/ LA SFIDA

Ruiz vs Torreira – Sfida di tecnica e dinamicità

Dopo l’andata sarà duello vero in mezzo al campo anche in questa sfida di ritorno con gli azzurri chiamati all’impresa

di Marco Boscia

FABIAN RUIZ: LA PROMESSA DEL CALCIO SPAGNOLO

Nato a Villafranca il 3 aprile del 1996, è considerato uno dei maggiori prospetti del calcio spagnolo tanto da essere riuscito a guadagnarsi la prima convocazione in nazionale solo poche settimane fa. Prima di approdare al Napoli, di cui è diventato uno degli acquisti più cari dell’era De Laurentiis, ha militato nella Liga spagnola indossando solo la maglia del Real Betis e per un periodo semestrale nel 2017 quella dell’Elche. È in grado di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo: è stato schierato nel corso di questa stagione da Carlo Ancelotti nel suo 4-4-2 inizialmente sull’esterno sinistro, salvo poi essere spostato in posizione centrale dopo l’addio dell’ormai ex capitano azzurro Marek Hamsik. Grazie alla sua fisicità riesce spesso a strappare palla agli avversari e a far ripartire i suoi verticalizzando subito il gioco. È di piede mancino e possiede un ottimo tiro dalla distanza, anche col destro. Nella gara di andata è stato fatale un suo errore in occasione del raddoppio dell’Arsenal di Torreira, ma sui social ha voluto caricare i suoi compagni di squadra ed i propri tifosi in vista del ritorno esprimendosi così: «Non si diventa forti senza battaglie difficili».

LUCAS TORREIRA: IL LONGILINEO ARRIVATO IN PREMIER DALLA A

Nato a Bentos (in Uruguay) l’11 febbraio del 1996. Centrocampista centrale dell’Arsenal e della nazionale uruguaiana. Dopo aver iniziato in patria con il Wanderers, è il Pescara a portarlo in Italia a soli 17 anni. Dopo due ottime stagioni in Abruzzo arriva a Genova, sponda blucerchiata. Con la Sampdoria si mette subito in mostra ed attira le attenzioni dei più grandi club europei, tanto da essere ceduto l’estate scorsa all’Arsenal per 30 milioni di euro. Piccolino di statura, ma al suo naturale ruolo di incontrista, tanto da essere stato definito un recupera palloni dal moto perpetuo, unisce spiccate qualità da regista. È dotato anche di un piede educato e si fa apprezzare per il suo destro. Carriera difatti cominciata da seconda punta, salvo poi arretrare nel corso degli anni il suo raggio d’azione. È stato suo il gol che all’andata ha permesso ai gunners di portarsi sul 2 a 0: bravissimo a recuperare palla a centrocampo, ha poi tentato il tiro dalla distanza che, complice la deviazione di Koulibaly, si è insaccato alle spalle di Meret.

pubblicato il 17 aprile 2019