L’APPROFONDIMENTO

Napoli-Juventus: assalto al potere

La Fiat, la famiglia Agnelli e la Juve: una storia quasi centenaria fatta di successi sportivi necessari per un’immagine vincente

di Francesco Marchionibus

Va in scena al San Paolo la sfida più attesa dai tifosi del Napoli, che negli ultimi anni e fino allo scorso torneo è stata anche una sfida fondamentale per l’assegnazione del titolo.
Ma anche nelle annate meno favorevoli, come purtroppo quella in corso, la partita con la Juventus è sempre stata considerata la più importante del campionato: vincere vuol dire battere la squadra più odiata dai tifosi azzurri ma anche quella più vincente e più ricca del campionato italiano.
La Juventus è quotata in borsa, ed è controllata con il 63,8% delle azioni dalla Exor N.V., una holding anch’essa quotata che realizza investimenti di lungo termine: oltre che nella società bianconera possiede quote di controllo nella FCA (Fiat Chrysler Automobiles), nel gruppo assicurativo PartnerRe, nella Ferrari, nel settimanale The Economist, nel gruppo editoriale GEDI, proprietario dei quotidiani La Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX e del settimanale L’Espresso, e in svariate radio e quotidiani locali.
La Exor ha sede ad Amsterdam ma è presente anche, oltre che a Torino, a New York ed Hong Kong, annovera circa 300.000 dipendenti (di cui però solo poco più del 20% in Italia), rappresenta la 24ª società al mondo per fatturato (pari nel 2018 a 143,3 miliardi di euro) e ha chiuso l’esercizio 2018 con un utile di 1,35 miliardi.
Si tratta dunque di un vero e proprio gigante dell’economia mondiale, un gigante controllato attraverso la società Giovanni Agnelli BV dalla famiglia Agnelli, storicamente presente nella Juventus e nel calcio nazionale.
Il connubio Agnelli/Juventus rappresenta per la sua durata un caso unico, visto che l’acquisizione del club torinese risale a quasi un secolo fa e, tranne una parentesi di 11 anni dal 1936 al 1947, è giunto sino ad oggi e non pare destinato ad interrompersi.

Era il luglio del 1923 quando il dirigente juventino Sandro Zambelli ottenne un colloquio con il presidente della FIAT Giovanni Agnelli senior per chiedergli maggiore disponibilità nei permessi per il terzino Antonio Bruna, un operaio che aveva difficoltà ad allenarsi a causa del lavoro in fabbrica. Preso atto della disponibilità del presidente, Zambelli alzò il tiro e gli chiese di acquistare la Juventus: Agnelli, consapevole della popolarità che il calcio avrebbe potuto assicurare alla famiglia, accettò e affidò il ruolo di presidente del club al figlio Edoardo.
Il presidente della FIAT fu il primo ad intuire l’importanza di investire nel calcio (che all’epoca era in grande ascesa) per ottenere in cambio il consenso popolare, e diede da subito al club una organizzazione imprenditoriale.
Da allora la famiglia Agnelli così come è stata protagonista della storia d’Italia, partecipandovi ed influenzandola in un continuo intreccio tra impresa e politica, ha preso parte in maniera determinante alla storia del calcio italiano.
Tutti i successi della Juventus sono legati agli Agnelli, che hanno applicato al club bianconero la stessa filosofia della FIAT: sbaragliare la concorrenza per affermarsi ad ogni costo.
La frase “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, pronunciata spesso dall’Avv. Gianni Agnelli, rappresenta la filosofia che ha sempre ispirato la famiglia torinese, nel calcio come in ogni altro campo di attività, e che ha condotto la squadra bianconera ad essere la più vincente di sempre in Italia (molto meno all’estero), anche se spesso tra tanti dubbi e polemiche.
Anche la brutta pagina di Calciopoli, che ha forzatamente determinato una pausa dello strapotere juventino in Italia, è stata colta dalla famiglia Agnelli come un’opportunità per rafforzare il potere economico, organizzativo e di relazioni che supporta la filosofia del club, per ripartire con più determinazione di prima e riconquistare in maniera ancora più radicata la leadership del calcio nazionale.
Ecco perché la partita contro i bianconeri ha un significato particolare: non è solo la sfida ad una squadra molto forte, con possibilità economiche e quindi tecniche molto superiori a quelle del Napoli, ma è anche una sfida alla tradizione e al “potere” calcistico, e vincerla ha sempre un sapore molto speciale.

Il servizio sarà pubblicato sul n.22 di Napoli in edicola il 26 gennaio 2020