Ad un passo dai quarti

Ad un passo dai quarti

/ L’EDITORIALE

Ad un passo dai quarti

Al San Paolo un 3 a 0 sugli austriaci ma il ritorno non va affrontato con leggerezza

di Giovanni Gaudiano

Un buon risultato, una discreta prestazione, qualche sbavatura ed un ritorno in Austria che presenterà una complicazione sicura: l’assenza dei due centrali sui quali Ancelotti ha dovuto puntare nell’ultimo mese dopo l’infortunio di Albiol. Ora che la partita è terminata qualcuno dirà, guardando il risultato, che il Salisburgo non è una grande squadra e che la vittoria del Napoli era prevedibile.

Niente di più sbagliato.

La squadra austriaca è rognosa. Fa pressing in tutte le zone del campo ma soprattutto sulla difesa avversaria, costringendola a non costruire l’azione nel migliore dei modi. Il Napoli ha rischiato più volte e nel finale solo Meret ha impedito al Salisburgo di segnare quel gol che avrebbe reso ancora più difficile la gara di ritorno. Sì, la partita sarà difficile e nessuno dovrà pensare che l’approdo ai quarti sia cosa fatta. Confortano le prove del portiere, di Mertens, di Milik, di Fabian Ruiz, di Callejon, di Hysaj mentre destano preoccupazioni le condizioni non ottimali di Mario Rui e la condizione non brillante di Allan, che va a corrente alternata, e di Insigne, che all’ingresso in campo è sembrato totalmente fuori dal gioco. Certo il Napoli aveva nella gambe un po’ di scorie della partita con la Juventus, gli azzurri però oltre le tre reti hanno avuto almeno altre sei palle gol e, se qualcuna fosse stata realizzata, allora la trasferta nella città di Mozart si sarebbe potuta definire una nobile scampagnata.

Nel dopo partita Carlo Ancelotti ancora una volta ha messo in mostra tutto il suo genuino equilibrio, mostrandosi non del tutto soddisfatto e lanciando alla squadra un preciso messaggio: il Napoli deve segnare almeno una rete alla Red Bull Arena. Poi, parlando della difesa, il tecnico si è soffermato su Luperto, definendolo affidabile e pronto come Chiriches, che ha recuperato dall’infortunio, ma è garantito che oltre lo schieramento della coppia di sostituti Ancelotti starà già pensando a qualche altra mossa per rendere la difesa più coperta, più compatta.

Una buona serata quindi, un buon risultato, un buon Napoli ma soprattutto un tecnico che continua nel suo lavoro anche di prospettiva pensando al Napoli del futuro, nel quale di sicuro ritroveremo nella rosa qualcuno in meno di quelli presenti oggi. A proposito, solo per gli amanti delle statistiche, da questa settimana europea (Champions ed Europa League) solo il Napoli esce con una vittoria visto che l’Inter, pur usufruendo di un generoso rigore, non è andata oltre il nulla di fatto a Francoforte.

pubblicato il 08 marzo 2019

Napoli – Salisburgo: si comincia al San Paolo

Napoli – Salisburgo: si comincia al San Paolo

Il tecnico del Salisburgo Marco Rose

/ LA PRESENTAZIONE

Napoli – Salisburgo: si comincia al San Paolo

Gli azzurri sono attesi da una prova importante contro un avversario non semplice da battere

di Marco Boscia

Le difficoltà per gli azzurri

Non sarà semplice affrontare il Salisburgo, squadra che negli ultimi anni si è affermata, oltre che in campionato, anche in Europa League. Unica formazione ad aver superato tre volte il proprio girone a punteggio pieno, riuscendovi nelle stagioni 2009-2010, 2013-2014 ed in quella in corso, dove ha battuto Celtic, Lipsia e Rosenborg. Ai sedicesimi di finale ha poi eliminato il Club Brugge: dopo aver perso 2 a 1 in Belgio, il Salisburgo è riuscito a strapazzare gli avversari al ritorno per 4 a 0 in casa, dimostrando la propria pericolosità sul terreno amico. Questo sarà un aspetto da non sottovalutare per gli azzurri, che stasera si giocano una fetta importante di qualificazione tra le mura amiche, visto che gli austriaci non perdono in casa loro in Europa dal 2016. Il ritorno è previsto infatti il 14 marzo nel caldissimo Stadion Wals-Siezenheim, riconosciuto come Red Bull Arena, da quando la nota azienda di bevande è divenuta proprietaria del club austriaco.

Quali formazioni al San Paolo?

Napoli e Salisburgo si schierano a specchio: partono entrambe da un 4-4-2 che spesso muta nel corso della partita. Per il Napoli la sfida arriva dopo quella di domenica contro la Juventus, distante troppi punti per poter pensare di riaprire la corsa scudetto. Quindi, con l’Europa League divenuta obiettivo primario, Ancelotti deciderà quasi certamente di schierare tutte le frecce a disposizione del proprio arco anche questa sera. Il Salisburgo in campionato si avvia a vincere il suo sesto titolo consecutivo e dopo aver perso in semifinale d’Europa League, contro il Marsiglia, solo ai supplementari lo scorso anno, vuole certamente ben figurare anche stavolta, affidandosi all’estro dell’attuale capocannoniere della competizione, il ventiseienne israeliano Dabbur, capace di timbrare il cartellino già 7 volte.

Red Bull Salisburgo: la maledizione Champions

L’attuale club fu fondato nel 1933 come Sportverein Austria. Ha poi cambiato diverse volte nome e colori sociali per motivi legati agli sponsor: l’ultima nel 2005, col passaggio di proprietà alla Red Bull. Questo ha creato non pochi malcontenti fra i tifosi, tanto da spingere i più nostalgici a fondare un’altra squadra con il nome di Sportverein Austria Salzburg, che milita in Regionalliga. Il Salisburgo ha un recente palmarés, essendo diventato campione d’Austria 12 volte, di cui 8 nelle ultime 10 stagioni. Questi risultati gli hanno permesso di accedere quasi ogni anno agli spareggi di Champions (da regolamento difatti nessuna squadra austriaca è ammessa direttamente alla fase a gironi). Sono stati undici i tentativi della compagine austriaca, a cui sono corrisposte altrettante eliminazioni: l’ultima quest’anno contro la Stella Rossa, poi avversario del Napoli nei gironi di Champions.

pubblicato il 07 marzo 2019

Il Napoli e l’Europa League dopo la Champions

Il Napoli e l’Europa League dopo la Champions

/ L’approfondimento

Il Napoli e l’Europa League

Ranking e premi: ecco perché il Napoli dovrebbe puntare alla seconda competizione europea magari intervenendo sul mercato

di Francesco Marchionibus

Il sogno Champions del Napoli si è infranto di fronte a un girone di qualificazione difficilissimo, in cui gli azzurri si sono misurati con due delle candidate alla vittoria finale della competizione, e al termine del quale nonostante le belle prestazioni fornite sono stati costretti all’eliminazione solo per differenza reti e con una sola sconfitta subita. Ma proprio il cammino condotto nelle partite del girone ha mostrato come la squadra azzurra sia oramai in grado di competere praticamente ad armi pari, e comunque di non sfigurare, con le maggiori potenze calcistiche europee. Ecco dunque che l’eliminazione dalla Champions, una volta superata l’amarezza per aver visto sfumare in extremis un traguardo quasi raggiunto, può rappresentare il trampolino di lancio per una grande stagione in Europa League: il carisma di mister Ancelotti e la sua abitudine a disputare le competizioni internazionali, unitamente alla sempre maggiore consapevolezza della propria forza da parte dei giocatori, molti dei quali hanno oramai maturato anche una buona esperienza internazionale, possono consentire al Napoli di arrivare molto avanti in E.L. e, perché no, di puntare alla vittoria finale. E se gli azzurri riusciranno a disputare una grande Europa League, oltre a regalare ulteriori emozioni e soddisfazioni alla tifoseria, compiranno un ulteriore importante passo in avanti anche per il consolidamento futuro del club partenopeo, sia dal punto di vista sportivo che da quello economico. In primo luogo, infatti, andare avanti il più possibile in E.L. consentirà al Napoli di conquistare i punti necessari per mantenere il proprio ranking internazionale (attualmente la 16^ posizione), se non addirittura per migliorarlo, e quindi di presentarsi ai sorteggi della prossima Champions 2019/2020 mantenendo la seconda fascia. Inoltre, grazie all’incremento dei premi previsti in questa stagione per la partecipazione all’Europa League, il club azzurro arrivando in fondo alla competizione potrebbe garantirsi un ritorno economico molto interessante. La UEFA ha stabilito un montepremi complessivo per l’E.L. 2018/2019 di 560 milioni di euro, con un aumento di oltre 160 milioni rispetto alla stagione precedente. Del montepremi totale il 25% (140 milioni di euro, 2,92 a squadra) è destinato ai 48 club partecipanti alla fase iniziale a gironi, il 30% (168 milioni) attribuito in base alle prestazioni (1 milione alle vincenti dei gironi, 0,5 alle seconde, 0,5 per i sedicesimi, 1,1 per gli ottavi, 1,5 per i quarti, 2,4 per le semifinali e 4,5 per le finaliste, con 4 milioni ulteriori per la squadra vincente), il 15% (84 milioni) attribuito in base al ranking degli ultimi dieci anni e il 30% (168 milioni) in base al cosiddetto “market pool”, e cioè alla suddivisione delle quote del mercato televisivo. Con questi numeri, anche se non è possibile stabilire in anticipo la cifra precisa che si potrà incassare (gli importi distribuiti dal market pool per ogni singolo club possono essere calcolati non prima della fine della competizione), è però possibile stimare che il raggiungimento delle semifinali di E.L. possa essere più remunerativo della partecipazione agli ottavi di Champions e che arrivare in finale di E.L., magari vincendola, possa equivalere a disputare un quarto di finale di C.L.. Questo vuol dire che con l’attuale situazione di classifica della serie A il club azzurro pur non facendo calare la tensione in campionato dovrà considerare l’Europa League come un obiettivo primario, per prestigio sportivo, prospettive future e ritorno economico. Per questo motivo, anche se il mister ufficialmente ha dichiarato che non ci saranno interventi sul mercato di gennaio e se la gran parte delle notizie che si rincorrono in questi giorni sono destinate a rimanere solo voci senza fondamento, per il Napoli in prospettiva europea sarebbe importante acquistare uno/due giocatori capaci di elevare ulteriormente la qualità della rosa senza alterarne gli equilibri.

pubblicato su Napoli n.5 del 20 gennaio 2019