FRAMMENTI D’AZZURRO

Presidente che succede alla sua società?

Se ha capito che l’elettroencefalogramma è piatto intervenga, sacrificando chiunque non abbia capito dove si trova

di Giovanni Gaudiano

Il risultato sportivo arriverà implacabile.
Sarà Champions, sarà Europa League o sarà solo campionato lo sapremo tra poco, sempre che si continui a giocare.
Quello che invece non sapremo è cosa sia successo davvero al Napoli, alla nostra squadra, quella che da 17 anni è saldamente nelle mani del presidente De Laurentiis.
Certo, questa era la proprio la 17^ stagione e volendo essere scaramantici potevamo anche aspettarci che le cose non andassero proprio come avremmo voluto tutti. Lasciando da parte la cabala e guardando bene il volto della realtà, c’è un po’ da spaventarsi, sportivamente parlando.
La squadra azzurra è uscita dalla Coppa Italia che poteva difendere meglio. Si è fatta estromettere in Europa League da una squadra mediocre perdendo la possibilità di rastrellare un po’ di soldi, qualche punto buono per il ranking e poi chissà se avesse raggiunto la finale, si poteva fare il pensiero di vincerla ed entrare in Champions dalla porta principale, ovvero in prima fascia.
Poi c’è l’altalena in campionato con prestazioni ben al di sotto della media di una formazione che poteva competere per il vertice.

Il risultato di questo andamento sportivo, diciamolo, vicinissimo al fallimento ha comportato: una rottura tra il presidente-proprietario ed il suo allenatore, indicato solo qualche mese prima come l’uomo giusto per il Napoli; una evidente svalutazione per una serie di giocatori; un distacco sempre più accentuato tra la tifoseria e la società solo mascherato dall’assenza di pubblico allo stadio per le norme di sicurezza; un rapporto lacerato con l’informazione che dal suo canto offre talk show sportivi troppo tifosi, siti on-line che pur omologati ne dicono di tutti i colori, radio ufficiali e non che accolgono gli sfoghi spesso incomprensibili degli ascoltatori tifosi e poi giornali e riviste che, anche quando cercano di proporre analisi e approfondimenti, trovano difficoltà dovute alla scarsa comunicazione che arriva dalla società.
Al menù non poteva mancare il dessert rappresentato dal silenzio stampa, che qualcuno vuole sia stato stabilito per imbavagliare Gattuso, e le sceneggiate in allenamento, prima, durante e alla fine delle partite da parte dei giocatori.
Povero Napoli. Come si è caduti in basso. Come è potuto succedere che questo accadesse ad una società che solo tre anni fa ha sfiorato un clamoroso scudetto opposta ad una squadra che si era rinforzata proprio soffiando agli azzurri il capocannoniere di tutti i tempi del campionato italiano?
Rompa gli indugi presidente. Se ha capito che l’elettroencefalogramma è piatto intervenga. Faccia piazza pulita sacrificando chiunque non abbia capito dove si trova. Lo faccia per lei, per la società e per tutti quelli che ogni volta s’apprestano a guardare la partita, e sono tantissimi, sperando che qualcosa possa cambiare.

pubblicato su Napoli n. 35 del 13 marzo 2021