Dimaro azzurra e il Napoli che verrà

Dimaro azzurra e il Napoli che verrà

/ DA DIMARO

Dimaro azzurra e il Napoli che verrà

Vita tra i boschi dei tifosi partenopei venuti da tutta Italia mentre Ancelotti tenta di plasmare il suo Napoli

dal Trentino Giovanni Gaudiano

Aria fresca di montagna al mattino, sole e caldo a mezzogiorno. Nuvole e piogge d’improvviso come prevede la caratteristica dei posti di montagna e poi tanta gente, tanti tifosi provenienti da tutta l’Italia con indosso tute, completi da calcio, polo, caps, addirittura cani con piccole sciarpe del Napoli.

File lunghe, che dico chilometriche, sotto il sole allo store del Napoli per l’occasione allestito in un grande autosnodato. Giornalisti che intervistano viandanti e personaggi partenopei per l’intera città. Qualche giocatore ed il tecnico che raggiungono il campo di Carciato in bicicletta riconosciuti per loro fortuna solo dopo essere transitati. Tifosi al campo che riempiono tribuna e tribunetta e tutti gli spazi possibili ed immaginabili, anche quelli scoscesi, al punto che si fa fatica a stare seduti, figurarsi in piedi.

Questa in sintesi la Dimaro azzurra dove sembra impossibile incontrare un abitante del posto, dove è invece naturale incontrare amici e conoscenti che non vedi da anni.

Primo allenamento di Manolas con la maglia del Napoli – Fonte Pagina Facebook SSC Napoli

In quest’ambiente continua la preparazione del Napoli a Dimaro. Archiviata la prima amichevole con la sconfitta rimediata dal Benevento da una squadra da non poter definire neanche sperimentale, forse più vicina alla primavera della scorsa stagione, si guarda avanti, si tende l’orecchio agli echi del mercato che ogni giorno, anzi ogni momento, annunziano, smentiscono, rassicurano, deprimono il tifoso partenopeo.

È un Napoli in allestimento e non solo perché mancano ancora dei titolari o perché molti sono arrivati solo da qualche giorno. È una squadra che ha bisogno di rifiniture di qualità, di migliorare la rosa complessivamente per mettere a disposizione di Carlo Ancelotti il miglior gruppo possibile. I presupposti ci sono tutti: il bilancio in ordine, la previsione di incassare diversi gruzzoli da alcune cessioni, la passione dei tifosi capaci di acquistare un biglietto a 22 euro per assistere con disagio ad una gara dove sapevano in anticipo che avrebbero giocato qualche rincalzo e tanti giovani della primavera.

Il tecnico nel frattempo va avanti, sa che man mano la costruzione prenderà la sua forma e mostrerà il suo volto migliore. Forza Napoli quindi, Forza Ancelotti e soprattutto un invito a De Laurentiis per completare lo scacchiere dove la stagione dal 24 agosto si giocherà senza esclusione di colpi.

pubblicato su Napoli il 14 luglio 2019

“Se puoi immaginarlo, puoi farlo”

“Se puoi immaginarlo, puoi farlo”

/ L’EDITORIALE

“Se puoi immaginarlo, puoi farlo”

Il Napoli si prepara a Dimaro. Carlo Ancelotti come Walt Disney ed la squadra azzurra passerà dall’immaginazione alla realtà

di Giovanni Gaudiano

La copertina di questo numero è dedicata a Carlo Ancelotti mentre tra le verdi montagne del Trentino dirige a Dimaro gli allenamenti del suo Napoli.

Senza volerlo caricare di eccessive responsabilità, questa stagione ci dirà se il suo lavoro iniziato lo scorso anno potrà portare quei risultati che a Napoli tutti si aspettano da diversi anni. La sua competenza, la sua esperienza e la sua profonda conoscenza del calcio sono le garanzie del suo impegno e sono anche le caratteristiche necessarie per raggiungere gli obiettivi che la società si è prefissata.
È augurabile comunque che al tecnico emiliano venga allungato già oggi il contratto, sperando che il suo lavoro a Napoli possa durare a lungo.

La società nel frattempo sta muovendosi sul mercato per accontentare le richieste dell’allenatore e per riportare la rosa nelle giuste dimensioni con una serie di operazioni in uscita che permettono nel loro andamento di evidenziare due aspetti.
Il primo riguarda la stessa società, che grazie ad un’attenta politica degli investimenti oggi raccoglie importanti frutti con ricavi dalle cessioni più che adeguati.

Il secondo è riferito al lavoro di Ancelotti nella scorsa stagione, allorquando ha saputo valorizzare l’intera rosa del Napoli utilizzando tutti gli uomini a sua disposizione e di conseguenza potendo alla fine dare anche indicazioni precise sugli interventi da fare per migliorare la qualità della squadra.

Alla luce dei primi movimenti, l’ingaggio di Di Lorenzo e l’arrivo di Manolas, al posto di Albiol, la difesa sembra già a posto anche se qualche cessione per la quale sono in corso trattative potrebbe consentire un ulteriore intervento soprattutto sulle corsie.

Saremo comunque tutti obbligati a sfogliare la margherita almeno sino al 24 agosto mentre radio mercato ogni giorno ci propinerà nomi altisonanti, qualche illustre sconosciuto all’ombra di intrighi, aste e sfide che probabilmente non saranno mai esistite.

Si diceva della società impegnata ad ingaggiare al più presto gli uomini giusti per mettere il tecnico nelle condizioni di impostare una formazione capace di ben figurare in Campionato, in Champions ed in Coppa Italia, si tratta di un lavoro fatto di pazienza, di attesa, di prontezza nel cogliere le opportunità che si dovessero presentare e ovviamente anche di programmazione precedente che mai come quest’anno sembra esserci stata.

La società può contare oggi su una serie di dati di assoluto valore: un bilancio credibile, la capacità di creare continue plusvalenze, un patrimonio rappresentato da giocatori che, se fossero messi sul mercato, troverebbero immediata collocazione producendo dei ricavi di rilievo, il brand in crescita ed il marketing pronto a utilizzare un nome gradito alla tifoseria per aumentare il suo valore.

Prima dell’inizio del campionato i media si impegneranno nella elaborazione delle solite griglie che come sempre non terranno conto del fair play finanziario, della solidità e continuità delle società e della capacità di innovare il calcio italiano ancorato nostalgicamente al triangolo industriale del nord, il cui polo meneghino continua a riprogrammare ogni stagione una riscossa che anche quando arriverà sarà costata una fortuna, la vendita di Milan e Inter a proprietari stranieri e la costante violazione delle regole economiche.

Resta in piedi il polo torinese, quello di marca juventina, che domina in campionato da troppo tempo e che continua ad indebitarsi sempre più, attraverso prestiti obbligazionari e bilanci di fatto in perdita, perseguendo la chimera Champions che continua a sfuggirgli.
È un quadro molto chiaro, decisamente delineato. Manca solo un guizzo azzurro, magari figlio anche di qualche colpo fortunato, ed una gestione meno bloccata nelle stanze federali che il presidente Gravina ha assicurato.

Se entrambe le condizioni si verificheranno, l’assalto potrà avere successo.

In fondo “se puoi immaginarlo, puoi farlo” – diceva Walt Disney – quando pensò di realizzare Disneyland ed allora è necessario prendere in considerazione che non si tratta di un sogno bensì di ottenere i risultati che la società e la città meritano. Una città capace in poco tempo di organizzare un’edizione eccellente delle Universiadi convogliando attenzione, interesse e tantissime presenze, presentando ancora una volta al mondo intero un volto unico, inimitabile, pieno di genialità e mettendo in evidenza la qualità e l’eccellenza di cui tutto il paese ha bisogno.

pubblicato su Napoli n.12 del 13 luglio 2019