L’APPROFONDIMENTO

Real Madrid-Manchester City: la sfida dei miliardi

Nonostante i diversi palmarés, è una sfida tra big non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello economico

di Francesco Marchionibus

Va in scena stasera Real Madrid – Manchester City, ottavo di Champions League tra due delle favorite per la vittoria finale. Il club madridista è quello che ha vinto più titoli al mondo, con 33 campionati, 19 Coppe e 11 Supercoppe di Spagna, 1 Coppa della Liga e 1 Coppa Duarte in patria, e all’estero 13 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe UEFA, 4 Supercoppe UEFA, 3 Coppe Intercontinentali e 4 Coppe del Mondo per club, oltre ad una Coppa Iberoamericana, per un totale di 27 trofei ufficiali internazionali. Il City, che ha conosciuto addirittura la terza serie inglese verso la fine degli anni ‘90, nella sua storia ha conquistato 6 campionati, 6 Coppe d’Inghilterra, 6 Coppe di Lega, 6 Charity/Community Shield e, a livello internazionale, appena 1 Coppa delle Coppe nel 1970. Confronto da fare impallidire, ma se pensiamo che 13 dei suoi trofei il Manchester li ha conquistati negli ultimi 10 anni allora la prospettiva muta decisamente.
Ed infatti è proprio nell’ultimo decennio che la storia dei Citizens è cambiata radicalmente, con l’acquisto da parte dell’Abu Dhabi United Group del principe Mansour Bin Zayd Al Nahyan. Il gruppo arabo, dalla potenza economica smisurata, ha reso la società una delle più ricche e la squadra una delle più forti e, soprattutto dopo l’avvento di Guardiola, più spettacolari del panorama mondiale. È quindi più che legittimo, nonostante i diversi palmarés, parlare di sfida tra big, e non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello economico. Il Real Madrid ha ottenuto nell’ultimo bilancio un fatturato di 757,3 milioni di euro, secondo soltanto ai rivali storici del Barcellona, ed è da sempre una delle società più ricche al mondo.
È una polisportiva strutturata come associazione ed elegge il proprio presidente ogni tre anni. Per poter essere eletto presidente il candidato deve essere socio da almeno 20 anni consecutivi e deve presentare una fideiussione personale pari al 15% del fatturato del club. L’attuale presidente, Florentino Perez, è al suo terzo mandato consecutivo, e la sua politica di acquistare grandissimi fuoriclasse ha portato il club madridista, da sempre ai vertici mondiali, ad essere identificato come la squadra dei galacticos.

Il Real è al terzo posto nel mondo per valore della rosa (pari a 1,08 miliardi di euro), dietro al Liverpool e proprio al City, in testa con un valore di 1,29 miliardi. Primi per valore della rosa, i Citizens con 610,6 milioni sono invece “appena” sesti nella classifica per fatturato. La proprietà araba, che inizialmente ha acquisito il City per utilizzarlo come canale di promozione della compagnia aerea Etihad, nell’ultimo decennio ha investito sul mercato oltre 1,8 miliardi di euro per potenziare la squadra. La continua corsa ad incrementare i numeri del bilancio ha portato però il City a violare le norme del fair play finanziario e ad essere riconosciuto colpevole di illecite sponsorizzazioni: lo sceicco Mansour nel 2014 avrebbe gonfiato le cifre dei contratti di sponsorizzazione, versando in società 68 milioni di sterline spacciati appunto per ricavi da sponsor mentre in realtà 60 milioni sarebbero provenuti dall’Abu Dhabi United Group, sempre di sua proprietà. La conseguenza è stata la squalifica per le prossime due stagioni da ogni competizione europea.
In attesa dell’esito del ricorso, il City ha dunque un’occasione importantissima per raggiungere un traguardo finora solo sognato e a cui rischia di dover rinunciare ancora per qualche anno. Le Merengues e i Citizens si sono già incontrati in Champions in due occasioni, entrambe favorevoli ai madridisti. Nella stagione 2012/2013 City e Real si sono affrontate nelle qualificazioni: pareggio per 1-1 a Manchester e vittoria 3-2 degli spagnoli a Madrid, con il City che chiuse all’ultimo posto il girone, che comprendeva anche Borussia Dortmund e Ajax, senza riuscire a vincere neanche una partita. Il secondo confronto è stato invece la semifinale del 2016 (che è tra l’altro il miglior risultato raggiunto dal City in Champions), al termine della quale il Real si è qualificato alla finale, poi vinta contro l’Atletico Madrid, grazie al pareggio a reti inviolate di Manchester e alla vittoria per 1-0 ottenuta al Bernabeu con un gol di Bale.
L’esito del doppio confronto in programma tra stasera e il prossimo 17 marzo è sicuramente molto incerto ed è difficile pronosticare chi avrà la meglio, se saranno premiati gli spunti e le giocate dei fuoriclasse di Zidane o il gioco corale dei campioni schierati da Guardiola. In ogni caso, approderà ai quarti una grande squadra che si candiderà alla vittoria del trofeo e rappresenterà un ostacolo molto difficile da superare per tutte le altre qualificate.

pubblicato il 26 febbraio 2020