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Rrahmani: un kosovaro per il Napoli

Una carriera in giro per i Balcani prima dell’Italia. Dal Verona grazie alle ottime prestazioni della difesa allestita da Juric

di Domenico Sepe

Non è facile essere kosovaro in questi tempi. Non è facile giocare a calcio mentre il paese in cui sei nato combatte per l’indipendenza. Serve una volontà di ferro per giocare mentre la tua casa è sotto l’occupazione dei militari, dove è da poco passata la follia della guerra etnica, dove la tensione è sempre palpabile nell’aria. Oggi il Kosovo è una terra piena di speranze e di problemi irrisolti e da qui un giorno è partito Amir Rrahmani.
Nato a Pristina il 24 febbraio 1994 da genitori di etnia albanese, originari di Skënderaj, poco lontana, che hanno subito la furia della pulizia etnica messa in atto dalla Serbia di Milosevic. La pace in quelle zone è arrivata solo con l’intervento delle forze militari straniere, ma è una pace fragile. Eppure Amir non si è arreso ed ha cominciato a giocare a calcio proprio nel Drenica, la squadra della sua città, partendo dalle giovanili fino a raggiungere la prima squadra con la quale ha esordito all’età di 17 anni nei campionati professionistici del Kosovo, inseguendo il grande calcio europeo.

Sognando l’Europa del calcio

La prima occasione è un prestito al Kastrioti Krujë nella massima serie albanese nell’estate del 2012. Nel 2013 termina il suo contratto con il Drenica e va via a parametro zero.
Dall’Albania arrivano le offerte dei grandi club locali e, tra di essi, sceglie il Partizan Tirana, una delle squadre della capitale ed una delle più titolate d’Albania. Ha 19 anni, lascia così il proprio paese per gettarsi nella mischia di un campionato molto agguerrito e sarà qui che arriveranno i primi riconoscimenti. Si fa notare come solido difensore dal fisico possente e viene nominato per il premio “Talento dell’Anno” alla fine della stagione 2014-2015, attirando l’attenzione di club al di fuori dell’Albania e disegnando una parabola ascendente che lo porterà, di nuovo, a cambiare paese nel 2015. Arriva anche la chiamata da parte di Gianni De Biasi che lo convoca per una partita con la maglia dell’Albania con cui debutta l’8 giugno 2014 contro il San Marino, subentrando a Elseid Hysaj al minuto 82’.

La grinta, il coraggio, l’umiltà

La successiva destinazione è un altro paese dei Balcani, la Croazia, all’RNK Spalato, la squadra piccola dell’omonima città, in rivalità con il prestigioso Hajduk. È la squadra della classe povera di Spalato, eppure è qui che Amir ha deciso che deve far vedere quanto vale. Lavora sodo e debutta nella prima gara della stagione 2015-2016 e diventa da subito un titolare inamovibile al centro della difesa. Sarà proprio la squadra contro cui ha debuttato in Croazia, il Lokomotiva, ad assicurarsi le sue prestazioni grazie ad un prestito di un anno. Passa poi alla Dinamo Zagabria nell’estate 2017. Sarà qui, nella squadra più forte della Croazia che arrivano i primi importanti successi: due campionati croati ed una Coppa di Croazia con 57 presenze e 4 reti che ne confermano il talento. I due allenatori, prima Mario Cvitanović, ex giocatore del Napoli nel 2003 e poi Nenad Bjelica, attuale allenatore della Dinamo, vengono impressionati dalla sua tenacia e umiltà.
Arriva anche l’ora della nazionale del suo paese finalmente riconosciuta dall’Uefa nel 2016. Ne diventa presto il capitano e titolare inamovibile collezionando tante buone prestazioni.

La sfida, quella vera: la Serie A

Ma Amir cerca una vera sfida in un campionato di alto profilo. Il ds del Verona D’Amico lo segue, va a visionarlo in Croazia, si convince e con l’allenatore Juric decidono che sarà lui a giocare al centro della difesa dell’Hellas. Si chiude una trattativa rapida, tenuta quasi segreta, all’aeroporto lo accoglie solo l’addetto stampa del club scaligero, il costo dell’operazione sfiora i due milioni di euro. Inizia il precampionato con l’Hellas di Juric e subito diventa titolare di una delle migliori difese del campionato.
Nel mercato di gennaio arriva il Napoli. Quattordici milioni al Club giallo-blù e 1,5 milioni a stagione al giocatore, è un’offerta unica, la possibilità di raggiungere una grande piazza, il giocatore accetta, viene ceduto alla società azzurra che lo lascia in prestito all’Hellas Verona fino a fine stagione.

pubblicato su Napoli n.24 del 25 febbraio 2020