LA MOSTRA

Santiago Calatrava – “Nella luce di Napoli”

Una mostra dedicata all’architetto valenciano al Museo nazionale di Capodimonte sino al 20 maggio

di Domenico Sepe

Il Museo nazionale di Capodimonte, già luogo dove sono collezionate alcune delle opere più significative nel campo delle arti visive italiane, ospita, dal 6 dicembre e sino al 20 maggio, una mostra dedicata all’architetto valenciano Santiago Calatrava con il nome “Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli”. Essa sottolinea l’amore dell’artista per la città, culla e porto del Mediterraneo, crocevia di culture e civiltà differenti.

L’autore

Santiago Calatrava è nato nel 1951 a Benimànet, poco distante dalla città di Valencia, in Spagna, e all’età di soli otto anni ha iniziato gli studi di disegno e pittura presso la Scuola delle Arti e dei Mestieri della sua città. Nel 1968 si iscrive al Politecnico dell’Università di Valencia dove, dopo essersi laureato in architettura, si specializza in urbanistica. Nel 1979 consegue il dottorato di ricerca in ingegneria civile presso l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo.
Tra le sue opere più famose sono da ricordare il ponte dell’Alamillo a Siviglia del 1992, il Centro Olimpico di Atene del 2004, il porto di Marina d’Arechi a Salerno del 2012 ed il Ponte della Costituzione a Venezia del 2008.

La stazione dell’alta velocità Mediopadana di Reggio Emilia

La mostra

La mostra si trova nelle sale del secondo piano del Museo, qui sono collocate le maquette delle architetture più importanti da lui realizzate tra cui quella per il World Trade Center Transportation Hub detto “Oculus” memoria dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle e simbolo della rinascita della città. Sono presenti anche alcune idee progettuali come i Ponti per Genova, disegnato e offerto alla città dopo il crollo del Ponte Morandi, e gli Sharq Crossing Bridges.
In mostra anche le sculture di tutte le sue fasi. Un’ampia selezione in materiali molto diversi: dall’ebano, marmo bianco, alabastro, rame dorato, alluminio, granito nero fino al bronzo. Le prime furono realizzate negli anni ’80 e sono composte da diversi cubi geometrici in pietra pesante in tensione, collegati principalmente da cavi d’acciaio, come si vede chiaramente nella sua scultura Musical. Opere capaci di comunicare quel cruciale senso di leggerezza che troviamo in tutti i suoi edifici. Accanto ad esse opere di forme astratte pure ispirate alla natura e all’arte delle Cicladi e poi sculture ispirate alla natura ed alle piante.
Ampio spazio ai disegni: dipinti a pastello e carboncini in cui si ritrovano i suoi temi principali: alberi, tori e il nudo femminile. Comincia da giovanissimo a disegnare il corpo umano per esplorarne il senso e la dinamica del movimento. Le forme umane, rese attraverso la tensione muscolare e figure parziali, saranno decisive nello sviluppo del suo linguaggio architettonico. Disegna incessantemente centinaia di acquerelli come percorso di meditazione della sua architettura. Non c’è da stupirsi, dunque, che la prima vocazione di Santiago Calatrava sia stata il disegno e che sia la sua attività di pittore che di scultore abbiano influenzato decisivamente quella di architetto e ingegnere.
Il Cellaio nel Real Bosco di Capodimonte ospita la seconda sezione della Mostra e sono qui esposte oltre 50 opere in ceramica in ideale dialogo con l’antica produzione della Real Fabbrica di Porcellana, opere d’arte di grande potenza visiva e dipinte con grande precisione della calligrafia. La ceramica è una materia che Calatrava ha conosciuto in Spagna a Manises, vicino Valencia in una delle più grandi scuole europee. Ciò che Calatrava apprezza di più in quest’arte è la sua tecnica ancestrale, il meticoloso processo necessario per trasformare un materiale primordiale in un oggetto di estremo lusso. Alcune delle ceramiche in mostra riprendono le figure rosse su fondo nero della tradizione ellenica e mediterranea, di cui si trova traccia anche nella produzione celtiberica. L’uso di colori e di pigmenti primitivi è il richiamo all’ancestrale funzione totemica del segno.
La mostra “Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli” offre una riflessione senza precedenti sui suoi 40 anni di carriera, svela la sua ricca produzione artistica attraverso una prospettiva e una chiave di lettura completamente nuova: la luce, componente fondamentale di ogni sua grande architettura. E proprio un innovativo progetto di lighting design renderà possibile una nuova narrazione di tutte le sfaccettature del suo lavoro, esplorando nel dettaglio il suo audace uso dei materiali e dei colori, valorizzando le sue forme scultoree, approfondendo la ricerca pittorica e la produzione ceramica.

pubblicato su Napoli n.22 del 26 gennaio 2020