Il dr. Orvitti direttore del museo di Pietrarsa

/ IL PATRIMONIO

MAV – Realtà e immagine virtuale si incontrano

Ad Ercolano il museo che ripropone l’aspetto storico delle città devastate dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. prossimo ai 100mila visitatori

di Lorenzo Gaudiano

“La meraviglia è il principio della conoscenza”. È proprio una massima del filosofo greco Aristotele ad inaugurare la visita del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, una vera e propria immersione multimediale in un’epoca remota di cui quei pochi resti rimasti da ammirare diventano protagonisti di affascinanti ricostruzioni digitali, realizzate con l’ausilio delle tecnologie più all’avanguardia. Il risultato è proprio quella meraviglia di cui si parlava, suscitata dalla possibilità di ampliare con questi strumenti la visione della realtà ed affacciarsi in un mondo che non è solo immaginazione ma anche riproduzione di qualcosa che l’istintività della natura in un attimo, nel lontano 79 d.C., ha cancellato con inarrestabile furia.

Da edificio scolastico a museo. La storia del Mav è cominciata nel 2003, quando il Comune di Ercolano e la Provincia di Napoli sottoscrissero un protocollo d’intesa per trasformare l’abbandonata scuola Iaccarino in luogo museale. Poi la costituzione della Fondazione C.I.V.E.S per la gestione del museo e i servizi culturali connessi nel dicembre 2005, l’inaugurazione del Mav nel 2008 e infine l’adesione alla fondazione della Regione Campania nel maggio 2009. Da quel giorno la crescita non si è più fermata grazie all’interesse culturale dei vari visitatori e alle tecnologie di cui il museo dispone per affascinare il pubblico e permettere la conoscenza di un importante pezzo di realtà storica appartenente al nostro territorio.

Ricostruzione virtuale della casa del poeta tragico a Pompei
Testimone di quest’incessante evoluzione è il Direttore Generale della Fondazione C.I.V.E.S. Ciro Cacciola, in carica dal 2009.

«Dal punto di vista dei numeri oggi il Mav ha raggiunto circa i 100mila visitatori l’anno. Dieci anni fa tutto questo era davvero impensabile, quindi è chiaro che ci sia stato un cammino di grande crescita. In base ai riscontri del primo quadrimestre del 2019 abbiamo la certezza di superare la quota di 100mila. Nella precedente annata infatti abbiamo accolto all’incirca cinquecento scuole di Napoli e provincia, abbiamo organizzato centinaia di laboratori per bambini. Poi naturalmente vanno sottolineati i continui aggiornamenti agli exhibit museali, con una dotazione di tecnologie e contenuti in continua evoluzione».

Evoluzione che in questo campo non può assolutamente mancare.

«Con il nuovo allestimento di ottobre, a cui stiamo lavorando già da qualche mese, il Mav sarà l’unica realtà museale ad avere nel proprio percorso tutte le nuove tecnologie di nuovissima generazione tra realtà virtuale, realtà aumentata, realtà mista e strumenti di interattività come il Kinect. Tra l’altro presso i nostri laboratori si lavora anche con alcune tecnologie che sono ancora di uso sperimentale. Rispetto a dieci anni fa il Mav si è evoluto in maniera considerevole. Se non fosse così, non incontrerebbe il gradimento del pubblico perché gli attuali visitatori hanno aspettative diverse da quelle di dieci anni fa. Le tecnologie cambiano continuamente e dunque gli aggiornamenti diventano necessari per avere un riscontro favorevole. La stragrande maggioranza del nostro pubblico è costituita dai cosiddetti millennials, ovvero tutti coloro che sono nati dopo il 2000. È evidente che le aspettative di questi ultimi siano totalmente diverse da quelle della generazione precedente».

Il direttore Ciro Cacciola

Non solo Ercolano, ma anche Pompei, Baia, Stabiae e Capri si offrono agli occhi dei visitatori con una maggiore completezza, che senza dubbio non vuole sostituire ma integrare la conoscenza degli scavi archeologici. Una riproduzione della mappa dell’antica Ercolano con un dispositivo interattivo per visualizzare le schede di accompagnamento relative ai principali punti di interesse della città apre il percorso multimediale che insieme alle voci delle divinità Venere, Dioniso e Atena mostra ai visitatori l’antico aspetto di edifici pubblici come il Teatro e le Terme di Ercolano e il Tempio di Giove a Pompei, delle domus romane più importanti come la casa del Fauno e del citarista e della prestigiosa Villa dei Papiri. Un film in 5D sull’eruzione del Vesuvio che più di 2000 anni fa ha dato origine a tutto chiude una visita affascinante e spettacolare. La conversazione con il direttore Cacciola ora può riprendere..

Realtà degli scavi da una parte, immagini virtuali dall’altra. Lei si schiera?

«Ritengo che le due cose siano complementari. La direzione verso cui quasi tutti i musei tendono oggi è un intreccio sempre più stretto tra la realtà fisica del patrimonio culturale e quella virtuale. I feedback ricevuti sono unanimi su un punto: che la visita al Mav costituisce un complemento agli scavi di Ercolano, favorendone una maggiore comprensione. Questo soprattutto perché i visitatori non sono specialisti del settore ma persone con una grande passione per il patrimonio culturale ed archeologico. Penso che oggi di questo connubio non se ne possa fare più a meno in nessun ambito culturale».

Proprio per questo è stata istituita la ErcolanoVesuvio Card.

«Da dicembre 2018 grazie a questo strumento, che costa 22 euro, si può avere accesso a quattro siti: scavi di Ercolano; Vesuvio; Mav e Ville Vesuviane. Grazie alla Scabec abbiamo fornito ai nostri visitatori l’opportunità con un unico pass di entrare dappertutto».

Non sono solo i turisti stranieri a visitare il museo.

«In percentuale il 40% è costituito da studenti di tutti i livelli di istruzione, il 35% dal turismo internazionale, il restante da famiglie italiane, napoletane e regionali».

E gli eventi organizzati naturalmente non mancano.

«L’anno scorso abbiamo realizzato ed ospitato circa 100 eventi. Alcuni sono gratuiti e rivolti ad un pubblico locale, data la nostra attenzione al campo del sociale. Cerchiamo di calibrare la programmazione da noi offerta in base a tutte le fasce d’età».

Eruzione del Vesuvio

pubblicato su Napoli n.10 del 25 maggio 2019