RIVALITÀ

Suso vs Callejon: fantasia spagnola

Tecnica, qualità e sacrificio al servizio della squadra. Due spagnoli in difficoltà ma imprescindibili per Napoli e Milan

di Marco Boscia

La gara di San Siro fra Milan e Napoli delle 18.00 metterà di fronte due esterni destri spagnoli, Suso e Callejon. Simili fra loro per posizione in campo e modo di giocare, lo scorso anno sono stati al centro di trattative di mercato, poi non concretizzatesi, che potevano portarli anche a scambiarsi maglia. Più tecnico ed individualista il primo, che ha compiuto 26 anni pochi giorni fa, più votato al sacrificio ed al gioco con i propri compagni di squadra il secondo, che spegnerà 33 candeline il prossimo febbraio e che, dopo aver fatto le fortune degli azzurri per sei lunghe stagioni, è ancora in attesa di capire cosa gli riserva il futuro. Callejon ha anche recentemente espresso il desiderio di voler continuare a vestire la maglia azzurra ma i recenti episodi successivi alla serata di Champions sembrano spingere il calciatore a scegliere la Cina dove Marek Hamsik e Rafa Benitez, allenatore che lo volle fortemente in azzurro, sarebbero felici di riabbracciarlo al Dalian.

“L’individualista” più tecnico dei rossoneri

Sinistro naturale che predilige giocare a destra per poter partire largo, accentrarsi e provare il tiro dalla lunga distanza. Jesus Suso è quel giocatore a cui nessun allenatore passato per Milano, sponda rossonera ovviamente, è riuscito a rinunciare. Il suo ruolo preferito è da esterno alto d’attacco in un 4-3-3 dove il neotecnico Stefano Pioli lo ha riposizionato, dopo essere stato impiegato in passato anche in un 4-4-2 a centrocampo o da trequartista e mezzala. Ha una discreta velocità ed una buona visione di gioco, risultando spesso decisivo nei passaggi finali per i propri compagni di squadra. Il suo principale divertimento è però quello di saltare l’uomo, cosa che gli riesce facilmente grazie all’ottima tecnica individuale di cui è dotato e che gli permette spesso e volentieri di creare superiorità numerica.

“L’equilibratore” degli azzurri

“Callejon? Può fare dai 15 ai 20 gol in stagione”. Queste le parole di Rafa Benitez all’arrivo al Napoli dello spagnolo nel 2013 che, all’epoca, fu definito come uno “scarto del Real Madrid”. L’ex allenatore azzurro ebbe ragione ed al termine della sua prima stagione, José Maria Callejon mise a segno 20 reti, di cui 15 in campionato. Dopo aver fatto le fortune sia di Benitez che di Sarri, con tempi di inserimento fuori dal comune e con quel suo taglio sulla consueta parabola di Insigne che ha fatto parlare del cosiddetto “gol alla Callejon”, inizialmente appariva difficile trovare una collocazione tattica per lo spagnolo nel 4-4-2 di Ancelotti. Dato difatti fra i possibili partenti all’arrivo del nuovo tecnico, dopo averlo visto all’opera, Ancelotti ne ha preteso la riconferma, provandolo in più ruoli, finanche terzino e centrocampista centrale. Nell’ultimo anno e mezzo il rapporto col gol si è un po’ incrinato: schierato difatti 20 metri più dietro da Ancelotti rispetto ai suoi predecessori, Callejon è risultato un “equilibratore” fondamentale per unire centrocampo ed attacco. La qualità dell’inserimento ha quindi ceduto il passo alla capacità di rendersi ancora più utile, grazie alla sua velocità in campo aperto, ai propri compagni di squadra, ai quali riesce spesso a fornire pregevoli assist.

Callejon parla delle sue scelte:

Sulla sua permanenza a Napoli

“La mia famiglia è contenta. Le mie bimbe sono nate a Napoli e la più grande parla anche napoletano. Vorremmo restare. Devo parlare con il presidente e capire quale sarà il futuro”

Su Ancelotti

“Di Ancelotti mi piace tutto. Mi piace il suo modo di allenare, di gestire il gruppo. La prima cosa che mi ha colpito è che ha chiesto a noi consigli: dove vogliamo giocare, in quale ruolo. Questo mi ha fatto pensare che prima di essere un grande allenatore è una grandissima persona”

pubblicato su Napoli n.18 del 23 novembre 2019