OBIETTIVO ISTANBUL

L’occasione di Liverpool per ritrovare serenità

La qualificazione è vicina. La meritano la squadra, l’allenatore e la tifoseria

di Giovanni Gaudiano

L’appuntamento è per le 21.00. Il Napoli di Carlo Ancelotti ritornerà ad Anfield nel tempio del Liverpool per cercare di concretizzare la seconda occasione e chiudere anzi tempo questa benedetta qualificazione agli ottavi di Champions. Non dovesse riuscirci, il confronto presenta le sue difficoltà, ci sarà poi da vincere la gara del San Paolo con il Genk per avere la matematica certezza di approdare al turno successivo. La squadra lo meriterebbe sin da subito in terra inglese sia per quello che ha fatto da quando è nella mani dell’attuale tecnico che per il suo valore nei confronti delle altre formazioni, senza sottovalutare nessuno, inserite nel girone E. L’allenatore, neanche a dirlo, lo meriterebbe per quello che ha fatto da quando è al Napoli con una rosa sicuramente importante ma sopravvalutata, che lui ha dovuto sempre definire competitiva per il rispetto del ruolo che occupa.
Il Napoli, lo abbiamo ampiamente spiegato nel numero precedente del nostro giornale, non ha investito in pratica nulla nel mercato dell’estate appena trascorsa. Gli importi degli acquisti sono stati ampiamente pareggiati dagli incassi che entro l’inizio della prossima stagione arriveranno nelle casse della società. È una politica condivisibile, sicuramente oculata ma che non deve creare false aspettative negli appassionati ma soprattutto negli addetti ai lavori, che troppo spesso si lasciano andare.

Se si pensa che Antonio Conte, dopo la sconfitta di Dortmund, si è lamentato con la società facendo capire di avere una rosa incompleta e corta e se si tengono presente gli importanti investimenti fatti dall’Inter ed i sacrifici che hanno determinato la cessione di Icardi, praticamente gratis, al Psg per volontà dello stesso allenatore, è naturale chiedersi cosa si può volere di più da un tecnico che ha, al contrario, rivalutato una rosa che per tre anni aveva scaldato la panchina.
L’opinione pubblica, come naturale, sull’argomento ha il suo pensiero, ci sono quelli che si aspettavano da Ancelotti risultati diversi nonostante le considerazioni avanzate sulla rosa siano in fondo condivise dalla maggioranza. In sostanza “la coperta è corta”, gli infortuni e gli errori non sono mancati, la società ha confermato di avere il braccino corto, l’informazione ha pompato la situazione con superficialità e poi c’è stato anche un pizzico di cattiva sorte. Tutti questi fattori hanno determinato l’attuale situazione che sembra attanagliare la squadra, che avrebbe bisogno di una serie di risultati di spessore per superare il momento meno felice sino a questo punto della gestione Ancelotti. La gara di Liverpool può rappresentare proprio per questo l’occasione per tentare di cambiare passo. Una vittoria con la qualificazione potrebbe infondere fiducia e consapevolezza dei propri mezzi invertendo l’attuale inerzia.
È l’ennesima occasione per mettere in mostra il meglio, ci si augura che gli azzurri non se la lascino scappare.

pubblicato sull’inserto di Napoli n.18 del 23 novembre 2019