/ TESTIMONE DEL TEMPO

Quando il Napoli volava dalla California alla Cina

Dagli anni Settanta ad oggi le amichevoli internazionali di lusso della squadra azzurra tra grandi vittorie e sonore sconfitte

di Mimmo Carratelli

Trasferta americana di spessore per il Napoli di De Laurentiis che dopo Liverpool e Marsiglia volerà in America per affrontare i campioni di Spagna del Barcellona di Messi in due incontri che si disputeranno il 7 e 10 agosto a Miami e a Detroit. Amichevoli di lusso come è già successo negli anni scorsi. Spettacolo, qualche dura lezione, esperienza, palcoscenico internazionale, passerella di assi. Ne vale sempre la pena.

Il Trofeo Gamper nell’era Mazzarri

Cominciò il Napoli di Mazzarri nell’agosto del 2011 proprio contro il Barcellona di Guardiola per il Trofeo Gamper al Camp Nou. Disfatta inevitabile: 5-0 più tre pali e una traversa dei catalani, Messi entrò al 57’ e infiocchettò due gol nella porta di De Sanctis (66’ e 77’). Cavani fece un gran gol in rovesciata, annullato per l’offside di Hamsik. Nel Barcellona c’erano Piqué e Mascherano, Busquets, Xavi, Iniesta, Fabregas. Bella gente che annichilì gli azzurri. C’era Lavezzi. Bella prestazione e successo, nel luglio 2012, ad Arco di Trento, quando il Napoli gonfiò il petto e batté il Bayern 3-2 con i gol di Paolo Cannavaro, Pandev e Insigne. Tra i pali tedeschi non c’era Neuer, ma Starke. In squadra Robben, Shaqiri, Alaba, Mandzukic. Mazzarri presentò Rosati in porta. C’erano Zuniga, Inler, Dzemaili, Hamsik e il cileno Vargas che non ebbe fortuna in azzurro e ha poi giocato nel Gremio e nel Valencia e, oggi, a trent’anni, furoreggia con la sua nazionale.

A Londra con Benitez

Il Napoli di Benitez andò a Londra (3 agosto 2013) a solleticare l‘Arsenal di Wenger. Fece 2-2 e la sua bella figura. Insigne e Pandev in gol. Era già il Napoli di Higuain, Mertens, Callejon. Il Napoli andò sul due a zero, Reina parò un rigore, poi nel secondo tempo l’Arsenal rimontò con Giroud e Koscielny. Benitez sfidò il Paris Saint Germain di Blanc che s’era preso Cavani e Lavezzi. Al San Paolo, l’11 agosto 2014, fu la festa per il trasferimento dei due azzurri a Parigi e una buona figura del Napoli che però perse 1-2. I francesi giocarono con Thiago Silva, David Luiz, Maxwell, Matuidi, Verratti, Pastore. Ibrahimovic scese in campo nella ripresa per pareggiare il gol che Higuain aveva segnato nel primo tempo, poi raddoppiò Pastore. Lo stesso Napoli andò poi a Ginevra contro il Barcellona che schierò molte riserve (Messi assente) e gli azzurri vinsero con un gol di Dzemaili (1-0).

L’amichevole-studio per Ancelotti a Dublino

L’ultima volta, con Ancelotti, il Napoli è andato a Dublino (4 agosto 2018) a prendere cinque gol dal feroce Liverpool di Klopp che avremmo incontrato nel girone di Champions cavandocela meglio: 1-0 al San Paolo con capolavoro di Insigne al 90’, 0-1 ad Anfield per il gol di Salah al 34’. A Dublino il Napoli schierò: Karnezis; Hysaj, Albiol (59’ Maksimovic), Koulibaly (71’ Chiriches), Luperto (46’ Mario Rui); Allan, Hamsik (62’ Diawara), Ruiz (62’ Rog); Callejon (62’ Ounas), Milik (62’ Inglese), Insigne (62’ Verdi). Il Liverpool rispose con Alisson; Clyne (61’ Arnold), Van Dijk, Gomez (76’ Phillips), Robertson (61’ Moreno); Wijnaldum (61’ Jones), Milner (56’ Fabinho), Keita (71’ Origi); Salah (61’ Solanke), Firmino (46’ Shaqiri), Manè (61’ Sturridge). Gli inglesi passeggiarono con i gol di Milner (4’), Wijnaldum (9’), Salah (58’), Sturridge (73’), Moreno (77’).

Una pagina di Sport Sud per Napoli-Santos
Pelé al San Paolo

Ai tempi in cui c’erano poche partite in tv, vedere dal vivo il Napoli affrontare gli squadroni più celebri dava una grande emozione. E questo successe quando Pelé venne a giocare al San Paolo col Santos all’inizio degli anni Settanta. Era il Napoli di Chiappella con Zoff, Altafini e Sormani. Il Santos stava esaurendo il suo periodo d’oro, che andò dal 1956 al 1974, e Pelé aveva toccato il vertice della sua carriera al Mondiale 1970 in Messico chiuso con la finale vinta contro l’Italia di Mazzola e Rivera (4-1). ‘O Rey segnò di testa il primo gol ad Albertosi sovrastando Burgnich con un salto prodigioso, rimanendo magicamente sospeso in aria. Nel 1972, il Santos di Pelé giocò due volte al San Paolo, il 5 marzo e il 29 aprile. Nella prima occasione i brasiliani vinsero 3-2, doppietta di Pelé nella porta di Zoff, gol su azione e rigore, terza rete di Nenè. Fece doppietta anche Altafini. Nella seconda occasione, il Santos vinse 1-0, Pelé non segnò, gol di Alcindo. Negli anni Sessanta, il Napoli passato da Roberto Fiore a Gioacchino Lauro, con Pesaola in panchina, aveva già giocato tre volte contro il Santos nel corso di una tournée americana. Furono tre scoppole memorabili, il Santos era al massimo dei suoi trionfi. Allo Yankee Stadium di New York, il Santos affondò il Napoli per 4-2 la prima volta (21 giugno 1968), per 6-2 la seconda volta (26 giugno), infine 5-2 a Toronto (28 giugno). Nelle tre occasioni Pelé segnò cinque gol.

In America con Sivori ed Altafini

Incontri memorabili e avventure incredibili nel passato delle amichevoli internazionali del Napoli. Viaggi di gloria e di baldoria. La pazza America del 1967 con Sivori e Altafini più Angelillo e Benitez in prestito. Due partite in Perù, tre in Colombia, una in Venezuela. Viaggi avventurosi. A Calì, dopo avere invitato Nestor Rossi che era il suo idolo, Sivori palleggiando mise un piede in fallo, gli saltò un menisco e fu l’infortunio che anticipò la fine della sua carriera. Era il Napoli di Girardo e Panzanato, di Juliano e Montefusco, di Orlando e Canè. Vivevamo amichevolmente in grande. Nel 1968 anche un’avventurosa escursione in Brasile giocando a Curitiba (0-0), Belo Horizonte (2-3), Araraquara (0-4). Si perdeva allegramente. A Curitiba, un uomo folle che aveva litigato con Barison mandò in frantumi a colpi di pistola le vetrate dell’albergo che ospitava gli azzurri. Nel 1974 gran partita a New York contro i Cosmos (2-2) col Napoli di Vinicio e gli artiglieri Clerici e Braglia. Poi, pioggia e botte da orbi con gli argentini dell’Estudiantes, famosi nel menare le mani.

Da Krol a Maradona con Juliano e Musella

Nel 1981, poiché era nel contratto del passaggio di Krol al Napoli, gli azzurri andarono a giocare in amichevole a Vancouver che aveva ceduto l’olandese (grande intuizione di Totonno Juliano). Il gentiluomo Marchesi sulla panchina del Napoli. C’era l’amatissimo e indimenticabile Nino Musella. Con Maradona, il Napoli era richiesto in tutto il mondo. La squadra andò in California, ingaggiata per 300 milioni (58 al pibe). Era il 1985. Il Napoli giocò due partite al Coliseum di Los Angeles contro l’Universidad di Mexico City (2-2 e 1-2). Daniel Bertoni fu derubato in albergo di 900 dollari. L’equivoco organizzatore del viaggio, il baffutissimo Josè Minguella, tentò di tirare un bidone agli azzurri cercando di non pagare l’ingaggio pattuito. Finì col consegnare all’accompagnatore Paolo Resi, un gran signore, l’incasso della partite, dollaro su dollaro, in tre sacchi della spazzatura. Nel 1988, delirio a Tokyo per Diego. Otto emittenti televisive allo stadio. Gli azzurri prevalsero 2-0 sulla selezione nazionale giapponese: doppietta di Careca, pali di Corradini e Carnevale. Nel giugno 1996, senza più Diego, il Napoli addirittura in Cina, per la partita con il Guoan, la squadra di Pechino, trasmessa in diretta tv su tutto il territorio cinese e Massimo Agostini, che segnò due gol bellissimi, divenne istantaneamente un idolo nel sempre celeste impero.

pubblicato su Napoli n.13 del 07 agosto 2019