LA SFIDA

Nella calza del San Paolo il “carbone” per l’Inter?

Il posticipo serale contro i nerazzurri apre il 2020 del Napoli ed è l’occasione ideale per scacciare la crisi

di Bruno Marchionibus

Due leader in campo come in panchina

A poco meno di un mese dal suo insediamento sulla panchina azzurra, Rino Gattuso si troverà, in occasione della ripresa del campionato, ad affrontare una sfida che per lui, legato a doppio filo ai colori rossoneri, non può che avere un sapore particolare: il match del San Paolo contro l’Inter. Sulla panchina dei nerazzurri, a guidare Lukaku e compagni nella trasferta di Fuorigrotta, il mister partenopeo incrocerà Antonio Conte, che in pochi mesi è riuscito a dare ai meneghini un’identità ed una convinzione nei propri mezzi che all’ombra della Madoninna non si vedevano dai tempi di Mourinho e del Triplete. Due allenatori, Gattuso e Conte, certamente ad oggi diversi per palmarés ma anche piuttosto simili per alcune caratteristiche caratteriali e di approccio. La differenza tra i due è data dal fatto che l’ex bianconero può già vantare più di dieci anni di carriera in panchina nel corso dei quali ha potuto allenare top club e campioni. Entrambi figli del Sud, l’uno nativo della punta e l’altro del tacco della nostra penisola, sia il calabrese che il salentino hanno un glorioso passato da numeri 8 nei centrocampi rispettivamente di Milan e Juve, nonché della Nazionale, e sin dagli esordi hanno avuto nella leadership e nello spirito indomito caratteristiche fondamentali, poi trasportate anche nella carriera da allenatori. E se il tecnico interista ha già avuto modo di trasferire ai suoi ragazzi il suo animo combattente in questi primi mesi alla Pinetina, la speranza per il popolo napoletano è che Gattuso possa fare lo stesso con gli azzurri, e in questo senso un risultato positivo ottenuto in un big match di tale portata rappresenterebbe senza dubbio un buon viatico.

Napoli arbitro di gennaio

Ma guai a pensare che un condottiero come Antonio Conte sia solo grinta. I risultati immediati raggiunti dal mister leccese in un ambiente in cui fino al termine della scorsa stagione la serenità pareva per alcuni versi irrecuperabile, infatti, testimoniano come l’ex c.t. della Nazionale sia uno di quegli allenatori in grado di incidere in un gruppo da subito e sotto tutti i punti di vista, ed il primo posto in coabitazione con i bianconeri, certamente inaspettato, con cui i nerazzurri hanno brindato al Natale è la prova evidente di ciò.
L’Inter di Conte ha guadagnato a suon di vittorie il titolo di anti-Juve per questa stagione, strappandolo allo stesso Napoli, che pur lo aveva onorato nelle ultime annate battagliando più di una volta a viso aperto contro lo strapotere della Signora. E proprio i partenopei, che nel giro di venti giorni affronteranno entrambe le big del torneo tra le mura amiche del San Paolo (la Juventus è attesa il 26 gennaio), potrebbero diventare arbitri del futuro immediato della Serie A. Certo, per i ragazzi di Gattuso il primo mese dell’anno si preannuncia più che complicato, con incroci anche con Lazio e Fiorentina, ma trovare dei risultati positivi in partite di cartello e sempre particolarmente attese dai supporters azzurri come quelle in programma nelle prossime giornate potrebbe riportare in tutto l’ambiente l’entusiasmo fondamentale per tirarsi definitivamente fuori dal periodo di crisi.

4-3-3 vs 3-5-2

Quella tra Conte e Gattuso, ad ogni modo, è anche la sfida tra due sistemi di gioco decisamente diversi tra loro. Il Campione del Mondo, appena arrivato all’ombra del Vesuvio, ha immediatamente sposato il ritorno al 4-3-3, modulo che già aveva adottato ai tempi del Milan. Fondamentale, nello scacchiere del mister di Schiavonea, il lavoro degli esterni ed il ruolo dei centrocampisti, chiamati a dare alla squadra quell’equilibrio che spesso è mancato in questa prima parte di stagione.
Il 3-5-2, invece, è ormai da quasi un decennio il marchio di fabbrica del tecnico pugliese, ed ebbe la sua genesi proprio in una notte del San Paolo del novembre 2011, quando Napoli e Juve pareggiarono per 3 a 3. Lo schema adottato da Conte, tuttavia, è basato su molto di più rispetto al semplicistico “difesa e contropiede” del calcio all’italiana. Certo l’organizzazione difensiva ha un ruolo fondamentale nei successi attuali dell’Inter, ma i fattori tattici che l’allenatore nerazzurro ha saputo fornire ai suoi sono molteplici: dal contributo decisivo degli esterni, su tutti un rinato Candreva, agli inserimenti dei centrocampisti (grandi colpi di mercato quelli di Sensi e Barella) fino all’intesa perfetta della coppia d’attacco Lukaku-Lautaro la mano di Conte sembra vedersi nella squadra interista ogni settimana in maniera sempre più netta.

pubblicato su Napoli n.21 del 5 gennaio 2020