A casa del “Diavolo” Ancelotti e il suo passato

A casa del “Diavolo” Ancelotti e il suo passato

LA SFIDA

A casa del “Diavolo” Ancelotti e il suo passato

Due squadre protagoniste di una stagione sino ad ora al di sotto delle aspettative e la missione dei tre punti

di Bruno Marchionibus

La metropoli e il teatro a cielo aperto

Milano e Napoli. Due città, l’una di pianura l’altra di mare, che poste a confronto testimoniano al meglio le mille differenti anime presenti nella storia socio-culturale del nostro Paese. Milano, la più europea delle metropoli italiane, capitale della finanza e della moda, permeata da un ordine ed un rigore derivanti dalla dominazione austriaca e proiettata costantemente verso il futuro. Napoli, il “teatro a cielo aperto” di Eduardo, patria delle arti e della fantasia, ispirata ancora oggi dal suo passato spagnolo e legata a doppio filo alla propria tradizione, tanto che Curzio Malaparte ebbe modo di definirla: “La sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, Ninive, Babilonia. L’altra parte dell’Europa che la ragione cartesiana non può penetrare”. Nell’immaginario collettivo, Napoli è la terra del mare e del sole, Milano è invece rappresentata dalla classica nebbia che avvolge il Duomo, luogo comune climatico che ha regalato al cinema italiano il memorabile arrivo nella stazione meneghina dei fratelli Caponi (Totò e Peppino De Filippo nel film Totò, Peppino e la… malafemmina) con pellicce e colbacchi.

Partenze lente e la giusta rotta da ritrovare

C’era grande attesa, per motivi diversi, riguardo la stagione che avrebbero intrapreso Milan e Napoli. Il Diavolo, con gli ingressi in società di vecchie glorie come Maldini e Boban, puntava a rinverdire i fasti del passato attraverso il “bel gioco” di Giampaolo; gli azzurri, alla seconda annata con Ancelotti in panchina, erano considerati nuovamente pronti a competere con la Juventus per il vertice. Come spesso accade, tuttavia, la realtà dei fatti non ha tenuto fede alle speranze estive; Giampaolo dopo una partenza in salita è stato sostituito dall’ex interista (pentito) Pioli, che sta faticosamente tentando di trovare il bandolo della matassa rossonera, mentre in casa partenopea una serie di risultati al di sotto delle aspettative ed una rosa che si è rivelata meno completa di quanto alcuni addetti ai lavori ritenevano hanno portato la squadra campana a stazionare in classifica in una posizione ben lontana dall’accoppiata di testa Juve-Inter, generando nelle ultime settimane un clima di tensione non facilmente gestibile dalle parti in causa. Inevitabile, così, che per entrambe le compagini la sfida di San Siro si presenti come un’occasione importante per conquistare una vittoria di prestigio ed invertire la rotta, provando a trovare quella continuità di risultati che permetterebbe di tornare a puntare con forza alle zone nobili della graduatoria.

Fantasia, qualità ed un derby polacco

Venendo agli aspetti “di campo”, gli organici di Milan e Napoli vantano ad ogni modo la presenza di uomini talentuosi ed in grado di cambiare una partita con le proprie giocate. I rossoneri, rispetto alla scorsa annata, sono forti sulla sinistra della qualità di Theo Hernandez, che sta dando alla corsia sinistra milanista quella spinta e quella rapidità che agli azzurri, a causa dei perduranti problemi di Ghoulam, stanno mancando. In mezzo al campo, se il principale problema del Diavolo è stato rappresentato fin qui dal fatto che al rendimento altalenante dei “nuovi” Krunic e Bennacer si sono affiancate alcune prestazioni non eccelse anche della vecchia guardia (Kessie, Biglia), gli azzurri, pur avendo dalla loro la grande qualità di Fabian e di Zielinski e la “garra” di Allan, stanno pagando probabilmente la mancanza di ulteriori ricambi. Grande fantasia invece nei rispettivi esterni offensivi e negli attacchi, dove a Suso, Calhanoglu e Castillejo rispondono Callejon, Lozano e Insigne; e se l’esperienza di Mertens e la gioventù di Leao rappresentano, per versi opposti, il potenziale fattore in più dei due reparti offensivi, è sicuramente il derby polacco tra Milik e Piatek il confronto più intrigante di giornata, assieme a quello tra Meret e Donnarumma, che si contenderanno negli anni a venire la porta della Nazionale.

Ancelotti in rossonero tra Scudetti e Coppe

Cinque stagioni da calciatore ed otto da allenatore tra le fila del Milan per Carlo Ancelotti che, nel corso della sua militanza nelle due diverse vesti sulla sponda rossonera dei Navigli, ha incrementato in maniera esponenziale il palmarés della società ad oggi facente capo al gruppo Elliott. Se da calciatore il bilancio dell’attuale mister azzurro con il Diavolo è di due titoli nazionali, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe (una italiana, l’altra Europea) ed una Coppa Intercontinentale, da allenatore il tecnico di Reggiolo ha regalato al popolo milanista lo Scudetto del 2003/04, le due Champions del 2003 e del 2007, due Supercoppe Europee ed una italiana, una Coppa Italia (2003) ed il Mondiale per Club del 2007.

pubblicato su Napoli n.18 del 23 novembre 2019