La decisione di De Laurentiis prevale sul buonsenso

La decisione di De Laurentiis prevale sul buonsenso

L’EDITORIALE

La decisione di De Laurentiis prevale sul buonsenso

Il presidente decide per l’esonero di Carlo Ancelotti nonostante la vittoria con il Genk

di Giovanni Gaudiano

“Non mi dimetterò, non l’ho mai fatto e mai lo farò”.
Sono poche parole estratte tra tutte quelle lucide, precise, puntuali, ragionevoli, ponderate che Carlo Ancelotti ha pronunziato dopo la gara con il Genk, che ha promosso il Napoli agli ottavi di finale di Champions League.
Il messaggio era diretto alla società, al presidente che era in tribuna ed appariva combattuto tra un sorriso ed un ghigno pieno di perplessità: il primo simile a quello di Paperon de Paperoni alla vista dei dollari che arriveranno per il prosieguo dell’avventura in Champions ed il secondo frutto di un pensiero più complesso che partiva probabilmente dalla decisione controversa che aveva oramai preso.
La svolta che De Laurentiis pensa di aver innescato ci si augura ci sia, anche se non si ritiene che sostituire Ancelotti con Gattuso possa essere la soluzione a tutti i problemi che palesa il Napoli in questo momento.
Il campo, i risultati forse smentiranno questo pensiero e saremo tutti felici di poter ammettere di aver sbagliato, si vedrà.

Carlo Ancelotti con il nostro direttore Giovanni Gaudiano

Onore va alla indiscutibile professionalità di Carlo Ancelotti, l’unico che si sia assunto la responsabilità in questa incomprensibile situazione, critico invece è il pensiero nei confronti del presidente che solo pochi giorni fa aveva manifestato ben altro pensiero sulla guida tecnica della sua squadra e che forse pretendeva dal tecnico le dimissioni per i motivi che mai spiegherà ma che probabilmente sono solo di natura economica.
De Laurentiis a questo proposito dovrebbe ricordare come la sua posizione sia prestigiosa, sia importante ma soprattutto presenti degli oneri, delle responsabilità, dei doveri non solo contrattuali.
Napoli non è una città qualunque, lui non è un uomo qualunque e la squadra non è soltanto un patrimonio suo, economicamente parlando, ma anche della città, perché ne porta il nome. Poi c’è la passione di un pubblico unico nel mondo che in questi anni una politica in generale poco accorta ha fatto affievolire, come dimostrano i dati in continuo calo sull’afflusso allo stadio.
È difficile ora augurare Buon Natale e Buon Anno a Carlo Ancelotti ma desideriamo farlo comunque, la sua avventura a Napoli è stata troppo breve ed il solo pensiero che il presidente abbia preferito, come accade quasi sempre, salvaguardare il suo investimento, la squadra, al suo allenatore fa male soprattutto se si pensa che avrebbe voluto che il tecnico si dimettesse.
Ora buon lavoro a chi arriverà, buon lavoro al presidente che ha bisogno di questo augurio, visto che sarà impegnato per sistemare prima lo spogliatoio e poi i rinnovi contrattuali di tanti giocatori che forse prenderanno la palla al balzo per chiedergli di essere ceduti, non ci si riferisce a Callejon e Mertens, visto che non sarà possibile esonerarli.
Ma forse, a ben pensarci, era proprio quello che De Laurentiis voleva che accadesse?

pubblicato 11 dicembre 2019

Napoli – Genk: che cosa ne pensate?

Napoli – Genk: che cosa ne pensate?

FORUM

Napoli – Genk: cosa ne pensate?

Cinque domande ad Antonio Sasso, Aldo Putignano e Lorenzo Marone sull’ultima gara del girone di Champions

di Lorenzo Gaudiano

La porta per gli ottavi di finale di Champions è spalancata. Il richiamo della consueta musica è forte, come il dolce e attrattivo canto delle Sirene dei poemi omerici. È un’attrazione di fronte alla quale non si può resistere, uno stimolo incontenibile che sprigiona gli istinti più reconditi di qualunque essere umano appassionato di sport. Allo stadio San Paolo, ad esempio, il pubblico non aspetta nemmeno che quell’inno finisca per liberare un urlo assordante, di una potenza acustica equiparabile persino ad un terremoto. Sono emozioni che la memoria porta con sé per sempre, a cui difficilmente si può rinunciare, soprattutto se sono a portata di mano.
La porta è aperta, la chiave non è necessaria. L’importantissimo pareggio di Anfield contro il Liverpool ha regalato alla squadra di Ancelotti la possibilità del doppio risultato questa sera contro il Genk a Fuorigrotta per superare il girone ed accedere all’Olimpo dei club europei.
Abbiamo rivolto cinque domande al direttore del Roma Antonio Sasso, il più antico quotidiano italiano post-unitario, all’editore Aldo Putignano, coordinatore della casa editrice partenopea Homo Scrivens, e a Lorenzo Marone, scrittore e curatore della rubrica “Granelli” per la Repubblica, per parlare di una sfida che non costituisce soltanto l’ennesimo banco di prova per il Napoli ma anche l’occasione per lasciarsi definitivamente alle spalle un momento negativo e ripartire alla conquista degli obiettivi stagionali.

I QUESITI RIVOLTI

• Il pareggio ottenuto contro il Liverpool ad Anfield può rappresentare la svolta della stagione?
• Basta un punto per accedere matematicamente agli ottavi, senza guardare alla sfida tra le altre due pretendenti. Che gara si aspetta questa sera contro il Genk?
• Cosa occorrerebbe al Napoli per avere maggiore continuità nel proprio rendimento?
• Soltanto la Juventus ha superato il girone con largo anticipo. Questo è dovuto alla crescita dei campionati europei minori oppure ad un momentaneo declino del calcio italiano?
• In caso di qualificazione, gli azzurri potranno essere la sorpresa della fase ad eliminazione diretta?

Il direttore del Roma Antonio Sasso

1. Più che una svolta, è un risultato che sicuramente sarà utile per uscire da questo brutto periodo che ha coinvolto allenatore, giocatori e società. Il pareggio ottenuto contro il Liverpool ha posto le basi per una riappacificazione che sicuramente gioverà a tutte le parti in causa per il prosieguo della stagione.

2. È una partita dove il sostegno della tifoseria sarà fondamentale. Si spera che contro il Genk a sostenere la squadra di Ancelotti ci sia uno stadio pieno. A questo potrebbe contribuire proprio il presidente De Laurentiis, magari proponendo per i tagliandi dei prezzi più accessibili per incentivare una maggiore presenza. Con il boato del San Paolo non ci sarebbe scampo per la squadra belga.

3. Occorre ricostituire il gruppo di una volta perché per raggiungere gli obiettivi prefissati, e questo vale per qualsiasi attività lavorativa, l’unità di intenti è sicuramente fondamentale. Per esempio, il poco entusiasmo intorno a Lozano dopo la rete messa a segno a San Siro contro il Milan dimostra che nell’ambiente qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

4. Non si può parlare di declino se tutte le squadre impegnate in competizioni europee hanno la possibilità di superare i rispettivi gironi. Il Napoli ha avuto la meglio sui campioni d’Europa del Liverpool, l’Inter ha dimostrato di potersela giocare e l’Atalanta con i suoi alti e bassi è ancora in gioco.

5. Il Napoli può ancora concludere il girone al primo posto. Nella fase ad eliminazione diretta può essere la sorpresa della competizione, a condizione che lo spogliatoio torni ad essere sereno come in passato. In campo europeo per affrontare club di maggiore prestigio come il Real Madrid, il Barcellona, il Manchester City, il Bayern Monaco etc. occorre stare bene atleticamente e soprattutto psicologicamente.

Il coordinatore della casa editrice napoletana Homo Scrivens Aldo Putignano

1. Il risultato di Anfield è stato importante soprattutto dal punto di vista psicologico. Abbiamo visto in campo un Napoli diverso rispetto agli ultimi anni, sicuramente meno spettacolare ma più concreto e solido, chiara espressione del vecchio calcio all’italiana. L’impegno, la determinazione e la concentrazione dei giocatori sono venuti fuori dopo alcune partite deludenti in campionato.

2. Credo che quella di stasera sarà la partita della svolta, una gara sulla carta per nulla proibitiva contro una squadra con cui in trasferta il Napoli ha giocato veramente male. Sarà per tutti i giocatori l’occasione per ritrovare entusiasmo, assolutamente necessario per il prosieguo della stagione.

3. Occorrono maggior leadership e un gioco che sacrifichi meno gli attaccanti. Il Napoli finora ha sempre creato tantissime occasioni da gol, accusando qualche difficoltà in fase di finalizzazione. Magari se i riferimenti offensivi fossero meno impegnati nella costruzione delle azioni di gioco, forse sarebbero più precisi e cinici sotto porta.

4. In realtà una fase di declino è iniziata già da tempo, anzi ora si comincia ad intravedere qualche segnale positivo. In una competizione europea il sorteggio è determinante. Il Napoli ad esempio si sta giocando la qualificazione contro i campioni d’Europa del Liverpool ed un’ottima squadra come il Salisburgo. La Juventus è risaputo che abbia più personalità delle altre italiane e una maggiore abitudine a disputare un certo tipo di partite.

5. Per il gioco messo in mostra, l’organico e le sue potenzialità il Napoli può imitare il Liverpool delle ultime due edizioni. Deve crederci di più e servirebbe sicuramente qualche altro giocatore a centrocampo, oltre ad un terzino per i numerosi e ricorrenti infortuni che hanno decimato l’organico in quel ruolo. In partite secche il Napoli ha dimostrato al momento di poter fare bene.

Lo scrittore Lorenzo Marone

1.  Sinceramente non credo. Sono anni che si ripete continuamente che sarà la volta buona ma i buoni auspici vengono sempre disattesi. La squadra è riuscita a fare il massimo possibile. È un insieme di giocatori sicuramente forti con una grande pecca: nelle partite decisive hanno sempre fallito. Il pareggio di Anfield nell’immediato potrebbe avere un risvolto positivo ma questo ciclo è arrivato alla conclusione, purtroppo senza alcun titolo.

2. Non vedo particolari difficoltà, il Napoli può vincere facilmente. Nonostante tutti i limiti psicologici, se gioca in maniera unita, ha dimostrato di potersela giocare con qualunque squadra.

3. Qualche esperimento tattico in meno e qualche certezza in più, facendo giocare con continuità otto/nove giocatori per avere un’impostazione meno camaleontica. Ciò che è stato fatto dal punto di vista tecnico in questi ultimi anni non ha giovato a nessuno. Credo ci siano state grandi responsabilità anche da parte della società.

4. Il declino è evidente ed è dovuto probabilmente alla totale mancanza di cultura sportiva in Italia. Si pratica poco sport e si insegna poca educazione fisica nelle scuole. Ai ragazzi di oggi non viene inculcato il valore dello sport. Vedo una grande arretratezza, rispetto all’Inghilterra nel nostro paese si gioca a ritmo troppo lento. Gli arbitri interrompono il gioco continuamente e questo in campo europeo fa la differenza.

5. Spesso ci si lascia prendere troppo dall’entusiasmo. Tutto può essere smentito ma la storia ci insegna che nelle partite fondamentali il Napoli tende a sciogliersi. L’anno scorso in Europa League gli azzurri non hanno saputo sfruttare una grande opportunità. È una dannazione atavica che fa parte da sempre di quest’ambiente e quindi di questa squadra. Questa squadra ha ottimi giocatori a disposizione ma non quella capacità mentale necessaria per spingersi verso grandi imprese.

pubblicato su Napoli n.19 del 10 dicembre 2019

Napoli-Genk: basta soltanto un… punto

Napoli-Genk: basta soltanto un… punto

OBIETTIVO ISTANBUL

Napoli-Genk: basta un… punto

Il club, l’allenatore, lo staff e i giocatori possono per la terza volta portare il Napoli e la sua città agli ottavi di Champions

di Lorenzo Gaudiano

Ultimo atto del girone di Champions. Al San Paolo arriva il Genk e per il Napoli ci sono in gioco gli ottavi di finale. Basterà almeno un punto e il primo obiettivo stagionale potrà dirsi finalmente conquistato.
Se gli azzurri hanno a disposizione questa sera due risultati su tre per superare il turno, il merito senza dubbio va attribuito al pareggio di Anfield e alla bellissima prestazione fornita da tutta la squadra contro il Liverpool di Jurgen Klopp.
Anche in quell’occasione Carlo Ancelotti ha dato dimostrazione del proprio valore, della propria esperienza e della propria signorilità. Molti fanno davvero tanta fatica a capirlo, ma soltanto poche formazioni in Europa possono vantare in panchina un allenatore del suo livello, un uomo che ha costruito la propria carriera da calciatore e da tecnico attraverso una grande umiltà, una calma ferrigna e una preparazione tattica davvero invidiabile.
Il risultato ottenuto in Inghilterra è stato fondamentale, perché i Reds non potranno consentirsi il lusso di perdere a Salisburgo. In quel caso il girone prenderebbe una piega abbastanza inaspettata e fuori da qualsiasi logica che al momento deve interessare poco. Il Napoli deve pensare soltanto a vincere la sua partita, per lasciarsi definitivamente alle spalle il brutto periodo vissuto in questo ultimo mese e dare il massimo in tutte le competizioni, anche perché la stagione è ancora lunga a differenza di chi parla già di fallimento e fine di un ciclo di cui sarebbe più professionale e deontologicamente più corretto parlare più avanti.

Klopp è pensieroso: il suo Liverpool rischia a Salisburgo

La comunicazione non particolarmente efficiente da parte della società, qualche infortunio di troppo, la mancanza di un pizzico di fortuna e palesi errori arbitrali hanno contribuito allo scompiglio e al malcontento di un ambiente che in tutti questi anni ha sempre saputo con il suo entusiasmo e la sua passione contrastare la superficialità e l’indifferenza malevola di una nazione intera, che ormai si avverte indistintamente su ogni tipo di piattaforma comunicativa.
Al Napoli però, è questo bisogna sottolinearlo, è mancata anche un po’ di personalità. Lo stesso Ancelotti ha dichiarato che questa squadra si perde facilmente ma allo stesso tempo ha a sua disposizione la forza di ritrovarsi rapidamente. Gli azzurri ci stanno provando e questa sera per loro si presenterà l’ennesimo esame, la solita montagna alta da scalare, per ritrovare fiducia e ricongiungersi con una piazza che nonostante il dissenso e le contestazioni dell’ultimo periodo non ha mai smesso di incitare e sostenere con trasporto la propria squadra sia allo stadio che da casa.
Ci si augura al fischio finale di festeggiare un traguardo che già nella passata stagione è sfuggito per un soffio. Il Napoli di Ancelotti e De Laurentiis ce la metterà tutta, il supporto della città intera di certo non mancherà.

pubblicato su Napoli n.19 del 10 dicembre 2019

Napoli-Genk: l’attesa di tutta la città

Napoli-Genk: l’attesa di tutta la città

LA PARTITA DEL SAN PAOLO

Napoli-Genk: l’attesa di tutta la città

Il Genk ultimo ostacolo per raggiungere gli ottavi di finale e continuare a sentire l’inno della Champions al San Paolo

di Marco Boscia

Stasera torna l’inno della Champions League al San Paolo ed il Napoli vuole fare di tutto per impedire che sia l’ultima volta in stagione. Alle 18.55 gli uomini di Ancelotti sfidano il Genk del nuovo giovane allenatore Wolf, subentrato a Mazzù poche settimane fa. Non mancherà il sostegno dei tifo azzurro accompagnato dall’ormai classico urlo “The Champions” all’ingresso in campo delle due squadre ma lo stadio è probabile che non sia gremito visto l’orario scelto per la gara. Il Napoli però non può fallire davanti al pubblico amico e dovrà giocare la partita come una finale per approdare agli ottavi. A questo punto della stagione diventa fondamentale per Ancelotti ed i suoi calciatori centrare il primo vero obiettivo e guadagnare un posto fra le prime sedici d’Europa, cosa che lo scorso anno non gli è riuscita nonostante l’ottimo girone disputato.

Una squadra dai due volti

Il Napoli arriva all’importante sfida del San Paolo forte del pareggio ad Anfield contro il Liverpool. Gli azzurri sembrano trasformarsi nelle notti di Champions, nelle quali non hanno mai perso ed appaiano molto più cinici e determinati rispetto alle sfide di campionato. Quindici giorni fa, nel momento più delicato della stagione, gli uomini di Ancelotti sono stati in grado di uscire con un punto dalla fortezza dei Reds, riuscendo dapprima a disputare una partita di sostanza ed andando in vantaggio con il gol numero 117 di Mertens e poi sapendo soffrire nella ripresa dopo aver incassato l’uno a uno firmato da Lovren. Il duo d’attacco della Champions (Lozano-Mertens) visto all’opera in Inghilterra appare ben amalgamato e più votato al sacrificio rispetto ad altre coppie provate dal tecnico di Reggiolo; quasi scontato quindi un nuovo utilizzo di entrambi stasera. Callejon ed Insigne dovrebbero tornare al loro posto sulle fasce: si gioca in casa e la partita del Napoli dovrà essere più offensiva rispetto a quella di Liverpool, dove il tecnico ha imbrigliato il collega Klopp con Maksimovic schierato terzino destro e Di Lorenzo avanzato sulla linea dei centrocampisti mentre Zielinski ha operato sulla corsia opposta.

Vietato fidarsi

Il pallone è rotondo ed in campo può succedere di tutto, è il calcio ad insegnarlo. Ed allora stasera il Napoli farà bene a dare il cento per cento per riuscire a centrare l’obiettivo degli ottavi di finale senza fare calcoli. Certo il Genk, che è tagliato fuori anche dalla possibilità di arrivare terzo per “retrocedere” ai sedicesimi di Europa League, non ha più nulla da chiedere a questo girone, ma vorrà togliersi lo sfizio di giocare ad armi pari contro gli azzurri. Wolf si affiderà all’uomo che ha segnato più di tutti negli ultimi due anni, il centravanti Samatta. A differenza del suo predecessore Mazzù che amava schierarsi con tre uomini a supporto del bomber, Wolf preferisce far giocare i suoi con un 4-4-2, simile a quello del Napoli, con Ito che dovrebbe affiancare proprio Samatta. A centrocampo occhi puntati sul giovane Berge, il classe ’98, che sembrerebbe essere già sul taccuino di Giuntoli.

Le possibili combinazioni

Il Napoli si qualifica agli ottavi di finale vincendo o pareggiando contro il Genk, ma potrebbe riuscirci anche perdendo se il Salisburgo non batte il Liverpool. Gli azzurri arrivano primi nel girone se vincono stasera ed il Liverpool non fa bottino pieno a Salisburgo oppure se pareggiano e gli austriaci battono i Reds: in questo caso tutte e tre le squadre chiuderebbero a 10 punti, ma il Napoli è in vantaggio su entrambe grazie agli scontri diretti (Napoli-Liverpool 2-0; Liverpool-Napoli 1-1; Salisburgo-Napoli 2-3; Napoli-Salisburgo 1-1). Se il Napoli invece vince o pareggia ed il Liverpool torna vincente da Salisburgo, arriva secondo. L’unica combinazione sfavorevole è quella legata ad una sconfitta ed alla contemporanea vittoria del Salisburgo sul Liverpool.

Le probabili formazioni

Napoli – Modulo: 4-4-2

Allenatore: Carlo Ancelotti

Meret

Di Lorenzo Manolas Koulibaly Mario Rui

Callejon Allan Fabian Ruiz Insigne

Mertens Lozano

Genk – Modulo: 4-4-2

Allenatore: Hannes Wolf

Coucke

De Norre Dewaest Lucumì Uronen

Piotrowski Heynen Berge Paintsil

Ito Samatta

pubblicato su Napoli n.19 del 10 dicembre 2019

Serie A contro Jupiler Pro League

Serie A contro Jupiler Pro League

L’APPROFONDIMENTO

Serie A contro Jupiler Pro League

Due campionati molto diversi con un enorme divario finanziario e tecnico ma durante una partita le cose possono cambiare

di Francesco Marchionibus

Dunque ci siamo. Il girone di Champions giunge alla sua conclusione ed il Napoli ha la possibilità di staccare il biglietto per gli ottavi di finale affrontando al San Paolo la squadra belga del Genk.
La qualificazione agli ottavi, che manca dall’edizione 2016/17, sarebbe importantissima soprattutto in una stagione in cui appare incerta addirittura la partecipazione alla prossima Champions.
Il passaggio del girone infatti, oltre a fornire una iniezione di fiducia a un ambiente che per vari motivi quest’anno ha vissuto pochi momenti entusiasmanti, servirebbe a confermare il Napoli, dopo i quarti di finale di Europa League della scorsa stagione, nel novero delle squadre europee immediatamente a ridosso dei cosiddetti top club.
Il mantenimento o addirittura il miglioramento della posizione nel ranking europeo (attualmente il Napoli è 18°) oltre ad essere motivo di soddisfazione consentirebbe agli azzurri di presentarsi anche ai gironi di C.L. della prossima stagione, sperando ovviamente nell’impresa di raggiungere quest’anno almeno il quarto posto in campionato, come squadra di seconda fascia.
All’importante risultato sportivo si aggiungerebbe poi anche un beneficio economico non di poco conto: la qualificazione agli ottavi porterebbe nelle casse del Napoli 9,5 mln di euro, a cui si aggiungerebbero 0,9 mln in caso di pareggio con il Genk e 2,7 mln in caso di vittoria.
Ma per raggiungere gli ottavi occorre superare l’ostacolo rappresentato dalla squadra campione del Belgio.
Il Genk, nato nel 1988 dalla fusione tra il Waterschei Thor e il K.F.C. Winterslag, nella sua breve storia si è aggiudicato 4 campionati, 2 coppe e 2 supercoppe nazionali.
Negli ultimi anni gli “Smurfen” (Puffi), come vengono soprannominati dai propri tifosi per i colori sociali bianco-blu, si sono messi in luce anche a livello europeo con tre partecipazioni alla fase a gironi della Champions ed il raggiungimento dei quarti di finale della Europa League nel 2016/2017.
Oltre ad ottenere ottimi risultati, la società del presidente Croonen negli ultimi anni ha anche annoverato nelle proprie fila giocatori che poi sono diventati protagonisti di primo livello nei maggiori campionati europei: il nostro Koulibaly, e poi da Benteke a Carrasco, da Courtois a de Bruyne, a Milinković-Savić, fino a Castagne e al nuovo talento Malinovs’kyj.
Calciatori quasi tutti belgi, e tutti approdati in campionati più prestigiosi: ed è proprio l’esodo dei migliori calciatori “di casa” che ha determinato la grossa differenza di livello tra la nazionale dei Diavoli Rossi, che attualmente è addirittura prima nel ranking mondiale, e il campionato belga, che è ben lontano come valori dai principali tornei europei, compreso quello italiano.

Il centrocampista novergese del Genk Sander Berge

La seria A belga, che si disputa dal 1895 ed è composta attualmente da sedici squadre, è denominata ufficialmente Jupiler Pro League in quanto viene sponsorizzata oramai da ventisei anni dalla birra Jupiler del gruppo InBev, il maggior produttore mondiale del settore, titolare di numerosi marchi e tra l’altro sponsor ufficiale con la birra Budweiser dei prossimi mondiali in Qatar.
Ma nonostante l’importante sponsorizzazione del torneo, la differenza di valori economici della Pro League rispetto alla nostra Serie A è enorme.
In base ai dati del portale specializzato Transfermarkt.it emerge che il valore totale delle rose delle squadre del campionato belga è pari a 851,8 milioni; la più ricca è quella del Club Bruges con 130,9 mln, mentre la rosa del Genk vale 122,15 mln.
In serie A il valore totale delle rose è di 5,31 miliardi e la Juventus da sola, con i suoi 837,5 milioni, vale quasi come l’intera Jupiler Pro League; il Napoli, da parte sua, ha la seconda rosa per valore della serie A con 653,3 mln.
Un altro indicatore che aiuta a capire la differente portata economica dei due tornei è quello del calciomercato: nell’ultima sessione le squadre del campionato belga hanno registrato complessivamente 144,44 mln di spese e 225,68 mln di entrate, mentre la movimentazione della serie A è stata di 1,17 miliardi di spese e 857,21 mln di entrate.
Infine, i diritti TV: mentre in Italia si discute per l’assegnazione a Mediapro per oltre 1,3 miliardi, la Jupiter cede i propri diritti a 80 mln, meno di quanto prende una neopromossa in Premier League.
Con questi valori economici e il divario tecnico esistente tra i due campionati, l’esito della sfida parrebbe scontato, ma in realtà gli azzurri devono mantenere la guardia alta perché il calcio continentale si presenta oramai molto equilibrato, sia per carenza di autentici fuoriclasse che per il generale miglioramento della qualità del gioco, che riesce ad avvicinare squadre meno dotate sul piano delle individualità alle squadre più forti.
D’altra parte proprio il Napoli negli anni passati è riuscito con la programmazione ed il gioco a ridurre il gap con squadre più ricche e più forti.
L’ostacolo da superare dunque è insidioso, ma alla portata degli azzurri, che non possono fallire l’occasione cercando di dare una decisa svolta alla stagione.

pubblicato su Napoli n.19 del 10 dicembre 2019