È necessario attendere, il campionato è lungo

È necessario attendere, il campionato è lungo

L’ALTRA COPERTINA

È necessario attendere, il campionato è lungo

Sono state disputate soltanto tre partite di una stagione che sarà lunghissima e subito cominciano a piovere i primi giudizi

di Lorenzo Gaudiano

«Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi». Aprire con questo pensiero dello psichiatra ed antropologo svizzero Carl Gustav Jung la riflessione che abitualmente accompagna il Benevento nelle pagine di questa rivista è propedeutico ad un discorso che bisognerebbe cercare di tenere sempre a mente quando si analizza ciò che si ha davanti.
Sono state disputate soltanto tre partite di una stagione che sarà lunghissima e subito naturalmente cominciano a piovere i primi giudizi sul rendimento del nuovo Benevento di Fabio Caserta, che come ha messo in chiara evidenza alcune importanti positività al tempo stesso ha fatto vedere qualche aspetto cha va corretto e migliorato assolutamente per il prosieguo del campionato.
Tenendo presente che la rosa è stata per larga parte rivoluzionata ed arricchita di nuovi innesti che stanno a mano a mano integrandosi nello schema di gioco sannita ed apprendendo la filosofia tattica del tecnico calabrese, vedere comunque un primo affiatamento tra i vari reparti ed un gioco comunque fluido che porta i campani spesso alla conclusione è qualcosa di estremamente positivo.
Il contributo della vecchia guardia al rendimento mostrato in queste prime partite è stato senza dubbio importante. I nuovi innesti poi in buona parte hanno saputo mettersi in mostra, mentre altri hanno ancora bisogno di tempo per entrare nei meccanismi della squadra, anche se sono calciatori che Caserta conosce bene e che ha voluto fortemente.
Dati questi elementi qualche difficoltà ci pare riguardi la difesa, dove il Benevento ha mostrato una certa fragilità ed un assetto ancora non pienamente trovato.
Di tempo per lavorare sicuramente ce ne sarà, l’importante è che non ci si abbandoni a giudizi troppo frettolosi, positivi e negativi che siano, perché come è stato sottolineato più volte il campionato di B è davvero lungo e soprattutto molto complesso.
Caricare di eccessive aspettative questa squadra ed il suo allenatore potrebbe essere soltanto nocivo, mentre attendere con pazienza, fiducia e convinzione sarà di grande aiuto per la conquista degli obiettivi prefissati ad inizio stagione.
La fretta è sempre stata una cattiva consigliera. Proprio per questo è necessario in questo momento analizzare in maniera obiettiva le prestazioni della squadra e le scelte della società, senza lasciarsi andare a verdetti definitivi e considerazioni prodromiche che in questo momento della stagione lasciano il tempo che trovano.

pubblicato su Napoli n.45 dell’11 settembre 2021

Benevento vs Lecce: scontro fra giallorossi

Benevento vs Lecce: scontro fra giallorossi

SERIE B

Benevento vs Lecce: scontro fra giallorossi

Il Benevento di Fabio Caserta stasera ospita al Ciro Vigorito il Lecce dell’ex Marco Baroni in una sfida affascinante

di Marco Boscia

Stasera il Benevento di Fabio Caserta torna in campo fra le mura amiche nell’anticipo della terza giornata del campionato cadetto. Al Vigorito sarà di scena il Lecce dell’ex Marco Baroni che venderà sicuramente cara la pelle dopo un inizio di stagione al di sotto delle aspettative. Nei primi due match stagionali difatti i salentini hanno racimolato un solo punto in classifica, frutto di un’inaspettata e sonora sconfitta per 3 a 0 a Cremona ed un pareggio in casa per 1 a 1 contro il neopromosso Como, tornato a calcare i campi della Serie B dopo cinque anni e due fallimenti. Ma anche i padroni di casa non possono permettersi ulteriori passi falsi, specialmente in una sfida come quella di stasera contro una diretta concorrente alla testa della classifica e dopo la sconfitta di Parma per 1-0 maturata alla seconda giornata addirittura al minuto ’97. Ed anche perché, come risaputo, la Serie B è un campionato lungo ed estenuante che nasconde sempre numerose insidie, come dimostrato dalla sfida contro la neopromossa Alessandria della prima giornata battuta dai sanniti con difficoltà con un pirotecnico 4-3 al Vigorito.

Sfida al vertice

Sembra presto per dirlo ma siamo abbastanza sicuri di poter affermare che Benevento – Lecce di stasera è una sfida fra due squadre che saranno assolute protagoniste di questo campionato. È solo la terza giornata ma gli organici delle due compagini lasciano presagire una stagione importante. I presidenti Vigorito e Damiani hanno costruito due squadre che sembrano già pronte da subito a poter puntare alla promozione in A. Il patron sannita, con il prezioso lavoro di Foggia, ha avuto il merito di non rivoluzionare totalmente la squadra che lo scorso anno è riuscita a giocarsi fino all’ultima giornata la permanenza in Serie A, persa contro il Torino di Cairo. Pochi ma importanti gli innesti di Vigorito che, nonostante la dolorosa cessione di Montipó, rimpiazzato bene con Paleari, è riuscito ad aggiungere all’organico quelle che sembrerebbero le giuste pedine – Calo, Acampora, Elia e Masciangelo su tutti – che unite allo zoccolo duro – Glik, Ionita, Letizia, Improta, Insigne, Sau e Lapadula fra gli altri – dovrebbero permettere, assieme alla voglia del neoallenatore Caserta di arrivare finalmente in massima serie alla guida delle streghe, fin da subito ai sanniti di intraprendere un campionato importante per puntare con decisione nuovamente alla promozione in A. Il Lecce è ripartito invece da una certezza come Marco Baroni che lo scorso anno, dopo essere subentrato a Domenico Toscano sulla panchina della Reggina a dicembre, ha portato i calabresi a concludere il campionato cadetto all’undicesimo posto grazie a 10 vittorie, 10 pareggi e 7 sconfitte. Importanti sono stati anche gli acquisti, grazie al solito lavoro di Pantaleo Corvino, di Strafezza, esterno brasiliano ex Corinthias, capace di andare spesso in rete e che lo scorso anno ha impressionato con la maglia della Spal, società che ha acquisito proprio dal Lecce lo storico capitano Mancosu che vanta più di 50 gol in maglia giallorossa, assieme a quello di Di Mariano, nipote dell’ex calciatore Totó Schillaci, dal Venezia e alle scommesse Hjulmand, ventiduenne centrocampista danese prelevato per 1 milione di euro dalla squadra austriaca del Modling, e Listkowski, centrocampista ventitreenne polacco acquistato per 300.000 € dal Pogon Stettino, oltre alla fondamentale permanenza di due uomini chiave come Gabriel in porta e Coda in attacco.

L’ex della prima promozione in serie A

Ha scolpito il suo nome sulle mura della città di Napoli con il memorabile gol alla Lazio che nel 1990 è valso il secondo scudetto della storia partenopea. Acquistato dal Lecce l’estate precedente, in azzurro Marco Baroni è rimasto due stagioni, siglando anche il gol numero 3000 della storia del Napoli contro il Bologna e fallendo un rigore fondamentale contro lo Spartak Mosca che valse l’eliminazione degli azzurri dalla Coppa dei Campioni nella stagione 1990/1991. Carriera lunga quella dell’ex difensore che nel 2000 appese gli scarpini al chiodo quando militava in C2 con la maglia della Rondinella e di cui divenne poi subito allenatore. Esperienza oramai già lunga anche quella in panchina, giunta alla sua ventesima stagione. Allena oggi il Lecce dopo aver sostituito Eugenio Corini, altro ex Napoli, che ha pagato con l’esonero un finale di campionato poco soddisfacente nonostante l’estate scorsa avesse firmato un contratto triennale con i giallorossi (il Lecce era secondo a sei giornate dal termine ma con quattro sconfitte finì quarto accedendo ai playoff, poi persi in semifinale contro il Venezia). Per Baroni oggi sarà una gara speciale: torna nuovamente al Vigorito dopo la prima storica promozione in Serie A del Benevento ottenuta alla guida dei sanniti nella stagione 2016/2017 grazie alla vittoria dei playoff in finale contro il Carpi. L’anno successivo fu esonerato dopo nove giornate e altrettante sconfitte in Serie A cedendo la panchina a Roberto De Zerbi, che non riuscì nell’impresa di salvare i sanniti. Nonostante questo Baroni a Benevento è rimasto ugualmente forse l’allenatore più amato di sempre dalla tifoseria.

Precedenti e curiosità

L’ultima volta al Vigorito è stata tre anni fa: il 27 agosto 2018 la sfida della prima giornata del campionato cadetto fra Benevento e Lecce, che chiusero la stagione rispettivamente al terzo posto, venendo poi sconfitto in semifinale playoff dal Cittadella, ed al secondo, ottenendo la promozione diretta in Serie A, finì con un pirotecnico 3-3. Lecce avanti di 3 reti che si fece poi raggiungere nel finale dai sanniti da un gol di Coda su rigore. Proprio l’attaccante trentaduenne di Cava de’ Tirreni, dopo un triennio con il Benevento fra il 2017 ed il 2020, ed il titolo di capocannoniere della scorsa edizione del campionato cadetto già con la maglia del Lecce, sarà il grande ex della sfida di stasera. Su 11 match totali al Vigorito 7 le vittorie dei padroni di casa, che invece non sono mai riusciti a vincere in trasferta al Via Del Mare di Lecce, 3 pareggi ed un solo successo dei salentini per 2 a 1 in Lega Pro nel 2014.

pubblicato su Napoli n.45 dell’11 settembre 2021

Ora si va all’attacco nella serie cadetta

Ora si va all’attacco nella serie cadetta

APPUNTI IN GIALLOROSSO

Ora si va all’attacco nella serie cadetta

I sanniti continueranno ora a testare con qualche gara amichevole i progressi compiuti durante il percorso preparatorio

di Lorenzo Gaudiano

Da qualche giorno è terminato il ritiro nella città umbra di Cascia e può dirsi quindi iniziata la nuova stagione del Benevento, che si sta preparando per un campionato che quasi certamente, oltre che lungo, sarà particolarmente tortuoso e pieno di ostacoli da fronteggiare a testa alta e superare.
L’aria che si è respirata è stata sicuramente più fresca rispetto alla Campania, il caldo si è avvertito senza dubbio in misura minore visto che si tratta di una zona di bassa montagna, abitata da poco più di 3000 abitanti, vicino a quella Perugia che il nuovo tecnico giallorosso Fabio Caserta dopo la promozione in B ha lasciato per accettare una nuova sfida alla guida del Benevento e provare ad iniziare un lungo lavoro che avrà come obiettivo la costruzione di una squadra in grado di tornare per la terza volta in massima serie.

Gli allenamenti atletici sono stati molto duri, e continuano ad esserlo, come di solito avviene nei ritiri precampionato, le prove tattiche naturalmente continue per cominciare ad assimilare i nuovi schemi di gioco e la filosofia del nuovo allenatore e creare il giusto affiatamento nello spogliatoio tra tutti i calciatori e lo staff tecnico. E poi c’è il lavoro della dirigenza, che con il ds Pasquale Foggia sta lavorando per trovare sul mercato i profili giusti, idonei all’allestimento di un organico competitivo e concordati con la nuova guida tecnica, che nelle sue passate esperienze ha sempre dimostrato di avere le idee chiare su quello che bisogna fare per poter fare un buon lavoro.
Non sarà naturalmente un calciomercato facile, ma non soltanto per il Benevento. Per tutti. Perché le conseguenze della pandemia si faranno sentire ancora per un po’ e naturalmente le difficoltà a muoversi sul mercato non mancheranno.
I sanniti, tornati in Campania, continueranno ora a testare con qualche gara amichevole i progressi compiuti durante il percorso preparatorio. Al di là di quelli che saranno i calciatori che resteranno, andranno via o arriveranno, ciò che conta adesso è pensare esclusivamente a lavorare, facendo tesoro delle esperienze delle stagioni passate, per ritornare il prima possibile nel campionato in cui il Benevento ha dimostrato ampiamente con la sua organizzazione societaria e la sua lungimiranza di meritare un posto fisso. Sarà un’Odissea, ma società e squadra sono pronti ad accettare, e superare, quest’ulteriore sfida!

pubblicato su Napoli n.43 del 24 luglio 2021

Fulvio Rillo: il Benevento ripartirà da zero

Fulvio Rillo: il Benevento ripartirà da zero

L’ALTRA COPERTINA

Fulvio Rillo: il Benevento ripartirà da zero

È necessaria una programmazione a lungo termine per tornare in A e la scelta di Fabio Caserta è un’importante scommessa

di Lorenzo Gaudiano

La stagione in Serie A da poco conclusasi ora è in archivio. Certo la delusione è ancora cocente se si ci si pensa, ma è arrivato il momento di lasciarsela alle spalle e cominciare a guardare avanti.
Il presidente Oreste Vigorito si è preso tutto il tempo necessario per valutare e scegliere l’allenatore più adatto alle esigenze della squadra e della società. È Fabio Caserta l’uomo scelto per ripartire, programmare un futuro che avrà come obiettivo il ritorno nel campionato dei grandi attraverso una serie di step che comprendono la valorizzazione del settore giovanile, il ringiovanimento generale della rosa e l’impianto di una struttura societaria ancora più stabile, anche se su questo ultimo punto si è detto che il Benevento è sempre stato forte ed all’avanguardia tra i tanti club che militano in A da anni.
A parlare della stagione che verrà e dell’allenatore chiamato ad una sfida importante dopo le promozioni dalla C con Juve Stabia e Perugia è Fulvio Rillo, titolare dell’azienda Rillo Costruzioni, uno degli sponsor del Benevento Calcio, insieme al padre Andrea ed al fratello Gabriele. Una realtà consolidata del Sannio a cui Rillo appartiene dall’età di 18 anni e che si è aperta nel tempo al mondo del calcio.

Ha raccontato che l’entrata in azienda è avvenuta dopo il conseguimento del diploma perché suo padre le disse che c’era bisogno di lei…

«Era l’inizio degli anni 80 e mio padre, una volta conseguito il diploma, mi disse che non potevo continuare gli studi perché occorreva qualcuno che lo aiutasse a portare avanti un’azienda a quei tempi in grandissima crescita. Era un periodo di grande boom lavorativo nel settore delle costruzioni. Quindi sono stato catapultato in azienda alla precoce età di 18 anni, diventandone già amministratore».

Avrebbe voluto laurearsi in Economia e commercio, ma si può dire in fondo che in azienda ha finito per interessarsi della parte commerciale?

«Sì. Mio padre mi ha trasmesso il DNA del lavoro. Quando ho cominciato a lavorare in giovane età nell’azienda di famiglia, sin da subito con l’esperienza ho portato avanti un percorso importante di crescita sul campo che naturalmente mi ha consentito di svolgere le mie mansioni nel modo migliore e più adeguato possibile. È inevitabile che l’innovazione richieda aggiornamenti continui e che quindi si finisca sempre sui libri a studiare per adeguarsi ai tempi che corrono velocemente».

Lei è Vice Presidente di Confindustria a Benevento con delega alla Programmazione Territoriale e Infrastrutture, componente del Consiglio Direttivo di ANCE nel cui ambito è Presidente della Cassa Edile. Tante cariche operative che comportano una grande applicazione personale e soprattutto numerose responsabilità. Per gestire tutto questo al di là dell’azienda di famiglia, che sacrifici è costretto a fare ogni giorno?

«Se ci si vuole occupare di tutte queste attività come le svolgo personalmente, sono necessari un grande spirito di sacrificio e soprattutto una forte consapevolezza che tutte queste mansioni purtroppo finiranno per sottrarre tempo a qualcos’altro, per esempio la famiglia. Tra i vari impegni in azienda e nelle varie associazioni il tempo scorre e per fare tutto non basta una giornata lavorativa di 8 ore, ma di 12/13. Ad esempio il ruolo di Presidente della Cassa Edile presenta responsabilità di tutti i generi, perché si tratta di un contesto dove circolano importanti risorse economiche da gestire al meglio. Già in passato c’è stato un fallimento e Benevento purtroppo non ci ha fatto una bella figura, anche se ora siamo riusciti a rimetterla in pista con bilanci sempre in ordine, coinvolgendo il più possibile il personale addetto. Posso dirmi soltanto contento di quanto è stato fatto da parte di tutti».

Lei ha anche giocato a calcio a buon livello, la sua ultima partita prima di appendere le scarpette al chiodo è stata a 50 anni. Come ci è riuscito e che messaggio possiamo inviare ai giovani pensando alla sua longevità agonistica?

«Il calcio purtroppo non è un divertimento, ma è fatto soprattutto di sacrifici. Occorre spesso rinunciare a tanti piaceri della gioventù, per esempio andare in discoteca, uscire con la propria fidanzatina o stare in compagnia degli amici. Se non si fanno sacrifici, magari si può ugualmente diventare dei campioni ma si finisce per non avere vita lunga nel calcio. Il fisico è come una macchina, va curato quotidianamente. Non mi sono pentito di tutto quello che ho fatto, anzi il mio rimorso è quello di non poter giocare più».

Il calcio è la passione anche dei suoi figli. Il primo, Andrea, purtroppo ha dovuto smettere prematuramente per un infortunio; il secondo, Francesco, è un terzino e sta facendo esperienza. Lo rivedremo al Benevento?

«Per ora è stato convocato per la preparazione estiva, poi naturalmente si vedrà nelle prossime settimane. L’esperienza con la Casertana è stata importante soprattutto per il fatto che si trattava di una squadra composta da quasi tutti giovani. Per quanto lì lo aspettino, il Benevento è la sua priorità, anche perché il primo amore non si scorda mai».

Per il Benevento si è chiusa una stagione che poteva andare diversamente. Cosa prevale adesso: delusione, rabbia o la convinzione che in A il club sannita può ritagliarsi il suo spazio?

«Può trovare il suo spazio in massima serie, anche se la delusione è ancora cocente. In questo momento non mi va di individuare eventuali colpevoli, perché quel che è fatto è fatto. Bisogna prenderne atto e limitare gli errori in futuro. Sinceramente sono stato più contento in occasione della prima retrocessione, perché vedere sugli spalti circa 20000 tifosi incitare comunque la squadra nonostante la posizione di classifica e i canali televisivi esaltare quest’atteggiamento sportivo mi ha emozionato molto. Invece quest’anno è stato doloroso, quando si assapora la salvezza che poi scappa di mano la delusione viene spontanea».

È stato doloroso non permettere ai tifosi di assistere a questa seconda esperienza in A. Nella prossima stagione dovrebbe tornare il calore popolare sugli spalti. Quanto ha pesato quest’anno l’assenza del pubblico, soprattutto nelle gare decisive?

«Il Vigorito è una piccola bomboniera. Il pubblico sugli spalti vale come un dodicesimo uomo la cui presenza in campo si avverte. Il clima con gli stadi vuoti è stato diverso. Da sponsor infatti ho assistito alle partite e sembravano degli allenamenti. L’atmosfera sarà diversa».

Chiudiamo parlando di Fabio Caserta. Due promozioni in B con Juve Stabia e Perugia e il ritorno in A come obiettivo che per la sua carriera sarebbe uno step ulteriore. Che squadra gli verrà affidata?

«Si tratta di una importante scommessa. Ha fatto benissimo in Serie C, ma in Serie B c’è davvero tanta concorrenza. La scelta del presidente Vigorito rappresenta il segnale nei confronti della città e del pubblico che bisogna ripartire da zero. Bisogna immaginare l’anno prossimo nell’ottica di un progetto che solidifichi ancora di più questa realtà per arrivare a riconquistare la massima serie. Il presidente sicuramente allestirà una squadra non solo all’altezza ma anche più giovane, continuando a valorizzare il settore giovanile, perché è importante che vengano fuori da lì giocatori da impiegare in prima squadra».

pubblicato su Napoli n.41 del 26 giugno 2021

Il futuro del Benevento si chiama Fabio Caserta

Il futuro del Benevento si chiama Fabio Caserta

ECHI DAL SANNIO

Il futuro del Benevento si chiama Fabio Caserta

Il presidente Vigorito ha individuato nell’ex tecnico del Perugia lo stratega perfetto per plasmare una nuova squadra

di Gigi Amati

Il sì a Vigorito

Benevento e Caserta insieme. Non è l’unione di due capoluoghi campani per cercare magnifiche sorti e progressive, ma la Strega giallorossa che ha scelto Fabio Caserta per il nuovo assalto alla Serie A. Calabrese di Melito di Porto Salvo, 42 anni, Caserta ha detto ciao ciao al Perugia dopo averlo riportato in Serie B e dopo un po’ di tira e molla con gli umbri ha detto sì al presidente Vigorito che ha visto in lui il condottiero ideale per archiviare definitivamente la delusione, lo stratega giusto per far ripartire il cammino verso l’alto, la guida perfetta per plasmare un nuovo Benevento che possa di nuovo marchiare a fuoco con il proprio sigillo la Serie B, se possibile da salutare nuovamente da qui a una decina di mesi o poco più. Ha seguito istinto e ragione, come sempre, Vigorito quando ha dovuto scegliere come e da chi ripartire, ha metabolizzato rabbia e amarezza per quanto accaduto, le ha trasformate in energia – eolica, naturalmente, nel suo caso – ne ha fatto giusto carburante per la macchina giallorossa ed ha scelto Caserta, tecnico vincente ed emergente, ma emergente non soltanto perché vincente. Naturalmente fanno peso nel suo curriculum le promozioni in Serie B della Juve Stabia, 2019, e qualche mese fa del Perugia, imprese non di poco conto, né da trascurare, perché uscire vincenti dalla cosiddetta terza serie tutta sabbie mobili e lotta nel fango non è facile per nessuno. Caserta però è emergente – e predestinato al grande calcio – perché maneggia uomini e moduli con grande destrezza, non si lascia incatenare da numeri e schemini, semplicemente valorizza e fa lievitare tecnicamente la rosa: e se poi arrivano anche i risultati non è certo un problema, anzi.

Parola chiave: gruppo

E c’è poi una parola che brilla come oro nella carriera da allenatore di Caserta: gruppo. E accanto altre parole di facile comprensione e di altrettanta importanza: legame, coesione, unione, scudo. Lui è così per natura, con lui squadra e staff tecnico sono una cosa sola, un organismo di corpi e menti e cuori e respiri e muscoli che si muove compatto e determinato, una vera e propria garanzia contro le inevitabili pressioni che arrivano dall’esterno, l’unico banco di prova al quale testare una macchina complessa qual è una squadra di calcio con annessi e connessi.

La A nel mirino

Da calciatore Caserta ha giocato in Serie A con Catania, Lecce, Atalanta, Cesena dopo aver iniziato da Barcellona Pozzo di Gotto e da quattro anni di C2 a buon livello. Da allenatore ha cominciato quasi per caso con la Juve Stabia (era il secondo di Gaetano Fontana) e in seguito ha fatto il Supercorso con gente come Luca Toni, Paolo Montero, Thiago Motta, Walter Samuel e Andrea Pirlo. Adesso il suo presente e il suo orizzonte si chiamano Benevento, la sua panchina d’oro è quella giallorossa, il suo obiettivo è riportare la Strega in Serie A, dove per la seconda volta si è affacciata troppo brevemente pagando anche colpe non sue ed è scivolata sul più bello dopo aver lasciato tracce nitide e indimenticabili.

Vigorito leone, leopardo e provetto scacchista

Il lavoro di Caserta inizierà a breve dal ritiro di Cascia, dove metterà a punto il suo Benevento. Con sé avrà più o meno lo staff di sempre: l’allenatore in seconda Accursi, il preparatore atletico Chinnici, i collaboratori Inverno e Viola, il volto nuovo sarà l’allenatore dei portieri Gori che debutta nel ruolo. Guiderà, Caserta, un Benevento che ancora una volta prende forza ed energia dalla forza e dall’energia della società, che poi si traduce in forza ed energia del presidente Vigorito, un leone quando si tratta di difendere la propria creatura, un leopardo per la velocità di pensiero ed azione, ma anche un provetto scacchista quando si tratta di ponderare bene le proprie mosse.

Un nuovo Benevento sta nascendo

Archiviato Inzaghi e il corteo di gioie e dolori, feste e dispiaceri, Vigorito ha pensato ha soppesato ha valutato ha riflettuto, ed ha scelto Caserta. Ma ha anche rinforzato le fondamenta di una società già forte di suo – «non si costruiscono grattacieli sulle sabbie mobili» ama dire – e una traccia del suo fare, del suo agire la si trova anche nella scelta di affidare le redini dello staff medico giallorosso a Enrico D’Andrea, specialista in medicina fisica, fisiatria e riabilitazione, che lascia il Napoli dopo 16 anni ed ha scelto Benevento per continuare la sua preziosa opera. Il suo saluto all’ambiente azzurro ha commosso tanti per la profondità delle sue parole e la capacità di esprimere sentimenti profondi con parole semplici e dirette. Ma è la sua grande esperienza insieme con le capacità professionali e l’enorme passione per il proprio lavoro che ne fanno un altro pilastro sul quale sta nascendo il nuovo Benevento, quello che dovrà far battere ancora i cuori dei tifosi e sventolare le bandiere giallorosse, in una comunione d’intenti squadra-società-città che rappresentano da sempre l’ingrediente più semplice e insieme più difficile per vincere nel calcio.

pubblicato su Napoli n.41 del 26 giugno 2021