IL GIORNO DOPO NAPOLI-INTER

Ora De Laurentiis non può più nascondersi

L’esonero di Ancelotti, la cui vicenda è tutta da scoprire, le scelte non fatte in estate, il ritiro, le multe e tanti evitabili giudizi vadano in archivio

di Giovanni Gaudiano

Tre evidenti errori, tre gol di una Inter pragmatica come il suo allenatore. Sprazzi di buona volontà in casa azzurra, qualche positivo lampo personale ed il ritorno ad un vecchio modulo che il Napoli con la rosa attuale pare non possa più interpretare.
Nel dopo partita inizia la resa dei conti, avviata da opinionisti, media, tifosi che erano pronti a lanciarla dopo la tregua natalizia.
“È un disastro” per alcuni; “l’impresa è troppo ardua per il tecnico calabrese” per altri; “è tutta colpa di Ancelotti” per altri ancora e poi c’è chi punta decisamente il dito accusatore nei confronti del presidente, reo di aver sottovalutato sin qui la situazione.
D’altronde è di pochi giorni fa la sua dichiarazione: “Il peggio è passato”.
È un labirinto nel quale è difficile muoversi e da cui è ancora più difficile uscire.

Il Napoli visto contro l’Inter è la versione della squadra venuta fuori a fine settembre con l’inopinata sconfitta in casa con il Cagliari. Non era un incidente di percorso, al contrario era un campanello d’allarme che qualcosa si stava inceppando.
Da quel momento in poi ogni questione è diventata un problema, la squadra ha tenuto almeno sino alla gara interna con l’Atalanta, al termine della quale l’intervento pubblico del presidente contro il “palazzo” ha creato ulteriore scompiglio.
Poi l’immeritata sconfitta all’Olimpico ed il pareggio interno con il Salisburgo sono diventate, insieme al ritiro ordinato dalla società, le micce che hanno provocato la deflagrazione.
Un’intricata storia di cose dette e non fatte, di decisioni non prese, di uscite da parte del presidente che non ha lesinato espressioni poco piacevoli a carico di alcuni suoi giocatori.
Nel frattempo un’ulteriore mossa nella sostanza oramai inutile e fuori luogo: la società dichiara che la responsabilità di ordinare ritiri è di esclusiva competenza del tecnico.
Doveva essere così già in precedenza. Il presidente è vero che ha libertà di azione ma non può esautorare de facto il suo allenatore senza neanche avvertirlo delle sue intenzioni.
È questo il vero punto della situazione, anche se in molti fanno finta di non capirlo.

Gli accordi tra De Laurentiis e Ancelotti pare prevedessero con specifiche clausole che al tecnico da gennaio 2020 venisse aumentato notevolmente l’ingaggio ed a molti è sfuggita la facilità con la quale l’allenatore emiliano si sia liberato.
Infatti il mancato rispetto di tale accordo avrebbe liberato Ancelotti sin da subito, cosa che è sotto gli occhi di tutti.
Ora potrebbe apparire più chiaro, se le cose fossero andate così come alcuni spifferi fanno sapere, che per trovare il più responsabile di una tale preoccupante situazione non bisogna guardare troppo in là.
Potrebbero quindi partire quelle critiche più volte sopite per la presenza di una gestione sportiva e soprattutto finanziaria di rispetto ma ci pare di poter affermare che il momento non sia quello giusto.
Il Napoli, l’ambiente, il tecnico, già da molti qualificato come inadatto pensando ai risultati e non alle sue reali capacità sulle quali era lecito dubitare sin da subito, la squadra hanno bisogno di ritrovare la fiducia per ritrovare compattezza e risultati che restano alla portata degli azzurri come dimostrato proprio dalla gara contro l’Inter.
La corrente è forte ma si può risalire, sin dove è difficile dirlo, ma guai a pensare di galleggiare. Il Napoli non è stato costruito per questo, non lo saprebbe fare e potrebbe affondare.
Il presidente si muova, faccia per una volta anche la sua parte sportiva, ci metta un po’ di cuore, se ne ha, per riportare prima il sereno e poi pensare subito dopo ad una convincente e realizzabile ricostruzione.

pubblicato il 07 gennaio 2020