FRAMMENTI D’AZZURRO

Prova d’orchestra prima del grande evento

Ancora la Lazio al San Paolo per preparare la trasferta Champions col Barcellona. Insigne se ci sei batti un colpo!

di Giovanni Gaudiano

Stasera va in archivio la stagione più tormentata del calcio italiano. Per il Napoli di Gattuso sarà ancora una volta sfida alla Lazio di Simone Inzaghi al San Paolo. La partita non servirà a nessuna delle due squadre per centrare un obiettivo dopo che la Lazio, complice una panchina non all’altezza, si è afflosciata alla ripresa al cospetto di una Juventus che si cuce l’ennesimo scudetto sul petto in assenza di veri antagonisti. Il Napoli però sarà inevitabile che giochi con il pensiero rivolto alla Champions, alla sfida che può regalare un’emozione, un risultato inaspettato, un’imprevedibile possibilità per una stagione tormentata in campo, nello spogliatoio e fuori.
Sarà la partita una prova generale? Oppure Gattuso penserà di risparmiare qualche uomo per la sfida al Barcellona?

Le decisioni spettano al tecnico, che a questo punto conosce bene i suoi uomini ed avrà in mente da tempo le scelte che intende fare.
Tornando alla sfida con la Lazio, ci piace ricordare quella vinta nei quarti di finale della Coppa Italia a gennaio. Un vantaggio immediato e bellissimo con la travolgente azione di Insigne, il rigore sbagliato grossolanamente da Immobile, la doppia espulsione di Hysaj e Leiva. Pali, traverse, gol annullati, proteste e poi il Napoli in semifinale. Fu una partita emozionante ma gli azzurri quella sera rischiarono moltissimo, troppo. Era la Lazio nel suo momento migliore ed il Napoli era ancora alla ricerca di una precisa identità. Sono passati mesi, sembrano anni da quella sera e questa stagione, segnata da un nemico invisibile ma pericoloso di cui ancora oggi tutta l’umanità stenta a liberarsi, sta per chiudersi.
Che valore dare alla gara? Vincerla per il morale, snobbarla per conservare le forze o cercare di battere la squadra laziale per riaffermare che la stagione poteva andare diversamente? Non ci sono ricette né certezze in questi casi. Non ci sono calcoli più o meno riusciti. Bisogna andare in campo e pensare alla prestazione. Bisogna fare la partita per lanciare un messaggio che raggiunga i catalani: il Napoli vuole giocarsi tutte le sue possibilità.
Ed allora si fa appello al capitano. Un leader mai definitivamente conclamato in campo ma forse troppo influente nello spogliatoio. Non è più un giovane da scoprire Insigne con i suoi 29 anni ma potrebbe in questo scorcio finale di stagione legare il suo nome indissolubilmente alla storia della squadra che fu del grande Diego. Il pubblico da casa lo attende, non potrà seguirlo ma dovunque il Napoli giochi non sarà mai solo. E lui lo sa!

pubblicato su Napoli n.27 del 01 agosto 2020