Ora si va all’attacco nella serie cadetta

Ora si va all’attacco nella serie cadetta

APPUNTI IN GIALLOROSSO

Ora si va all’attacco nella serie cadetta

I sanniti continueranno ora a testare con qualche gara amichevole i progressi compiuti durante il percorso preparatorio

di Lorenzo Gaudiano

Da qualche giorno è terminato il ritiro nella città umbra di Cascia e può dirsi quindi iniziata la nuova stagione del Benevento, che si sta preparando per un campionato che quasi certamente, oltre che lungo, sarà particolarmente tortuoso e pieno di ostacoli da fronteggiare a testa alta e superare.
L’aria che si è respirata è stata sicuramente più fresca rispetto alla Campania, il caldo si è avvertito senza dubbio in misura minore visto che si tratta di una zona di bassa montagna, abitata da poco più di 3000 abitanti, vicino a quella Perugia che il nuovo tecnico giallorosso Fabio Caserta dopo la promozione in B ha lasciato per accettare una nuova sfida alla guida del Benevento e provare ad iniziare un lungo lavoro che avrà come obiettivo la costruzione di una squadra in grado di tornare per la terza volta in massima serie.

Gli allenamenti atletici sono stati molto duri, e continuano ad esserlo, come di solito avviene nei ritiri precampionato, le prove tattiche naturalmente continue per cominciare ad assimilare i nuovi schemi di gioco e la filosofia del nuovo allenatore e creare il giusto affiatamento nello spogliatoio tra tutti i calciatori e lo staff tecnico. E poi c’è il lavoro della dirigenza, che con il ds Pasquale Foggia sta lavorando per trovare sul mercato i profili giusti, idonei all’allestimento di un organico competitivo e concordati con la nuova guida tecnica, che nelle sue passate esperienze ha sempre dimostrato di avere le idee chiare su quello che bisogna fare per poter fare un buon lavoro.
Non sarà naturalmente un calciomercato facile, ma non soltanto per il Benevento. Per tutti. Perché le conseguenze della pandemia si faranno sentire ancora per un po’ e naturalmente le difficoltà a muoversi sul mercato non mancheranno.
I sanniti, tornati in Campania, continueranno ora a testare con qualche gara amichevole i progressi compiuti durante il percorso preparatorio. Al di là di quelli che saranno i calciatori che resteranno, andranno via o arriveranno, ciò che conta adesso è pensare esclusivamente a lavorare, facendo tesoro delle esperienze delle stagioni passate, per ritornare il prima possibile nel campionato in cui il Benevento ha dimostrato ampiamente con la sua organizzazione societaria e la sua lungimiranza di meritare un posto fisso. Sarà un’Odissea, ma società e squadra sono pronti ad accettare, e superare, quest’ulteriore sfida!

pubblicato su Napoli n.43 del 24 luglio 2021

Fulvio Rillo: il Benevento ripartirà da zero

Fulvio Rillo: il Benevento ripartirà da zero

L’ALTRA COPERTINA

Fulvio Rillo: il Benevento ripartirà da zero

È necessaria una programmazione a lungo termine per tornare in A e la scelta di Fabio Caserta è un’importante scommessa

di Lorenzo Gaudiano

La stagione in Serie A da poco conclusasi ora è in archivio. Certo la delusione è ancora cocente se si ci si pensa, ma è arrivato il momento di lasciarsela alle spalle e cominciare a guardare avanti.
Il presidente Oreste Vigorito si è preso tutto il tempo necessario per valutare e scegliere l’allenatore più adatto alle esigenze della squadra e della società. È Fabio Caserta l’uomo scelto per ripartire, programmare un futuro che avrà come obiettivo il ritorno nel campionato dei grandi attraverso una serie di step che comprendono la valorizzazione del settore giovanile, il ringiovanimento generale della rosa e l’impianto di una struttura societaria ancora più stabile, anche se su questo ultimo punto si è detto che il Benevento è sempre stato forte ed all’avanguardia tra i tanti club che militano in A da anni.
A parlare della stagione che verrà e dell’allenatore chiamato ad una sfida importante dopo le promozioni dalla C con Juve Stabia e Perugia è Fulvio Rillo, titolare dell’azienda Rillo Costruzioni, uno degli sponsor del Benevento Calcio, insieme al padre Andrea ed al fratello Gabriele. Una realtà consolidata del Sannio a cui Rillo appartiene dall’età di 18 anni e che si è aperta nel tempo al mondo del calcio.

Ha raccontato che l’entrata in azienda è avvenuta dopo il conseguimento del diploma perché suo padre le disse che c’era bisogno di lei…

«Era l’inizio degli anni 80 e mio padre, una volta conseguito il diploma, mi disse che non potevo continuare gli studi perché occorreva qualcuno che lo aiutasse a portare avanti un’azienda a quei tempi in grandissima crescita. Era un periodo di grande boom lavorativo nel settore delle costruzioni. Quindi sono stato catapultato in azienda alla precoce età di 18 anni, diventandone già amministratore».

Avrebbe voluto laurearsi in Economia e commercio, ma si può dire in fondo che in azienda ha finito per interessarsi della parte commerciale?

«Sì. Mio padre mi ha trasmesso il DNA del lavoro. Quando ho cominciato a lavorare in giovane età nell’azienda di famiglia, sin da subito con l’esperienza ho portato avanti un percorso importante di crescita sul campo che naturalmente mi ha consentito di svolgere le mie mansioni nel modo migliore e più adeguato possibile. È inevitabile che l’innovazione richieda aggiornamenti continui e che quindi si finisca sempre sui libri a studiare per adeguarsi ai tempi che corrono velocemente».

Lei è Vice Presidente di Confindustria a Benevento con delega alla Programmazione Territoriale e Infrastrutture, componente del Consiglio Direttivo di ANCE nel cui ambito è Presidente della Cassa Edile. Tante cariche operative che comportano una grande applicazione personale e soprattutto numerose responsabilità. Per gestire tutto questo al di là dell’azienda di famiglia, che sacrifici è costretto a fare ogni giorno?

«Se ci si vuole occupare di tutte queste attività come le svolgo personalmente, sono necessari un grande spirito di sacrificio e soprattutto una forte consapevolezza che tutte queste mansioni purtroppo finiranno per sottrarre tempo a qualcos’altro, per esempio la famiglia. Tra i vari impegni in azienda e nelle varie associazioni il tempo scorre e per fare tutto non basta una giornata lavorativa di 8 ore, ma di 12/13. Ad esempio il ruolo di Presidente della Cassa Edile presenta responsabilità di tutti i generi, perché si tratta di un contesto dove circolano importanti risorse economiche da gestire al meglio. Già in passato c’è stato un fallimento e Benevento purtroppo non ci ha fatto una bella figura, anche se ora siamo riusciti a rimetterla in pista con bilanci sempre in ordine, coinvolgendo il più possibile il personale addetto. Posso dirmi soltanto contento di quanto è stato fatto da parte di tutti».

Lei ha anche giocato a calcio a buon livello, la sua ultima partita prima di appendere le scarpette al chiodo è stata a 50 anni. Come ci è riuscito e che messaggio possiamo inviare ai giovani pensando alla sua longevità agonistica?

«Il calcio purtroppo non è un divertimento, ma è fatto soprattutto di sacrifici. Occorre spesso rinunciare a tanti piaceri della gioventù, per esempio andare in discoteca, uscire con la propria fidanzatina o stare in compagnia degli amici. Se non si fanno sacrifici, magari si può ugualmente diventare dei campioni ma si finisce per non avere vita lunga nel calcio. Il fisico è come una macchina, va curato quotidianamente. Non mi sono pentito di tutto quello che ho fatto, anzi il mio rimorso è quello di non poter giocare più».

Il calcio è la passione anche dei suoi figli. Il primo, Andrea, purtroppo ha dovuto smettere prematuramente per un infortunio; il secondo, Francesco, è un terzino e sta facendo esperienza. Lo rivedremo al Benevento?

«Per ora è stato convocato per la preparazione estiva, poi naturalmente si vedrà nelle prossime settimane. L’esperienza con la Casertana è stata importante soprattutto per il fatto che si trattava di una squadra composta da quasi tutti giovani. Per quanto lì lo aspettino, il Benevento è la sua priorità, anche perché il primo amore non si scorda mai».

Per il Benevento si è chiusa una stagione che poteva andare diversamente. Cosa prevale adesso: delusione, rabbia o la convinzione che in A il club sannita può ritagliarsi il suo spazio?

«Può trovare il suo spazio in massima serie, anche se la delusione è ancora cocente. In questo momento non mi va di individuare eventuali colpevoli, perché quel che è fatto è fatto. Bisogna prenderne atto e limitare gli errori in futuro. Sinceramente sono stato più contento in occasione della prima retrocessione, perché vedere sugli spalti circa 20000 tifosi incitare comunque la squadra nonostante la posizione di classifica e i canali televisivi esaltare quest’atteggiamento sportivo mi ha emozionato molto. Invece quest’anno è stato doloroso, quando si assapora la salvezza che poi scappa di mano la delusione viene spontanea».

È stato doloroso non permettere ai tifosi di assistere a questa seconda esperienza in A. Nella prossima stagione dovrebbe tornare il calore popolare sugli spalti. Quanto ha pesato quest’anno l’assenza del pubblico, soprattutto nelle gare decisive?

«Il Vigorito è una piccola bomboniera. Il pubblico sugli spalti vale come un dodicesimo uomo la cui presenza in campo si avverte. Il clima con gli stadi vuoti è stato diverso. Da sponsor infatti ho assistito alle partite e sembravano degli allenamenti. L’atmosfera sarà diversa».

Chiudiamo parlando di Fabio Caserta. Due promozioni in B con Juve Stabia e Perugia e il ritorno in A come obiettivo che per la sua carriera sarebbe uno step ulteriore. Che squadra gli verrà affidata?

«Si tratta di una importante scommessa. Ha fatto benissimo in Serie C, ma in Serie B c’è davvero tanta concorrenza. La scelta del presidente Vigorito rappresenta il segnale nei confronti della città e del pubblico che bisogna ripartire da zero. Bisogna immaginare l’anno prossimo nell’ottica di un progetto che solidifichi ancora di più questa realtà per arrivare a riconquistare la massima serie. Il presidente sicuramente allestirà una squadra non solo all’altezza ma anche più giovane, continuando a valorizzare il settore giovanile, perché è importante che vengano fuori da lì giocatori da impiegare in prima squadra».

pubblicato su Napoli n.41 del 26 giugno 2021

Il futuro del Benevento si chiama Fabio Caserta

Il futuro del Benevento si chiama Fabio Caserta

ECHI DAL SANNIO

Il futuro del Benevento si chiama Fabio Caserta

Il presidente Vigorito ha individuato nell’ex tecnico del Perugia lo stratega perfetto per plasmare una nuova squadra

di Gigi Amati

Il sì a Vigorito

Benevento e Caserta insieme. Non è l’unione di due capoluoghi campani per cercare magnifiche sorti e progressive, ma la Strega giallorossa che ha scelto Fabio Caserta per il nuovo assalto alla Serie A. Calabrese di Melito di Porto Salvo, 42 anni, Caserta ha detto ciao ciao al Perugia dopo averlo riportato in Serie B e dopo un po’ di tira e molla con gli umbri ha detto sì al presidente Vigorito che ha visto in lui il condottiero ideale per archiviare definitivamente la delusione, lo stratega giusto per far ripartire il cammino verso l’alto, la guida perfetta per plasmare un nuovo Benevento che possa di nuovo marchiare a fuoco con il proprio sigillo la Serie B, se possibile da salutare nuovamente da qui a una decina di mesi o poco più. Ha seguito istinto e ragione, come sempre, Vigorito quando ha dovuto scegliere come e da chi ripartire, ha metabolizzato rabbia e amarezza per quanto accaduto, le ha trasformate in energia – eolica, naturalmente, nel suo caso – ne ha fatto giusto carburante per la macchina giallorossa ed ha scelto Caserta, tecnico vincente ed emergente, ma emergente non soltanto perché vincente. Naturalmente fanno peso nel suo curriculum le promozioni in Serie B della Juve Stabia, 2019, e qualche mese fa del Perugia, imprese non di poco conto, né da trascurare, perché uscire vincenti dalla cosiddetta terza serie tutta sabbie mobili e lotta nel fango non è facile per nessuno. Caserta però è emergente – e predestinato al grande calcio – perché maneggia uomini e moduli con grande destrezza, non si lascia incatenare da numeri e schemini, semplicemente valorizza e fa lievitare tecnicamente la rosa: e se poi arrivano anche i risultati non è certo un problema, anzi.

Parola chiave: gruppo

E c’è poi una parola che brilla come oro nella carriera da allenatore di Caserta: gruppo. E accanto altre parole di facile comprensione e di altrettanta importanza: legame, coesione, unione, scudo. Lui è così per natura, con lui squadra e staff tecnico sono una cosa sola, un organismo di corpi e menti e cuori e respiri e muscoli che si muove compatto e determinato, una vera e propria garanzia contro le inevitabili pressioni che arrivano dall’esterno, l’unico banco di prova al quale testare una macchina complessa qual è una squadra di calcio con annessi e connessi.

La A nel mirino

Da calciatore Caserta ha giocato in Serie A con Catania, Lecce, Atalanta, Cesena dopo aver iniziato da Barcellona Pozzo di Gotto e da quattro anni di C2 a buon livello. Da allenatore ha cominciato quasi per caso con la Juve Stabia (era il secondo di Gaetano Fontana) e in seguito ha fatto il Supercorso con gente come Luca Toni, Paolo Montero, Thiago Motta, Walter Samuel e Andrea Pirlo. Adesso il suo presente e il suo orizzonte si chiamano Benevento, la sua panchina d’oro è quella giallorossa, il suo obiettivo è riportare la Strega in Serie A, dove per la seconda volta si è affacciata troppo brevemente pagando anche colpe non sue ed è scivolata sul più bello dopo aver lasciato tracce nitide e indimenticabili.

Vigorito leone, leopardo e provetto scacchista

Il lavoro di Caserta inizierà a breve dal ritiro di Cascia, dove metterà a punto il suo Benevento. Con sé avrà più o meno lo staff di sempre: l’allenatore in seconda Accursi, il preparatore atletico Chinnici, i collaboratori Inverno e Viola, il volto nuovo sarà l’allenatore dei portieri Gori che debutta nel ruolo. Guiderà, Caserta, un Benevento che ancora una volta prende forza ed energia dalla forza e dall’energia della società, che poi si traduce in forza ed energia del presidente Vigorito, un leone quando si tratta di difendere la propria creatura, un leopardo per la velocità di pensiero ed azione, ma anche un provetto scacchista quando si tratta di ponderare bene le proprie mosse.

Un nuovo Benevento sta nascendo

Archiviato Inzaghi e il corteo di gioie e dolori, feste e dispiaceri, Vigorito ha pensato ha soppesato ha valutato ha riflettuto, ed ha scelto Caserta. Ma ha anche rinforzato le fondamenta di una società già forte di suo – «non si costruiscono grattacieli sulle sabbie mobili» ama dire – e una traccia del suo fare, del suo agire la si trova anche nella scelta di affidare le redini dello staff medico giallorosso a Enrico D’Andrea, specialista in medicina fisica, fisiatria e riabilitazione, che lascia il Napoli dopo 16 anni ed ha scelto Benevento per continuare la sua preziosa opera. Il suo saluto all’ambiente azzurro ha commosso tanti per la profondità delle sue parole e la capacità di esprimere sentimenti profondi con parole semplici e dirette. Ma è la sua grande esperienza insieme con le capacità professionali e l’enorme passione per il proprio lavoro che ne fanno un altro pilastro sul quale sta nascendo il nuovo Benevento, quello che dovrà far battere ancora i cuori dei tifosi e sventolare le bandiere giallorosse, in una comunione d’intenti squadra-società-città che rappresentano da sempre l’ingrediente più semplice e insieme più difficile per vincere nel calcio.

pubblicato su Napoli n.41 del 26 giugno 2021

Forza Benevento: è ora di ripartire!

Forza Benevento: è ora di ripartire!

L’ALTRA COPERTINA

Forza Benevento: è ora di ripartire!

La Serie B nasconde tante insidie che il Benevento dovrà affrontare con personalità, carattere ed un’adeguata programmazione

di Lorenzo Gaudiano

La scelta della copertina per la ribattuta di Napoli a Benevento non è per niente casuale. Protagonisti sono appunto il presidente della squadra sannita, Oreste Vigorito, e il direttore sportivo, Pasquale Foggia. Non poteva essere altrimenti, dopo una stagione in massima serie che al termine del girone d’andata faceva pensare ad un determinato epilogo mentre in quello di ritorno alla fine ha decretato una retrocessione in Serie B che si è rivelata sicuramente peggio di una doccia fredda.
Nonostante la disfatta e il dispiacere che ne è conseguito è arrivato ora il momento di ricominciare, guardare avanti, programmare il futuro ed indovinare le scelte per ritornare il prima possibile in Serie A. Una piazza tranquilla ma comunque calorosa come Benevento per la sua tifoseria merita di incitare la propria squadra, sia al Vigorito che in trasferta, naturalmente quando sarà possibile tornare allo stadio, per partite di grande prestigio. Lo merita la società, a cui lo stesso presidente ha saputo dare con competenza, lungimiranza e voglia di crescere sempre di più una struttura importante ed un’organizzazione efficiente in grado di competere persino con i club più titolati ed importanti che fanno parte del calcio italiano.

È risaputo che dopo una retrocessione ripartire dalla serie cadetta sia ancora più difficile, non tanto per una questione di motivazioni che potrebbero venire meno dopo aver respirato per una stagione l’aria del grande calcio ma che alla fine restano ugualmente forti, quanto per la competitività stessa del campionato di B, ogni anno sempre diversa e capace di regalare tante emozioni ma allo stesso tempo tante sorprese.
La Serie B nasconde tante insidie che il Benevento dovrà affrontare non soltanto con personalità e carattere, ma anche con un’adeguata programmazione. La forza e la determinazione del presidente Vigorito saranno vitali per la nuova stagione, così come l’abilità del ds Foggia di allestire una squadra competitiva, giovane, vogliosa e cinica.
Forse sarà difficile egemonizzare la classifica come due anni fa, ripetere un’impresa eccezionale destinata a rimanere nella storia del calcio italiano, trasformare qualcosa di semplicemente unico in un ricorso storico a cui nei più svariati campi si è ormai abituati. L’importante sarà provarci, fare tesoro dei successi e degli errori del passato per poter scrivere un futuro migliore. Un futuro in A, che il Benevento ha dimostrato per più di un girone di poter considerare tranquillamente il proprio habitat.

pubblicato su Napoli n.40 del 5 giugno 2021

Benevento-Parma: tre punti nell’uovo di Pasqua

Benevento-Parma: tre punti nell’uovo di Pasqua

L’ANALISI

Consolidare la classifica

Dopo aver “stregato” la Juventus allo Stadium prima della sosta il Benevento cerca un altro successo nella sfida contro il Parma. Per Filippo Inzaghi e Roberto D’Aversa un confronto che potrebbe segnare la stagione

di Marco Boscia

Da un lato il Benevento, dall’altro il Parma. Due squadre con lo stesso obiettivo, la salvezza, ma che arrivano alla sfida di oggi in maniera diversa. Sarà importante in tal senso l’approccio alla gara e, a fare la differenza, potrebbero essere le motivazioni e la giusta carica che Filippo Inzaghi e Roberto D’Aversa saranno in grado di infondere ai propri uomini.

Come arrivano i sanniti

Benevento rinvigorito dal prestigioso successo contro la Juventus del 21 marzo. Difatti, nonostante le importanti assenze per squalifica di Glik e Schiattarella, Inzaghi a Torino ha saputo cambiare volto alla sua squadra imbrigliando i bianconeri con un inconsueto 5-3-2 che ha permesso ai sanniti, prima della sosta per le nazionali, di guadagnare 3 punti fondamentali nella corsa salvezza. Punti che hanno acquisito una valenza maggiore con la concomitante sconfitta delle quattro compagini che in classifica si trovano attualmente alle spalle dei sanniti. Sono 7 adesso i punti di vantaggio del Benevento sul Cagliari, che occupa la terzultima posizione, e ben 10 sul Parma, posizionato al penultimo posto.

Come arrivano i ducali

Saranno proprio i gialloblù a giocarsi le ultime carte a disposizione per ottenere la permanenza in massima serie oggi alle 15.00 al Vigorito. Il Parma arriva alla sfida dopo la pesante sconfitta in casa contro il Genoa. I ducali, passati in vantaggio con una splendida rovesciata di Pellé, si sono poi disuniti facendosi rimontare prima e sorpassare poi dai rossoblù che, con la doppietta del subentrato Scamacca, sono riusciti ad ottenere un successo importante in chiave salvezza. Parma che ha perso così la possibilità di ottenere un successo importante che gli avrebbe permesso di muovere la classifica dando continuità alla prestigiosa, ed anche inaspettata, vittoria contro la Roma di sette giorni prima.

LA PRESENTAZIONE

Benevento-Parma: tre punti nell’uovo di Pasqua

A dieci gare dalla fine del campionato oggi allo Stadio Ciro Vigorito un confronto importante per le due formazioni

Obiettivo vittoria

Il pareggio, arrivato già nella sfida d’andata, stavolta potrebbe non servire ad entrambe le contendenti. Visto il vantaggio del Benevento sulla terzultima potrebbe forse fare più comodo ai padroni di casa, ma vincere, a questo punto della stagione, sarebbe fondamentale per i sanniti che potrebbero allungare ancora in classifica superando inoltre la soglia dei 30 punti. Di contro, la vittoria è l’unica strada percorribile dal Parma per continuare a sperare in una salvezza che, giornata dopo giornata, è iniziata ad apparire sempre più improbabile. Se, infatti, nelle prime sedici gare di campionato il Parma aveva ottenuto soltanto 12 punti con Liverani alla guida, non è riuscito a fare meglio nelle successive dodici gare con il ritorno di D’Aversa in panchina conquistando solo 7 punti.

Ritorno al passato

Se da un lato il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, sta portando avanti un progetto con Filippo Inzaghi, capace di battere ogni tipo di record lo scorso anno in B, il nuovo patron del Parma, l’americano Kyle Krause, non si sarebbe forse mai aspettato di vivere una stagione del genere, soprattutto considerando l’undicesimo posto conquistato dai gialloblù nello scorso torneo. Svariati sono stati gli errori. Innanzitutto la mancata conferma alla guida tecnica di Roberto D’Aversa che, in quattro anni, era riuscito a riportare la squadra dalla C alla A conquistando in massima serie un quattordicesimo posto ed, appunto, l’undicesimo dello scorso anno. All’arrivo di Liverani in panchina sarebbe poi dovuto corrispondere un rinnovamento della rosa. Ma la società in estate non si è mossa sul mercato, consegnando al nuovo allenatore una formazione praticamente identica a quella dell’anno precedente e non assecondando la sua filosofia di gioco. La società ha pensato ad acquisire a titolo definitivo quei calciatori che avevano fatto una buona stagione e che erano arrivati in prestito – Sepe, Inglese, Grassi, Karamoh, Pezzella, Hernani – perdendo due pilastri importanti per la squadra – Darmian e Kulusevski – acquistati da Inter e Juventus. Nel suo 4-3-1-2, Liverani non ha quindi avuto a disposizione un vero trequartista, dovendo adattare più volte diversi calciatori in quel ruolo. Dopo sedici partite e soli 12 punti conquistati, il tecnico ha pagato con l’esonero la mancanza di risultati. La società ha pensato quindi di fare retromarcia richiamando D’Aversa e rinnovando, principalmente nel reparto avanzato, la rosa nel mercato invernale. Intervento che, ad oggi, appare essere risultato tardivo e che, per il momento, non ha sortito i risultati sperati.

Le mosse dei due tecnici

La gara di oggi si presenta, per i motivi sopracitati, come un confronto che entrambi gli allenatori vorranno cercare di giocarsi a viso aperto. Per farlo Inzaghi sembra intenzionato a riproporre dall’inizio il tandem d’attacco Lapadula-Gaich che a Torino ha dimostrato di poter coesistere e che potrebbe rivelarsi la carta vincente del tecnico piacentino da qui fino al termine della stagione. D’Aversa invece, se Gervinho non dovesse recuperare dal problema muscolare ai flessori della coscia sinistra, dovrebbe insistere su Man e Karamoh insieme a Pellé nel tridente offensivo dopo la buona prova offerta contro il Genoa. Scalpita per una maglia da titolare Gagliolo, appena tornato a disposizione e che dovrebbe occupare il ruolo di terzino sinistro in luogo dello squalificato Pezzella.

I precedenti

Uno soltanto il precedente fra Benevento e Parma. Quello della sfida d’andata al Tardini. Finì a reti inviolate e prevalse più la paura di perdere che la voglia di superare l’avversario. Soprattutto per i padroni di casa. A fare la partita furono di più gli ospiti che, in particolar modo nella ripresa, sfiorarono il vantaggio in varie occasioni. Dopo la vittoria contro la Fiorentina ed il pareggio contro la Juventus, il Benevento, forse nel suo momento stagionale migliore, ripropose un’altra prestazione di carattere e di spessore. Il Parma, allora allenato da Liverani, con il pareggio guadagnò il suo decimo punto in classifica e, ad un girone di distanza, si presenta alla sfida del Vigorito con soli 9 punti in più.

pubblicato su Napoli n.36 del 03 aprile 2021