IL SALONE DEL LIBRO PARTENOPEO

Rosario Bianco e Alessandro Polidoro parlano di NapoliCittàLibro

Dal 1 al 4 luglio a Palazzo Reale si terrà la terza edizione della fiera del libro rinviata lo scorso anno a causa del Covid

di Lorenzo Gaudiano

Lo scorso anno a causa della diffusione del virus si arrivò alla decisione di rinviare la terza edizione di NapoliCittàLibro. Un brutto smacco da parte del sogghignante nemico invisibile ad un settore economico che, come tutti gli altri, ha pagato a caro prezzo l’assenza di un evento importante naturalmente non soltanto per la città di Napoli ma soprattutto per tutta la filiera produttiva del libro stesso in quanto patrimonio di valori e conoscenze da difendere da una parte, strumento di vita e anche di guadagno dall’altra.
Oggi pare che finalmente il peggio stia passando ed il settore dell’editoria, che in questo anno e mezzo ha saputo comunque andare avanti adattandosi alla situazione, può guardare non solo con speranza ma con grandissima fiducia ed attesa a questa terza edizione che si terrà a Palazzo Reale dal 1 al 4 luglio.
Chi meglio dei rappresentanti di due delle case editrici che hanno dato vita a questa fiera, Rosario Bianco per la Rogiosi Editore e Alessandro Polidoro per la Alessandro Polidoro Editore, poteva raccontarci del prossimo evento riguardante la città, delle emozioni suscitate dalla sua organizzazione e di una location scelta non solo per motivi di sicurezza ma anche per una chiara ragione simbolica.

Manca pochissimo a NapoliCittàLibro, a quanto pare il primo appuntamento in Italia dedicato all’editoria che riapre al pubblico. Qual è l’emozione prevalente visto che le vostre case editrici sono tra i soci fondatori?

Bianco: «Sicuramente a prevalere è l’emozione di rivivere la normalità del confronto con il lettore curioso e dell’interlocuzione con i tanti colleghi provenienti dal resto del Paese e coinvolti da un evento così importante».

Polidoro: «Senza dubbio l’attesa, che cresce a mano a mano che ci avviciniamo alla data di inizio della fiera. Stiamo lavorando tutti insieme molto alacremente, con la Regione Campania e Scabec oltre agli altri partner, per organizzare questa terza edizione del Salone del libro. Forte è l’emozione ma anche il senso di responsabilità verso il primo evento di questo genere in Italia all’aperto».

Quanto è stato difficile a causa della situazione che stiamo vivendo organizzare quest’evento? Ci sono stati momenti in cui è prevalsa la paura che ci sarebbe voluto più tempo per rivedere di nuovo il Salone in Campania?

Bianco: «Sì. Per questo abbiamo rinviato più volte la data. È stato faticoso ma alla fine l’abbiamo trovata, anche se non era per nulla facile organizzare un evento del genere dove gli espositori saranno un po’ meno di quelli che un’occasione simile avrebbe potuto configurare. Siamo arrivati comunque a 100 standisti e non possiamo lamentarci. Grazie a tutti i nostri eccezionali partner, alla nostra buona volontà e ad una collaborazione ormai collaudata, così come al Direttore di Palazzo Reale (Mario Epifani ndr), persona straordinaria e disponibile, tutto è stato superato in virtù del fatto che c’era tanta volontà di organizzare quest’edizione».

Polidoro: «La paura ci ha sempre accompagnato in questi mesi, anche se abbiamo comunque continuato a credere nell’organizzazione dell’evento e a lavorare sempre con grande speranza. Oggi i dati della pandemia sono più favorevoli, la campagna vaccinale continua con efficacia e sembra più vicina quella luce fuori dal tunnel che speriamo di vedere pienamente il 1 luglio».

Rosario Bianco
Palazzo Reale è la location scelta per questa edizione. Al di là dei motivi di sicurezza si può dire sia stata anche una scelta simbolica: il cuore del centro storico di Napoli che si offre ad una manifestazione che esalta il libro, la sua filiera, il suo valore culturale, la sua tradizione ma anche la sua apertura all’innovazione?

Bianco: «La location è stata scelta proprio per stare nel cuore pulsante di Napoli. La nostra intenzione è appunto quella di far vivere ai lettori, agli ospiti e ai colleghi del Nord la parte più bella della nostra città. Questo naturalmente comporta alcune difficoltà di carattere logistico e organizzativo, ma ci dà l’opportunità di garantire al centro di Napoli un evento affascinante e bello come quello del Salone del libro».

Polidoro: «Dal punto di vista simbolico è il cuore di Napoli che ritorna finalmente a battere dopo un anno e mezzo che la storia di certo non dimenticherà. È la riappropriazione da parte nostra della quotidianità perduta».

Protagonista quindi è il libro, ultimo baluardo di una cultura destinata comunque a sopravvivere per sempre. Che funzione può avere il libro in un mondo che con il progresso dell’umanità sviluppa strumenti ed interessi diversi?

Bianco: «Il libro è uno strumento di libertà, di evasione, di rilassamento, di aggiornamento culturale e per questo non sarà mai abbandonato. In un anno e mezzo è cresciuto il numero dei lettori in Italia. Sarà stata la costrizione in casa, ma si tratta sicuramente di un dato che conforta coloro che portano avanti un’attività come la nostra e organizzano un evento come il nostro».

Polidoro: «Abbiamo registrato in questi mesi una evidente controtendenza, ossia che il libro sta diventando sempre più parte della quotidianità delle famiglie. Le vendite sono in grande incremento, le case editrici sono sempre più organizzate e da oggi la cultura in generale ed il libro sono al centro del PNRR nazionale previsto dal Governo all’interno delle strategie di recupero e di valorizzazione di tutti i settori economici. La cultura quindi è al centro del motore anche economico della nazione, dell’Europa e di tutto il mondo».

Alessandro Polidoro

pubblicato su Napoli n.40 del 05 giugno 2021