugno 2021