Qual buon vento è il Benevento

Qual buon vento è il Benevento

ECHI DAL SANNIO

Qual buon vento è il Benevento

La squadra giallorossa sino alla fine del campionato combatterà sempre fissando quello striscione finale che rappresenta la porta per la A

di Gigi Amati

Giallo e rosso contro gli altri colori

Qual buon vento, è il Benevento. Il Benevento che senza bussare entra nelle zone alte della classifica e ricorda a chi se ne fosse dimenticato, o abbia fatto finta di dimenticarlo, che nella lotta per la promozione c’è anche la Strega, eccome se c’è. Il giallo e il rosso si aggiungono al nero e all’azzurro del sorprendente Pisa, al bianco e al nero di un Ascoli che dopo secoli di anonimato vuol fare nuovamente la voce grossa, ovviamente al bianco e azzurro di quel Brescia che si scrive Brescia ma per ovvi motivi si legge Pippo Inzaghi, ai tanti colori diversi di Frosinone, Reggina, Cremonese, Cittadella, in attesa di Lecce, Parma, forse Spal: tante tinte, tante nuances che formano il magico caleidoscopio della Serie B, da sempre autentica cartina al tornasole dell’Italia intera, la vera rappresentazione del tricolore: dal mare ai monti, dai capoluoghi alla provincia più sana, dal grande al piccolo dal piccolo al grande in un abbraccio di tifosi e passione calcistica.

Il Benevento mostra i muscoli

Che bel vento, il Benevento che regala al suo popolo il primo refrigerio dopo tanta afa, apre, anzi spalanca le finestre della sua stagione mostrando idealmente i muscoli alla scelta compagnia che di qui a maggio combatterà, sgomiterà, farà la voce grossa, cadrà, si rialzerà, sempre tenendo lo sguardo fisso su quello striscione finale che rappresenta la porta per il ritorno in Serie A. La retta via imboccata dalla Strega è il segnale giusto per scatenare la battaglia, ma è soprattutto l’ennesima testimonianza del costante buon lavoro del presidente Vigorito, nocchiero impavido che tiene la nave giallorossa costantemente in linea di galleggiamento, anche dopo il colpo dell’immeritata retrocessione e della necessità di partire con piani ambiziosi, certo, ma tenendo ben presenti le difficoltà che anche il calcio attraversa in una stagione delle nostre vite e delle nostre esistenze che quella vita e quell’esistenza le ha messe a dura prova, le ha sottoposte a pressione e torsione, le ha piegate e strizzate aprendo loro la porta su un chissà e un chissà quando che non avevamo mai affrontato.

Vigorito nocchiero impavido

Il presidente Vigorito è sempre rimasto lì, lì dove le circostanze, la responsabilità, il senso del dovere, la passione lo hanno chiamato. Ha tenuto la testa alta dopo le bassezze subite nel finale della scorsa stagione, colpi bassi che avrebbero atterrato Tyson, ma non lui, fiero combattente con e per la Strega. Ha guardato al passato, certo, ma per prenderne esempio, non per inutili lamenti; ha guardato al presente, facendo bene attenzione ai conti e al domino delle carte e delle scadenze; ha però anche dato un occhio al futuro con il solito sguardo visionario, facendosi guidare dall’orgoglio e dalla costante voglia di sfida. È così del resto che un comandante in capo guida con saggezza l’imbarcazione: resta vigile nella bonaccia e si mostra solido nella tempesta, cuore e nervi, fegato e muscoli, dimostrando alla truppa che lui è lì con loro, davanti a loro, in mezzo a loro.

Fate largo e spalancate le finestre

Naturalmente il bello e il difficile devono ancora venire, la stagione è ancora in fasce e i conti, come sempre accade con la B, si faranno alla fine del lungo viale fatto di sfide e duelli, di trasferte delicate e complesse gare casalinghe, di salite e discese, di spifferi e correnti, schiaffi e sorrisi, affanni e sospiri, sussurri e grida. Su questo, tranquilli, vigilano Foggia e Caserta, mente e braccio di un progetto giallorosso che viaggia con sapienza e costanza, con attenzione e prudenza ma senza rinunciare agli slanci, agli assalti, al coraggio, alla faccia truce che un’aspirante promossa deve avere e mostrare ai rivali, tutti, senza sconti. In attesa dell’atteso faccia a faccia con Inzaghi, una sfida fatalmente nei pensieri e nei cuori di tutto il popolo della Strega, intanto è riapparso dalle nebbie estive Lapadula, il bomber con la faccia da pugile, il gringo che ha fatto al contrario il percorso del libro Cuore: dalle Ande agli Appennini, dal Cile all’Italia, dal Sudamerica a Benevento. Ha messo da parte il dispiacere di aver perso la Serie A, ha accantonato la rabbia per tanti attaccanti che in A giocano e non sono certo più degni di lui di salire su certi palcoscenici, ha fatto di tutto questo il carburante giusto per riaccendere i motori e tornarci, in A, con il Benevento, lo stregone e la Strega, con quella maglia e insieme a quella gente che da sempre è abituata a conquistarsi tutto, senza regali: perché da sempre è più bello festeggiare in questo modo.
Qual buon vento, è il Benevento: fate largo e spalancate le finestre.

pubblicato su Napoli n.47 del 30 settembre 2021

L’uomo mascherato per il Benevento

L’uomo mascherato per il Benevento

L’ALTRA COPERTINA

L’uomo mascherato per il Benevento

Prossimo a lasciare il club giallorosso nell’estate scorsa, Gianluca Lapadula oggi è l’uomo in più ed il pezzo da novanta della squadra

di Lorenzo Gaudiano

A chi non piacciono i supereroi. Salvano il mondo mettendo a repentaglio la propria vita, si adoperano per il miglioramento della società senza chiedere nulla in cambio, combattono fino allo stremo delle proprie forze perché sanno che il destino dell’umanità è nelle loro mani e da loro soltanto dipende, considerano sempre al primo posto prima il dovere e poi il piacere, naturalmente se c’è lo spazio ed il tempo per coltivarlo.
Benevento ha il suo supereroe, anzi in realtà ne avrebbe più d’uno. Questa volta per la copertina della ribattuta Benevento della nostra rivista la scelta è ricaduta su di lui, Gianluca Lapadula. Un paladino della giustizia in campo, con i gol e lo spirito di sacrificio come armi e persino con il volto coperto da una maschera come tutti i personaggi dei fumetti con cui si cresce e si gioca da bambini. Un supereroe a tutti gli effetti, visto che quando si scatena riesce a riportare l’ordine, a sistemare le cose, a salvare quindi il risultato di una partita, come quello contro il Cittadella di qualche settimana fa.
Non quando cala il sole, perché si gioca praticamente a tutti gli orari, ma quando calca il prato verde la sua identità cambia, così come il suo nome. Uomo mascherato per trovarne uno semplice e d’impatto, italiano, come piace a noi. Jack-man, in linea con la tendenza ormai consueta a fare ricorso a continui anglicismi entrati a far parte persino dei vocabolari di tutte le lingue del mondo, se si vuole provare a dare libero sfogo alla fantasia.
Uno spirito determinato, aggressivo, bramoso di raggiungere ogni pallone che potrebbe finire nei piedi sbagliati, si impossessa di lui al fischio dell’arbitro e in quella frazione di tempo il suo obiettivo primario diventa quello di garantire la sicurezza della sua tifoseria, felice e tranquilla giustamente quando in classifica al termine di una partita si possono contare tre punti in più.
Il coraggio, la forza interiore ed esteriore, la versatilità, la capacità di destreggiarsi in ogni tipo di prova, l’attaccamento ai principi sani dello sport ed il senso di protezione più della comunità che di se stesso ad un supereroe come Lapadula non mancano. Tutte queste qualità le possiede tutte. E le mette in pratica sempre. Anche quando magari non parte titolare ma subentra.

Decisivo, anche se i minuti che gli vengono concessi sono pochi, lo rimane sempre, perché lui è in realtà di un’altra categoria. Quella categoria in cui il Benevento vorrebbe tornare al più presto, consapevole però che non bisogna assolutamente andare di fretta ma compiere piccoli ma solidi passi verso la crescita e la maturità necessaria per raggiungere alla fine l’obiettivo prefissato.
Avere in organico un attaccante del suo calibro per il campionato cadetto è un privilegio, l’occasione per infondere la giusta sicurezza e tranquillità ad una tifoseria in apprensione ogni qual volta si deve fronteggiare un avversario diverso in campo. Perché quando si ha la certezza di avere qualcuno che sia in grado di garantire protezione da tutte le avversità e da tutti i nemici si dorme certamente più sereni e spensierati, in questo caso parlando di calcio ci si gode meglio lo spettacolo, visto che ogni pallone giocato può diventare un gol ed una gioia immensa da vivere.
Il Benevento ha il suo supereroe offensivo chiamato a proteggere dall’assalto delle pretendenti alla massima serie. La sua macchina da gol implacabile pronta a regalare punti preziosi nei vari momenti di una stagione lunga e difficile. Il suo leader grintoso e combattivo che avrebbe potuto firmare con qualsiasi squadra in A ma che alla fine ha deciso di rimanere nel Sannio per essere ancora protagonista, partecipare ad un progetto tecnico nuovo ed interessante allestito da un presidente vulcanico e ricco di idee come Oreste Vigorito, entrare nel cuore di una tifoseria sempre calda e passionale con i propri beniamini, nella gioia e nel dolore così come nella vittoria e nella sconfitta. Con l’augurio di non essere uno dei tanti, ma di essere ricordato per le sue gesta, il suo impegno e il suo contributo in campo.
Tutti vorrebbero Jack-man alle proprie dipendenze. Fortunatamente il Benevento può vantarlo e naturalmente coccolarlo. Lui saprà naturalmente ripagare tutto questo, ovviamente con i gol. E tutta la piazza quasi certamente si sentirà sempre al sicuro, giornata dopo giornata, augurandosi qualcosa di importante a fine stagione e soprattutto sognando qualcosa di veramente bello, a cui per ora sarebbe meglio non pensare.

pubblicato su Napoli n. 47 del 30 settembre 2021

Benevento-Perugia: Caserta contro il suo passato

Benevento-Perugia: Caserta contro il suo passato

LA PARTITA

Benevento-Perugia: Caserta contro il suo passato

Il tecnico approdato a Benevento ritrova il Perugia da avversario pochi mesi dopo essere riuscito a riportare gli umbri in serie B

di Marco Boscia

Oggi alle 20.30 a chiudere la settima giornata di Serie B, che si aprirà con l’anticipo di domani sera fra Lecce e Monza, ci sarà il posticipo del Vigorito fra Benevento e Perugia. Fabio Caserta ritroverà quindi il suo recente passato e con il “suo” Benevento è pronto a vendere cara la pelle per portare a casa tre punti fondamentali che potrebbero lanciare i sanniti fra le primissime posizioni della classifica. Dopo un inizio col freno a mano tirato – una pirotecnica e difficile vittoria alla prima contro l’Alessandria per 4 a 3, la sconfitta di Parma per 1 a 0 ed il pareggio a reti bianche contro il Lecce – difatti sembra che i sanniti stiano pian piano trovando la giusta quadratura anche grazie ad un attacco dove Marco Sau si è finalmente sbloccato nella trasferta di Ascoli vinta per 2 a 0 due settimane fa e che ha ritrovato un grande Gianluca Lapadula, un lusso per la Serie B e autore di una tripletta contro il Cittadella, da subentrato, nel match successivo.

La scelta di Caserta

Sicuramente per l’arrivo di Fabio Caserta a Benevento sono stati decisivi gli ottimi rapporti fra Massimiliano Santopadre, presidente del Perugia, ed il patron sannita Oreste Vigorito. Ma sono le motivazioni che hanno fatto la differenza nella scelta di Caserta ed è stato proprio lo stesso allenatore ad averlo dichiarato più volte in conferenza stampa. Quella di Benevento è una sfida che ha accettato volentieri per cercare di riportare subito in massima serie una squadra forte che è riuscita a trattenere la maggior parte dei calciatori che lo scorso anno hanno disputato in maglia giallorossa anche il campionato di A non riuscendo, nonostante un buon girone d’andata, a guadagnarsi la permanenza nella massima divisione. Dopo aver appunto riportato il Perugia dalla Lega Pro alla B, Caserta è arrivato a Benevento conscio delle difficoltà e delle pressioni che avrebbe incontrato nel corso del campionato ma con la convinzione di poter riuscire a fare bene cercando di riportare subito la squadra di Vigorito in Serie A e magari di riuscire finalmente a disputare la sua prima stagione in panchina in massima serie. Il neoallenatore sannita non ha mai nascosto di ispirarsi ad Antonio Conte, dal quale è anche stato allenato ai tempi dell’Atalanta, nella stagione 2009/2010, e del quale ha sempre apprezzato la carica agonistica e le motivazioni che il tecnico ex Inter riesce quasi sempre ad infondere agli uomini delle sue squadre. Anche Caserta vuole provarci ed adesso è il momento di cominciare a cacciare gli artigli, motivare i suoi e cercare di inanellare una serie di risultati utili consecutivi per guadagnare le prime posizioni in classifica. E per farlo ovviamente il tecnico sannita dovrà affidarsi soprattutto al suo pacchetto offensivo.

L’attacco sannita

Marco Sau, Gabriele Moncini, Enrico Brignola, Giuseppe Di Serio e Gianluca Lapadula. Sono questi i cinque attaccanti a disposizione di Fabio Caserta. Il primo a riuscire a sbloccarsi, recentemente nella trasferta di Ascoli, è stato Sau che ha aperto le marcature della sfida al 15° minuto poi chiusa da Roberto Insigne 9 minuti più tardi. Proprio il fratello del capitano del Napoli, Lorenzo, sembra essere fra i calciatori più in forma dei sanniti in questo inizio di stagione ma, pur essendo un giocatore offensivo, adesso Caserta ha bisogno anche dei gol dei suoi attaccanti. Il primo che dovrà recuperare la piena forma dopo l’infortunio alla caviglia che l’ha tenuto lontano dal rettangolo verde nelle prime uscite stagionali è Lapadula, fiore all’occhiello della rosa sannita che, assieme a Glik e Sau, è l’uomo di maggiore esperienza del Benevento. Dopo le voci di mercato che lo volevano insistentemente lontano dal capoluogo campano, Lapadula è invece rimasto e adesso agli ordini di Caserta vuole fare di tutto per rendersi protagonista di una stagione importante per cercare di guidare i suoi compagni di squadra, a suon di gol, verso la promozione in massima serie. Oltre a lui servirà ovviamente anche l’apporto dei suoi compagni di reparto ed in tal senso saranno fondamentali anche le reti dei più giovani Brignola, Di Serio e Moncini che dovranno essere bravi a sfruttare, almeno inizialmente, gli spezzoni di gara che l’allenatore gli concederà per cercare di metterlo, di domenica in domenica, in difficoltà nelle scelte di formazione.

L’avversario

Dopo l’addio di Caserta a guidare gli umbri è arrivato Massimiliano Alvini su cui il Perugia ha deciso di puntare nonostante l’allenatore non sia riuscito a centrare l’obiettivo della permanenza in B sulla panchina della Reggiana la scorsa stagione. Alvini è arrivato in Umbria consapevole, pur essendo la squadra una neopromossa, di non potersi accontentare di una salvezza tranquilla in una piazza così ambiziosa come quella biancorossa ed ha accettato la sfida per cercare, all’età di 51 anni, di consacrarsi definitivamente in panchina dopo aver allenato Quarrata, Tuttocuoio, Pistoiese, Albinoleffe ed appunto Reggiana. Sotto il profilo tattico il lavoro svolto al Perugia da Caserta, che era solito schierare la squadra con un 4-3-3 o un 3-4-2-1, è servito molto ad Alvini che come modulo di gioco predilige da sempre il 3-4-1-2 con il trequartista alle spalle delle due punte che almeno in questo inizio di stagione sembrano essere, a fare coppia fissa, Murano e Carretta.

I precedenti

Otto i precedenti fra Benevento e Perugia in terra campana: 5 vittorie del Benevento, 2 pareggi e 1 vittoria del Perugia. Il primo incontro al Vigorito risale alla stagione 2008/2009, campionato di Lega Pro 1^ Divisione Girone B, quando il Benevento si impose per 1 a 0 con gol di Colombini al minuto 24. Altre tre sfide in Lega Pro: quella dell’anno successivo terminata 3-1 in favore dei padroni di casa con la doppietta di Evacuo, poi la sconfitta del Benevento per 1 a 0 con gol di Ciofani nella stagione 2012/2013 e quindi il pareggio per 1 a 1 in quella 2013/2014. Le altre quattro sfide al Vigorito si sono disputate tutte in serie cadetta: due nel 2016/2017, la prima terminata 0-0 e la seconda, valevole per i playoff, vinta dal Benevento per 1 a 0 con gol di Chibsah nella ripresa, una nel 2018/2019 vinta dal Benevento per 2 a 1 con le reti di Coda e Bandinelli e l’ultima nella stagione 2019/2020 vinta sempre dai sanniti per 1 a 0 con gol di Armenteros.

pubblicato su Napoli n.47 del 30 settembre 2021

È necessario attendere, il campionato è lungo

È necessario attendere, il campionato è lungo

L’ALTRA COPERTINA

È necessario attendere, il campionato è lungo

Sono state disputate soltanto tre partite di una stagione che sarà lunghissima e subito cominciano a piovere i primi giudizi

di Lorenzo Gaudiano

«Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi». Aprire con questo pensiero dello psichiatra ed antropologo svizzero Carl Gustav Jung la riflessione che abitualmente accompagna il Benevento nelle pagine di questa rivista è propedeutico ad un discorso che bisognerebbe cercare di tenere sempre a mente quando si analizza ciò che si ha davanti.
Sono state disputate soltanto tre partite di una stagione che sarà lunghissima e subito naturalmente cominciano a piovere i primi giudizi sul rendimento del nuovo Benevento di Fabio Caserta, che come ha messo in chiara evidenza alcune importanti positività al tempo stesso ha fatto vedere qualche aspetto cha va corretto e migliorato assolutamente per il prosieguo del campionato.
Tenendo presente che la rosa è stata per larga parte rivoluzionata ed arricchita di nuovi innesti che stanno a mano a mano integrandosi nello schema di gioco sannita ed apprendendo la filosofia tattica del tecnico calabrese, vedere comunque un primo affiatamento tra i vari reparti ed un gioco comunque fluido che porta i campani spesso alla conclusione è qualcosa di estremamente positivo.
Il contributo della vecchia guardia al rendimento mostrato in queste prime partite è stato senza dubbio importante. I nuovi innesti poi in buona parte hanno saputo mettersi in mostra, mentre altri hanno ancora bisogno di tempo per entrare nei meccanismi della squadra, anche se sono calciatori che Caserta conosce bene e che ha voluto fortemente.
Dati questi elementi qualche difficoltà ci pare riguardi la difesa, dove il Benevento ha mostrato una certa fragilità ed un assetto ancora non pienamente trovato.
Di tempo per lavorare sicuramente ce ne sarà, l’importante è che non ci si abbandoni a giudizi troppo frettolosi, positivi e negativi che siano, perché come è stato sottolineato più volte il campionato di B è davvero lungo e soprattutto molto complesso.
Caricare di eccessive aspettative questa squadra ed il suo allenatore potrebbe essere soltanto nocivo, mentre attendere con pazienza, fiducia e convinzione sarà di grande aiuto per la conquista degli obiettivi prefissati ad inizio stagione.
La fretta è sempre stata una cattiva consigliera. Proprio per questo è necessario in questo momento analizzare in maniera obiettiva le prestazioni della squadra e le scelte della società, senza lasciarsi andare a verdetti definitivi e considerazioni prodromiche che in questo momento della stagione lasciano il tempo che trovano.

pubblicato su Napoli n.45 dell’11 settembre 2021

Benevento vs Lecce: scontro fra giallorossi

Benevento vs Lecce: scontro fra giallorossi

SERIE B

Benevento vs Lecce: scontro fra giallorossi

Il Benevento di Fabio Caserta stasera ospita al Ciro Vigorito il Lecce dell’ex Marco Baroni in una sfida affascinante

di Marco Boscia

Stasera il Benevento di Fabio Caserta torna in campo fra le mura amiche nell’anticipo della terza giornata del campionato cadetto. Al Vigorito sarà di scena il Lecce dell’ex Marco Baroni che venderà sicuramente cara la pelle dopo un inizio di stagione al di sotto delle aspettative. Nei primi due match stagionali difatti i salentini hanno racimolato un solo punto in classifica, frutto di un’inaspettata e sonora sconfitta per 3 a 0 a Cremona ed un pareggio in casa per 1 a 1 contro il neopromosso Como, tornato a calcare i campi della Serie B dopo cinque anni e due fallimenti. Ma anche i padroni di casa non possono permettersi ulteriori passi falsi, specialmente in una sfida come quella di stasera contro una diretta concorrente alla testa della classifica e dopo la sconfitta di Parma per 1-0 maturata alla seconda giornata addirittura al minuto ’97. Ed anche perché, come risaputo, la Serie B è un campionato lungo ed estenuante che nasconde sempre numerose insidie, come dimostrato dalla sfida contro la neopromossa Alessandria della prima giornata battuta dai sanniti con difficoltà con un pirotecnico 4-3 al Vigorito.

Sfida al vertice

Sembra presto per dirlo ma siamo abbastanza sicuri di poter affermare che Benevento – Lecce di stasera è una sfida fra due squadre che saranno assolute protagoniste di questo campionato. È solo la terza giornata ma gli organici delle due compagini lasciano presagire una stagione importante. I presidenti Vigorito e Damiani hanno costruito due squadre che sembrano già pronte da subito a poter puntare alla promozione in A. Il patron sannita, con il prezioso lavoro di Foggia, ha avuto il merito di non rivoluzionare totalmente la squadra che lo scorso anno è riuscita a giocarsi fino all’ultima giornata la permanenza in Serie A, persa contro il Torino di Cairo. Pochi ma importanti gli innesti di Vigorito che, nonostante la dolorosa cessione di Montipó, rimpiazzato bene con Paleari, è riuscito ad aggiungere all’organico quelle che sembrerebbero le giuste pedine – Calo, Acampora, Elia e Masciangelo su tutti – che unite allo zoccolo duro – Glik, Ionita, Letizia, Improta, Insigne, Sau e Lapadula fra gli altri – dovrebbero permettere, assieme alla voglia del neoallenatore Caserta di arrivare finalmente in massima serie alla guida delle streghe, fin da subito ai sanniti di intraprendere un campionato importante per puntare con decisione nuovamente alla promozione in A. Il Lecce è ripartito invece da una certezza come Marco Baroni che lo scorso anno, dopo essere subentrato a Domenico Toscano sulla panchina della Reggina a dicembre, ha portato i calabresi a concludere il campionato cadetto all’undicesimo posto grazie a 10 vittorie, 10 pareggi e 7 sconfitte. Importanti sono stati anche gli acquisti, grazie al solito lavoro di Pantaleo Corvino, di Strafezza, esterno brasiliano ex Corinthias, capace di andare spesso in rete e che lo scorso anno ha impressionato con la maglia della Spal, società che ha acquisito proprio dal Lecce lo storico capitano Mancosu che vanta più di 50 gol in maglia giallorossa, assieme a quello di Di Mariano, nipote dell’ex calciatore Totó Schillaci, dal Venezia e alle scommesse Hjulmand, ventiduenne centrocampista danese prelevato per 1 milione di euro dalla squadra austriaca del Modling, e Listkowski, centrocampista ventitreenne polacco acquistato per 300.000 € dal Pogon Stettino, oltre alla fondamentale permanenza di due uomini chiave come Gabriel in porta e Coda in attacco.

L’ex della prima promozione in serie A

Ha scolpito il suo nome sulle mura della città di Napoli con il memorabile gol alla Lazio che nel 1990 è valso il secondo scudetto della storia partenopea. Acquistato dal Lecce l’estate precedente, in azzurro Marco Baroni è rimasto due stagioni, siglando anche il gol numero 3000 della storia del Napoli contro il Bologna e fallendo un rigore fondamentale contro lo Spartak Mosca che valse l’eliminazione degli azzurri dalla Coppa dei Campioni nella stagione 1990/1991. Carriera lunga quella dell’ex difensore che nel 2000 appese gli scarpini al chiodo quando militava in C2 con la maglia della Rondinella e di cui divenne poi subito allenatore. Esperienza oramai già lunga anche quella in panchina, giunta alla sua ventesima stagione. Allena oggi il Lecce dopo aver sostituito Eugenio Corini, altro ex Napoli, che ha pagato con l’esonero un finale di campionato poco soddisfacente nonostante l’estate scorsa avesse firmato un contratto triennale con i giallorossi (il Lecce era secondo a sei giornate dal termine ma con quattro sconfitte finì quarto accedendo ai playoff, poi persi in semifinale contro il Venezia). Per Baroni oggi sarà una gara speciale: torna nuovamente al Vigorito dopo la prima storica promozione in Serie A del Benevento ottenuta alla guida dei sanniti nella stagione 2016/2017 grazie alla vittoria dei playoff in finale contro il Carpi. L’anno successivo fu esonerato dopo nove giornate e altrettante sconfitte in Serie A cedendo la panchina a Roberto De Zerbi, che non riuscì nell’impresa di salvare i sanniti. Nonostante questo Baroni a Benevento è rimasto ugualmente forse l’allenatore più amato di sempre dalla tifoseria.

Precedenti e curiosità

L’ultima volta al Vigorito è stata tre anni fa: il 27 agosto 2018 la sfida della prima giornata del campionato cadetto fra Benevento e Lecce, che chiusero la stagione rispettivamente al terzo posto, venendo poi sconfitto in semifinale playoff dal Cittadella, ed al secondo, ottenendo la promozione diretta in Serie A, finì con un pirotecnico 3-3. Lecce avanti di 3 reti che si fece poi raggiungere nel finale dai sanniti da un gol di Coda su rigore. Proprio l’attaccante trentaduenne di Cava de’ Tirreni, dopo un triennio con il Benevento fra il 2017 ed il 2020, ed il titolo di capocannoniere della scorsa edizione del campionato cadetto già con la maglia del Lecce, sarà il grande ex della sfida di stasera. Su 11 match totali al Vigorito 7 le vittorie dei padroni di casa, che invece non sono mai riusciti a vincere in trasferta al Via Del Mare di Lecce, 3 pareggi ed un solo successo dei salentini per 2 a 1 in Lega Pro nel 2014.

pubblicato su Napoli n.45 dell’11 settembre 2021