Sebino Nela in azione con la maglia della Roma

/ L’INTERVISTA

Sebino Nela: “Spero in un bel derby”

L’ex difensore vede il Napoli dell’amico Ancelotti a Baku e si augura che la sua Roma vada in Champions

di Salvatore Caiazza

Undici anni alla Roma, due al Napoli. Che il derby del sole sia una partita particolare per Sebino Nela è indubbio. L’ex difensore nato a Rapallo ha sempre vissuto queste sfide con uno spirito diverso. Anche in virtù dell’amore che ha avuto per la formazione capitolina nel miglior periodo della sua carriera calcistica. Sbarcò in azzurro nel 1992, praticamente la stagione successiva all’addio di Maradona. 34 le presenze rispetto alle 281 in maglia giallorossa. Ma quei due campionati furono molto intensi perché cominciava un po’ la discesa del club partenopeo e quindi si doveva dare di più. Dopo essersi ritirato nel 1996 dopo l’esperienza con il Civitavecchia, è entrato nel mondo dei salotti televisivi e ha partecipato ad alcune trasmissioni anche a Napoli. Ha visto, quindi, tutto il cammino dei partenopei verso il fallimento e poi la rinascita con De Laurentiis. Non ha mai risparmiato critiche, è sempre stato uno diretto ma sicuramente dal 2004 la società azzurra sta facendo grandi cose. Con Ancelotti, poi, è stato compagno di squadra proprio alla Roma. E quindi lo ha conosciuto bene da calciatore ma ne ha apprezzato le doti e i successi da allenatore. Oggi Carletto guida il Napoli e dopo aver perso di vista la Juventus in campionato ha come obiettivo l’Europa League. L’urna non è stata troppo a favore per i quarti di finale. Ci sarà l’Arsenal sulla strada della semifinale ma non è detto che si debba uscire per forza.

Intanto bisogna pensare al campionato e quindi alla partita con la Roma.

«Sono sempre state partite molto combattute – spiega Nela – vista anche la distanza minima tra le due città. Si vivevano derby del sole intensi e non c’era mai un pronostico ben preciso. Di sicuro questa partita sarà bella anche in virtù del fatto che alla Roma servono i punti per non perdere di vista il carro che porta in Champions League».

Si aspettava un giorno di vedere Ancelotti sulla panchina del Napoli?

«No. Ma non perché il Napoli non sia una big ma per il fatto che l’ho sempre visto lontano dall’Italia. Poi, a quanto pare, ha trovato le premesse giuste per accettare l’offerta di De Laurentiis dopo l’addio di Sarri. E secondo me ha fatto bene».

Cosa intende?

«Beh conosciamo tutti che cosa significa giocare o allenare il Napoli. Ti tuffi in una piazza dove si vive di calcio. E anche a certi livelli. Gli azzurri hanno avuto la sfortuna di avere sempre una grande Juventus davanti, altrimenti avrebbero già vinto qualche scudetto».

Con Ancelotti si può?

«Io credo che programmando bene si possa ambire a qualcosa di importante. Certo se la Juve compra Ronaldo, che vince le partite di qualificazione da solo, c’è sempre un gap troppo grande tra le due formazioni. Ma Carletto sa il fatto suo. Non dimentichiamo che è arrivato a luglio scorso, ha trovato una squadra che aveva un credo calcistico integralista e ha dovuto prima adattarsi e poi cambiare in corso d’opera. Si sono persi dei punti per strada ma è sempre secondo come l’anno scorso e non è poco».

Poi potrebbe anche alzare un trofeo …

«Esatto. È in piena corsa per l’Europa League dove con la sua esperienza può fare davvero molto bene. L’Arsenal è un cliente duro ma ricordate quando ci fu il sorteggio di Champions? Nessuno pensava che si potesse essere all’altezza di Liverpool e Paris Saint Germain ed invece le due corazzate sono state messe sotto».

Quindi si può arrivare a Baku?

«Certo. Serve giocare come in Champions, cercando di evitare certi errori che contro campioni come quelli dell’Arsenal non ti puoi permettere».

Torniamo al campionato. Che partita sarà con la Roma?

«Spero bella. La Roma ha cambiato allenatore, è passata dal giovane Di Francesco all’esperto Ranieri. Eusebio ha pagato l’uscita dalla Champions anche un po’ sfortunata. Col Porto al ritorno c’erano le premesse per poter passare il turno. Sarà un grande scontro in panchina tra due signori del calcio. Che sanno come stimolare la piazza. Ranieri poi ha già allenato i giallorossi. Ancelotti ci ha giocato e allenato. Quindi meglio di così davvero non si può».

Nela e Ancelotti
Come si può migliorare questo Napoli?

«La differenza la fanno i campioni. Anche se poi vai a vedere il Paris Saint Germain e ti rendi conto che possono non bastare. La cosa fondamentale è non vendere i pezzi chiave. E mi riferisco a Koulibaly ed Allan. Se si vuole arrivare sempre più su, non può cedere uno dei migliori tre difensori al mondo e un centrocampista valutato tanto a gennaio. In più serve qualcosa di importante in attacco. Soprattutto per essere letale quando giochi bene, crei tanto e non segni».

Concludendo, cosa vorrebbe in questa stagione per due squadre a lei molto care?

«È semplice. Che il Napoli vinca l’Europa League e la Roma arrivi almeno quarta per giocare in Champions…».

pubblicato su Napoli n.8 del 31 marzo 2019