Una delle sale interne del PAN dedicate alla mostra

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Un “geniaccio” olandese al PAN

Escher il matematico eccellente

Maurits Cornelis Escher torna a Napoli attraverso le sue opere con una mostra che sarà visitabile fino al 22 aprile

di Lorenzo Gaudiano

“Ero incredibilmente interessato al paesaggio del Sud Italia, non al paesaggio italiano in generale, alle influenze dei mori come ad esempio quei tetti tondeggianti ed ho trovato tutto questo affascinante”. Il fascino e la meraviglia dei paesaggi del Sud Italia, della Costiera Amalfitana in particolare, ha lasciato una profonda impronta anche in Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico olandese che visse tra gli ultimi anni dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento.

Il territorio campano ha dato tanto all’artista: dai bellissimi paesaggi, che hanno fatto da sfondo a gran parte delle sue litografie, all’amore per la svizzera Jetta Umiker, diventata poi sua moglie.

Per questo motivo il Palazzo delle Arti di Napoli ha deciso di ospitare la mostra dedicata al genio olandese, organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e curata da Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea con la promozione dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Fino al 22 aprile sarà possibile ammirare una parte dell’immenso panorama di opere di un artista che è rimasto particolarmente affascinato dalle bellezze della nostra terra.

La rassegna ricostruisce l’evoluzione artistica di Escher, a partire dalla sua ispirazione ai canoni dell’Art Nouveau per arrivare alla sua più grande capacità: rappresentare una realtà colta da una prospettiva diversa da quella ordinaria.

“Solo coloro che tentano l’assurdo raggiungeranno l’impossibile”. L’artista olandese ha fatto qualcosa di impossibile con le sue litografie, che offrono una visione del mondo tra l’enigmatico e il paradossale. Le tante prospettive di osservazione nella Relatività e la difficoltà ad individuare il fondo dell’edificio nel Belvedere costituiscono soltanto un esempio della genialità dell’artista, interessato più a sovvertire i principi matematici alla base del reale piuttosto che a colpire esteticamente ed emotivamente l’osservatore.

Secondo questo principio, le figure geometriche possono arrivare persino a trasformarsi in uccelli, come in Giorno e Notte I, oppure in insetti, nella città di Atrani ed in una scacchiera come nella Metamorfosi II, un excursus artistico che rappresenta la ciclicità della vita attraverso un’ipnotica serie di tassellature.

Il prestigio di Escher non è legato esclusivamente ai suoi lavori. La sua influenza, tra l’altro, ha raggiunto gli ambiti più disparati: la musica, i film, i fumetti e i cartoni animati, il mondo della pubblicità, la moda e l’arte contemporanea.

La genialità di quest’artista è senza confini. È motivo d’orgoglio per il territorio campano essere stato fonte d’ispirazione per la creazione artistica di questo fuoriclasse. Per Napoli è un vanto, oggi, metterne in mostra una parte della sua produzione artistica.

Le forme geometriche diventano uccelli in Giorno e Notte I

I pensieri di Escher

“Ecco che le lingue si erano sciolte: ‘Chi siete? Da dove venite? Che cosa fate qui? Dove siete diretti?’ Ci invitarono a bere vino e noi ne bevemmo molto, troppo, il che non poté che migliorare le nostre relazioni

“Non una volta mi diedero una sufficienza in matematica… La cosa buffa è che, a quanto pare, io utilizzo teorie matematiche senza saperlo

pubblicato su Napoli n.3 del 28 novembre 2018