Aleksander Čeferin

L’EDITORIALE

L’Uefa a fatica rimanda di un anno l’Europeo

Grande presunzione, poca visione della realtà e troppa ingerenza della parte economica nel mondo del calcio

di Giovanni Gaudiano

L’Uefa ha dunque rinviato gli Europei. Era impossibile pensare che si svolgessero come previsto, anche perché c’erano ancora quattro posti d’assegnare attraverso degli spareggi proprio nella sosta dei campionati prevista per fine marzo. Un particolare questo di cui si è parlato poco. Ora resta aperto il rebus di come portare a termine, se sarà possibile, i campionati e come regolarsi alla stessa maniera per le coppe europee.
La Federazione, la Lega continuano a non brillare per iniziativa e per capacità decisionali.
Il punto di arrivo di questa situazione, alla luce delle serie difficoltà create dal virus, è nell’aria. Il campionato potrebbe terminare con la classifica congelata come appare oggi. Questo per permettere la disputa delle partite di coppa che l’Uefa è intenzionata a portare a termine. Si tratta come sempre di un falso problema e di una posizione difficile da definire.
Nessuno pensa che la soluzione a questi problemi sia facile ma analogamente c’è da chiedersi se qualcuno ha pensato che sarebbe più equilibrato, più sensato metterla su un altro piano.

Contratti in scadenza al 30 giugno

Se è vero che i calciatori sono lavoratori come tutti gli altri, e diciamocelo francamente non è vero, si potrebbe pensare di prolungarli tecnicamente di uno o due mesi e si potrebbe cambiare il periodo dedicato al mercato condensandolo in due/tre settimane. Tanto le vere trattative sono quelle che si concludono prima, se ne parla infatti anche in questi giorni.

Sosta per le vacanze dei calciatori

Si tratta di un diritto comune a tutti i lavoratori. Sarebbe però il caso di domandarsi quante volte è capitato nella vita di tutti quelli che lavorano tutto l’anno di dover accorciare, interrompere, annullare il proprio periodo di ferie per problemi aziendali e per problemi legati alla pubblica utilità. I calciatori appartengono in qualche modo al mondo dello spettacolo e se oggi ad un attore si ponesse l’alternativa di recuperare in estate piuttosto che perdere la scrittura la risposta non c’è dubbio che sarebbe quella di lavorare appena possibile e per tutto il tempo necessario. La questione economica non c’entra, si tratta di rispettare quelli che oggi hanno l’incertezza per il proprio lavoro ed anche quelli che, pur sapendo di riprenderlo, accuseranno perdite rilevanti.

Calendari delle varie manifestazioni

I calendari dovranno essere gioco forza rimodulati quando la situazione sarà più chiara. L’Uefa vuol finire la stagione di coppe per evidenti problemi economici connessi. È di fatto un’azienda quella che ha sede a Nyon. Ed è anche molto importante ma anche molto ricca. Vorrà dire che per un anno avranno meno disponibilità e nella prossima stagione cercheranno di recuperare, visto che poi potrebbe trattarsi di giocare due stagioni ravvicinate.

Diritti televisivi, pay-tv, etc.

Non c’è nulla che non possa essere recuperato nel tempo. La consuetudine ci impone di solito una quasi completa assenza del calcio a giugno ed a luglio con la ripresa generalmente nella seconda parte di agosto. Con gli Europei rimandati a giugno 2021 si potrebbe giocare intensamente da settembre a maggio, cancellando la Nations League e quindi le soste per le nazionali e portando a termine per prima cosa le gare che non si dovessero poter disputare per questa stagione, per poi ripartire immediatamente con la stagione successiva dopo un breve ritiro.
Quelle esposte sono solo delle idee, dei pensieri espressi ad alta voce che però fanno a cazzotti con il fare arrogante, irragionevole e troppo privilegiato per comprendere che le cause di forza maggiore esistono, come ci sono le priorità che non possono essere ignorate da chi per anni ha fatto il suo comodo imponendo ad un mondo che dovrebbe essere basto sullo sport una deviazione insopportabile.
Forse non tutti i mali vengono per nuocere!

pubblicato il 18 marzo 2020