È proprio scontata la permanenza di Gattuso?

È proprio scontata la permanenza di Gattuso?

IL GIORNO DOPO BARCELLONA-NAPOLI

È proprio scontata la permanenza di Gattuso?

La ricerca di alibi attraverso l’utilizzo della statistica forse significa che Gattuso non è l’uomo giusto

di Giovanni Gaudiano

Il tema del giorno dopo è semplice ed è uno solo. Gattuso sì, Gattuso no.
Le considerazioni sull’argomento non sono figlie del risultato di Barcellona. Si poteva pensare che il Napoli non riuscisse a superare l’ostacolo. Si poteva pensare che il Barcellona mettese in campo la sua autorevolezza, la sua esperienza, il suo peso internazionale (vedasi la direzione a senso unico del solito turco Cakir) e poi ovviamente l’estro del “piccoletto”, che non è quello di Sky così denominato dall’illuminato Mihajlovic. Quello che invece non si può ammettere è il come sia maturata la sonora sconfitta, rimediata da una squadra avversaria non brillante come dichiarato dallo stesso Gattuso.
Per chi facesse finta di non capirlo il Barcellona nel secondo tempo ha svolto quasi un allenamento, senza lasciare al Napoli nessuna vera palla gol, questa è anche l’idea di Fabio Capello che ha cercato di trasmetterla ad un Gattuso che non ha saputo replicare in maniera convincente.
Il Napoli è una squadra involuta. Non è più il paranoico gioco di Sarri, non è più il gioco verticale che Ancelotti ha cercato di applicare e non è più neanche la squadra compatta che seppe mettere in difficoltà i blaugrana al San Paolo.
Oggi il tecnico parla di garanzie, di giocatori, forse di soldi ma qualcuno ricorda che a gennaio sono arrivati Demme, Lobotka e Politano? E che la società ha già nella rosa per il prossimo anno Petagna, Rrahmani e Osimhen?

Il problema a questo punto è quello di valutare se proprio Gattuso sia l’allenatore giusto per questa squadra e per il suo rinnovamento. Che lo affermi Insigne fa quasi ridere. L’esterno di Frattamaggiore è stato quello che ha creato i presupposti per l’ammutinamento, basta pensare che Ancelotti fu costretto a mandarlo in tribuna a Genk. Era una messaggio purtroppo non raccolto dal giocatore e soprattutto dalla società. Il tema quindi del dopo eliminazione è sicuramente quello di cambiare alcuni uomini, di cercare di rinforzare la rosa ma questo è il tema secondario.
Quello primario resta la permanenza del tecnico. Ieri sera i soliti errori commessi dai giocatori in campo hanno compromesso la partita ma siamo tutti d’accordo che in campo dovevano essere schierati Ospina al posto di Meret, Callejon (con la valigia in mano) al posto di Politano e che dovessero restare fuori Allan e Maksimovic?
Qualche riflessione andrebbe fatta senza pensare alla Coppa Italia vinta e dimenticando il settimo posto in classifica.
Il tempo a disposizione è ridotto, tra quindici giorni la squadra si ritroverà per il ritiro, la decisione deve essere tempestiva.
De Laurentiis dove sei?

pubblicato il 09 agosto 2020

Sovvertire il pronostico, cancellare un record

Sovvertire il pronostico, cancellare un record

IL GIORNO DELLA VERITA’

Sovvertire il pronostico, cancellare un record

A Barcellona il Napoli potrebbe ottenere entrambe le cose ma soprattutto si guadagnerebbe la trasferta a Lisbona

di Giovanni Gaudiano

La lunga attesa è finita.
In serata il Napoli proverà a scrivere nella sua storia una serata speciale, un’impresa da annali per regalare a tutti gli appassionati un momento emozionante accompagnato poi dal prolungamento di un sogno.
Il record casalingo del Barcellona è oramai noto. La squadra blaugrana non perde in casa in Champions dal 2013 per l’esattezza da 35 partite (31 vittorie e 4 pareggi con 104 reti realizzate e solo 17 subite).
Quale pronostico si può fare? Si deve pensare di essere già battuti?
La prima considerazione di carattere generale dice che i record sono fatti per essere battuti. Il Napoli di Gattuso deve quindi provarci, deve restare nella partita per giocarsela fino in fondo.
Valgono poco i discorsi avanzati in questi giorni sulle percentuali da attribuire alle due squadre.
Noi di Napoli abbiamo realizzato la copertina del numero in edicola da stamane con il “Roma” e sul sito della rivista pensando che vada prima di tutto fermato Messi. Sarebbe importante riuscirci ma questa mossa da sola non basterà.

Il gioco del Barcellona, soprattutto in casa, si avvale della larghezza del campo per sviluppare una manovra che il Napoli potrebbe soffrire.
La sicura presenza di Suarez che potrebbe essere schierato di fianco a Griezmann obbligherà la difesa centrale ad un lavoro di attenzione. I due centrali dovranno lasciare la posizione a sostegno dei laterali solo in caso di vera necessità.
La partita è probabile che si giochi proprio sulle corsie laterali, laddove il Barcellona schiererà Sergi Roberto e Jordi Alba che con le loro incursioni creeranno seri problemi alla difesa azzurra.
Nelle stesse posizioni il Napoli si affiderà quasi certamente a Di Lorenzo e Mario Rui.
Ricapitolando saranno gli esterni di attacco azzurro a doversi sacrificare per negare agli avversari l’ampiezza del campo, fornire copertura sulle corsie esterne evitando ai due centrali distrazioni e soprattutto finendo per “ingabbiare” Messi.
Sembra facile a dirsi, meno a farsi.
Se poi ci si sofferma solo sul valore tecnico e sul valore attribuito dal mercato si comprenderà come la lotta in partenza sia impari e che se Di Lorenzo e Mario Rui (il cui valore per i siti specializzati è di 16+12 mln di euro) riusciranno nell’impresa di limitare Sergi Roberto e Jordi Alba (che per i siti specializzati valgono 40+40 mln di euro) avranno compiuto un piccolo grande capolavoro.

Ci sarebbe da dire che non siamo d’accordo con l’allenatore sulla scelta, che appare oramai fatta, di Ospina ma ci auguriamo che i fatti ci diano torto.
Un’ultima considerazione va riservata alla condizione fisica ed a questo proposito, dopo aver visto Roma – Siviglia e Juve – Lione, c’è da essere quanto meno preoccupati. La Liga alla ripresa non ha avuto i ritmi stressanti della serie A e se a questo aggiungiamo che il Napoli ha giocato due partite in più degli altri, quelle di Coppa Italia, il fattore approccio e tenuta durante la partita potrebbe rivelarsi determinante. Nel caso della Juve addirittura il campionato francese non è ripartito ma Garcia ed i suoi uomini saranno a Lisbona mentre Sarri resterà a casa… ed i giocatori avranno qualche giorno in più di riposo.

pubblicato il 08 agosto 2020

Lasciare lavorare Gattuso e sospendere le critiche

Lasciare lavorare Gattuso e sospendere le critiche

IL GIORNO DOPO NAPOLI-SASSUOLO

Lasciare lavorare Gattuso e sospendere le critiche

L’impegno che attende il Napoli tra meno di due settimane è importante per affrontarlo con poca convinzione

di Giovanni Gaudiano

Mancano solo tredici giorni all’appuntamento di Barcellona e il Napoli continua a giocare il suo campionato mentre Messi e compagni sono stati mandati liberi per cinque giorni a riposare, a ritemprarsi, a ritrovare la concentrazione smarrita nel finale di stagione della Liga.
Solo il giorno dopo la partita si potrà dire se questa scelta avrà giovato all’undici blaugrana ed avrà nociuto di contro alla squadra azzurra che tra alti e bassi mostrati nelle ultime gare sta preparando comunque quell’appuntamento.
Gattuso ha ammesso con candore come dopo la vittoria della Coppa Italia e la sconfitta di Bergamo la luce, quella che sembrava di aver visto nel ritorno in campo dopo la sosta, si è in pratica affievolita.
L’analisi della gara con il Sassuolo, comunque vinta, e delle prossime due che chiuderanno la stagione a questo punto ha poco senso.
L’allusione che il tecnico ha anche fatto sulla bellezza della città e alle opportunità che offre ai giovani stranieri in rosa significa che anche senza un vero rompete le righe qualche libertà di fatto è stata concessa.
Bisogna quindi partire da una serie di fattori di circostanza. Comprendere come la situazione in cui ci siamo trovati tutti è assolutamente inedita. Capire che gli errori di campo di ieri sera, che continuano a manifestarsi numerosi creando preoccupazione, forse è meglio che stiano capitando proprio in queste partite dal relativo valore.

Gattuso sta ruotando sedici/diciotto giocatori con una evidente preferenza per i sedici che potrebbero essere utilizzati a Barcellona, quelli sui quali pensa di preparare quell’impegno difficile ma non impossibile.
Insomma è arrivato il momento di sostenere questa squadra ed il suo tecnico senza stare lì a cercare oggi cosa non va.
Non serve oggi dire questo o quel giocatore non serve perché è già in partenza, come non è produttivo voler trarre giudizi che hanno il crisma della sentenza sull’allenatore che sembra evidente ci stia mettendo tutto quello che ha.
Queste considerazioni sono avanzate da chi nel tempo e in momenti meno topici non ha lesinato critiche e dubbi su questi e quello. Ci sono ancora due partite di campionato da giocare con Inter e Lazio e poi si volerà a Barcellona.
Il solito nutrito nugolo di tifosi non potrà essere presente al Camp Nou ma può far sentire il proprio sostegno alla partenza, attraverso i social, mentre l’informazione può adottare un basso profilo in un momento che necessità di tranquillità.
La squadra deve sentire che la città la sostiene in modo da essere soprattutto moralmente impegnata a dare il massimo. Se questo non basterà ci sarà tempo, dopo, di parlarne anche analizzando approfonditamente gli errori che eventualmente saranno stati commessi.

pubblicato il 26 luglio 2020

Il Napoli batte l’Udinese ma non convince

Il Napoli batte l’Udinese ma non convince

IL GIORNO DOPO NAPOLI-UDINESE

Il Napoli batte l’Udinese ma non convince

È una squadra che si concede troppi errori sia in difesa che in attacco per pensare di impensierire il Barcellona

di Giovanni Gaudiano

Arriva la vittoria numero 16 in campionato per il Napoli.
Il dato conferma che la posizione di classifica in questo momento è corretta nel senso che chi precede la squadra azzurra in classifica ha vinto di più.
Non è stata una bella partita quella con l’Udinese. Si era detto che queste ultime gare della stagione, prive di un reale significato, sarebbero state di poco interesse.
Certo osservandole con attenzione le gare della squadra azzurra qualcosa dicono. La squadra ha difficoltà ad andare in gol, subisce quasi sempre almeno una rete dagli avversari, continua a collezionare pali e traverse ed in generale gli errori, commessi un po’ da tutti quelli che vanno in campo, restano di un numero non accettabile.
Le considerazioni sono tutte avanzate pensando alla gara con il Barcellona. Se il Napoli che si presenterà al Camp Nou o da qualche altra parte, visto che in Catalogna pare si siano sviluppati dei focolai di contagio preoccupanti, è quello che si sta vedendo dal dopo Bergamo le possibilità di fare fuori Messi e compagni appaiono molto ridotte.
Concedere tanto nella fase difensiva mostrando nel contempo un attacco che ha difficoltà a realizzare penalizza le speranze partenopee in vista della gara di Champions.
Il Napoli ha la necessità di segnare almeno una rete più del Barcellona oppure pareggiare con un risultato dal 2 a 2 in su. C’è anche la possibilità di ripetere lo stesso risultato del San Paolo (1 a 1) per poi giocarsi la qualificazione alla lotteria dei rigori.
Le possibilità prevedono quindi la necessità che la squadra di Gattuso vada in ogni caso a rete.

Il gioco del Napoli è apparso ancora una volta lento e prevedibile con una marea di tocchi laterali e rare verticalizzazioni. La squadra catalana è maestra in questo tipo di gioco ma ha a sua disposizione una serie di attaccanti capaci di andare alla conclusione con rapidità.
Volendo a questo punto azzardare una conclusione si può dire che più tempo passa, più la gara di Barcellona si avvicina e più sembra allontanarsi una reale possibilità di ostacolare la corazzata blaugrana.
Si può pensare che quella partita aumenterà le motivazioni, innalzerà il livello di adrenalina ma tutto questo potrebbe non bastare se a quell’impegno si dovesse arrivare con molti dei difetti visti in quest’ultimo periodo.
Ora il Napoli giocherà a Parma, poi arriverà al San Paolo il Sassuolo ed infine nell’ultima settimana gli azzurri andranno ancora a far visita all’Inter di Conte per poi chiudere in casa con la Lazio. In due settimane quattro gare per cercare di ritrovare compattezza, efficacia e ritmo. Ci riusciranno Rino Gattuso ed i suoi ragazzi?

pubblicato il 20 luglio 2020

Dai sorteggi di Nyon il profumo della Champions

Dai sorteggi di Nyon il profumo della Champions

IN PRIMO PIANO

Dai sorteggi di Nyon il profumo della Champions

Mai benevola l’urna Uefa ma questa volta l’importante sarà dare battaglia a Barcellona per andare a Lisbona

di Giovanni Gaudiano

Se qualcuno pensava che il sorteggio per i futuri ipotetici accoppiamenti di Champions avesse arriso al Napoli, si sbagliava.
La considerazione è ovvio lascia il tempo che trova. La squadra di Gattuso è attesa alla difficile prova della gara di ritorno contro la corazzata Barcellona e quindi se vogliamo anche un eventuale sorteggio, diciamo favorevole, avrebbe avuto in questo momento un significato relativo.
Almeno una volta, però, poteva andare diversamente.
In ogni caso Insigne e compagni dovranno scendere in campo in Catalogna con il coltello tra i denti (il veleno gattusiano sa più di serpente) e se questo basterà lo sapremo solo quella sera.
Il Napoli ha poco più di un mese per cercare di presentarsi all’appuntamento al meglio. Gattuso ci si augura penserà di giocare quella gara con la stessa impostazione vista in Coppa Italia prima contro l’Inter a Milano e poi a Roma in finale con la Juve.
Quel Napoli può offrire qualche garanzia. Poi bisognerà pensare a fermare Messi cercando contemporaneamente dei veloci capovolgimenti di fronte (contropiede) capaci di creare difficoltà alla difesa del Barcellona e di valorizzare le qualità degli agili piccoletti a disposizione di Gattuso. La possibile impresa sportiva, infatti, passa soprattutto per i piedi di Insigne, Mertens e Callejon e con la loro capacità di smarcarsi e provare la superiorità nell’uno contro uno. Poi Fabian Ruiz e Zielinski rappresentano le bocche di fuoco a lunga gittata che potrebbero far saltare il dispositivo difensivo dei blaugrana.
Quello che potrebbe succedere dopo oggi è poco importante perché in ogni caso sarebbe un successo insperato solo qualche mese fa e poi perché per certe partite il pronostico di fatto vale poco.

A questo punto per ficcare un po’ il naso negli affari altrui cosa si può dire del sorteggio capitato all’Atalanta?
La dea, quella greca, era una cacciatrice, capace di correre a perdifiato per non prendere il marito scelto dal padre, di battersi e di primeggiare. Una volta diversi anni fa Nedo Sonetti lo spiegò al grande pubblico in un dopo partita dicendo che la dea doveva correre per evitare il rischio di frequentare la parte bassa della classifica.
Oggi con Gasperini le cose sono cambiate, la dea ha subito qualche piccola trasformazione: squadra epilettica, che corre molto, ci si augura per soli meriti atletici, e che ha indossato anche la benda propria della dea propiziatrice della fortuna.
Affrontare ai quarti una squadra francese il cui campionato non è ripreso è un bel vantaggio ma si può stare certi che Gasperini troverà di che lamentarsi, lui viene dalla scuola in bianco e nero e li oltre ad insegnare il gioco del calcio spendono molto tempo a far capire che bisogna alzare la mano quando si fa fallo e quando la rimessa o il calcio d’angolo è per l’avversario, bisogna negare di aver toccato uno dei giocatori avversari in area e fuori area e soprattutto è necessario sempre dire di non aver toccato in area la palla con le mani perché legate al corpo negli spogliatoi. Poi insegnano anche a protestare professionalmente con l’arbitro, ad essere generosi con l’avversario dopo averlo falciato mentre era proiettato a rete abbracciandolo per evitare le sanzioni che comunque il direttore di gara non pensa minimamente di comminare.
È il solito ritornello, tornando al campo, al Napoli non resta che augurare un “per aspera ad astra” per vivere tutti insieme un agosto indimenticabile.

pubblicato il 10 luglio 2020