LA SFIDA

Sfida ai bianconeri in una stagione senza colore

La Juve dei grandi ex Sarri ed Higuain scende in campo a Fuorigrotta contro un Napoli in grande difficoltà

di Bruno Marchionibus

C’era una volta un Comandante

“E qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure”: così De Gregori, nella meravigliosa Rimmel, cantava la fine di un grande amore. E qualcosa rimarrà per sempre anche di quel che è stato il rapporto tra il Napoli e Maurizio Sarri, il Comandante di una Rivoluzione che voleva conquistare lo stesso Palazzo in cui, poi, il tecnico toscano è entrato dalla porta principale scegliendo di assumere la guida tecnica della Juventus. Proprio quella Juve che, ai tempi del Sarrismo e del sogno Scudetto napoletano, aveva rappresentato per l’ambiente partenopeo la rivale simbolo di un potere che Hamsik e compagni erano andati solo vicini a rovesciare.
L’allenatore di Figline tornerà, questa sera, per la prima volta al San Paolo da avversario sedendo sulla panchina bianconera, in un momento in cui, a solamente una stagione e mezzo dal suo addio, la sua ex squadra sembra lontana anni luce da quella che, per tre stagioni, aveva fatto parlare di sé in Italia ed in Europa con un calcio spettacolare, e si può immaginare che lo stadio di Fuorigrotta non riserverà al suo ex condottiero un’accoglienza troppo benevola. Troppo grande, infatti, è stato l’amore tra Sarri e il popolo azzurro per considerare il mister un semplice allenatore durante la sua permanenza in riva al Golfo, ma anche per far prevalere l’indifferenza e non considerare come un “tradimento” il passaggio del Comandante dall’altro lato della barricata, quello delle maglie a strisce contro cui egli stesso si era scagliato in passato.

Due stili vicini ma lontani

Un calcio, quello di Sarri, improntato al possesso palla ed al bel gioco ma che, ad onor del vero, si è visto molto raramente in questa prima metà di stagione juventina. Più pragmatica senza dubbio l’ideologia di Gattuso, che pure ha manifestato una predilezione per il gioco manovrato, ma che, anche per necessità, considerando il momento più che critico degli azzurri dovrà badare al sodo, cercando innanzitutto di arginare il talento degli avversari per poi provare a colpire con incisività alla prima occasione. Nell’unico precedente in massima serie tra i due tecnici, nel 2018, al Meazza il bunker del Milan di “Ringhio” fermò sullo 0 a 0 il Napoli sarriano, anche grazie ad una super-parata di Donnarumma su Milik allo scadere che, togliendo di fatto due punti ai partenopei, risultò poi decisiva ai fini della lotta Scudetto.

Parola d’ordine: ribaltare il pronostico

La Juventus, capolista e con una sola sconfitta al passivo nel torneo, è probabilmente il peggiore avversario che gli azzurri avrebbero potuto incontrare in una fase dell’annata che sta registrando un crollo verticale di Insigne e compagni verso zone preoccupanti della graduatoria. Il big match contro la Signora, da sempre il più atteso della stagione da tutto l’ambiente, fino a qualche settimana fa avrebbe potuto rappresentare più che altro una prova generale per gli ottavi di Champions contro il Barcellona, altra grande d’Europa. Alla luce delle ultime sconfitte, tuttavia, quella del San Paolo è divenuta una partita in cui sarà fondamentale provare a sovvertire i pronostici per ritrovare un po’ di morale e fiducia e, soprattutto, tirarsi fuori da un guado in classifica che potrebbe dimostrarsi sempre più pericoloso.

Una vittoria per ricucire un rapporto

Sfida difficilissima quella alla Juve, dunque, ma anche incontro che, proprio per ciò che rappresenta per il popolo azzurro, specialmente dopo il contestatissimo finale di campionato di due anni fa, sarebbe in grado come nessun altro match di iniziare a ricucire la frattura venutasi a creare tra squadra, società e tifoseria. Napoli è una piazza calda, sanguigna, che passa in fretta dall’esaltazione alla depressione, ma che, se trainata nella giusta maniera da chi scende in campo, sa trascinare i suoi beniamini come poche altre al mondo, e che soprattutto ama vedere giocatori che danno tutto quello che hanno per provare a ricompensare la gente dell’amore verso la maglia da loro indossata. Questo è quello che la tifoseria si aspetta dal match di stasera, e senza dubbio questo è quello che Gattuso chiederà ai suoi di mettere sul terreno di gioco, per provare a conquistare una vittoria scaccia-crisi dal sapore particolare.

pubblicato su Napoli n.22 del 26 gennaio 2020