LA MOSTRA

Lo spettacolo di Lascaux al Mann

L’applicazione 3.0 sarà visibile sino al 31 maggio. Un fantastico viaggio nel passato che per la prima volta approda in Italia

di Domenico Sepe

Quando è iniziata l’arte? Quando gli uomini hanno sentito l’irrefrenabile bisogno di esprimere su un supporto le loro emozioni? E soprattutto cos’è l’arte?
Sono tante le domande che ci si pone davanti alle espressioni artistiche di tutti i tipi, in fondo l’arte è l’espressione di un “io” viscerale, di un bisogno di comunicare tanto a se stessi quanto a chi guarda. Non si può sapere quando l’uomo abbia cominciato a produrre arte ma una delle testimonianze più antiche sono le Grotte di Lascaux.
Ritrovate per caso presso Montignacsur-Vézère da un gruppo di giovanetti del luogo nel settembre del 1940, le Grotte sono state una scoperta epocale sull’arte preistorica, sono state definite “la cappella Sistina della Preistoria” e questo non a caso, la grande quantità di disegni presenti spazia sulla rappresentazione di tutta la fauna del suo tempo, un susseguirsi di buoi, cervi, cavalli ed un rinoceronte. Sono un messaggio dell’uomo preistorico all’uomo moderno, un lascito unico nella storia, una sequenza di figure tracciate con incredibile maestria mentre l’uomo cercava di dominare il mondo. Sarebbe semplicistico ridurre il tutto ad una semplice collezione rupestre di prede di caccia, sono una fotografia del mondo fatta dagli antenati di tutti noi e, al contempo, un’espressione di quanto provavano questi di fronte a ciò che osservavano.
Questo raffinato “apparato iconografico e decorativo” ante litteram, realizzato dagli antichi abitanti della Grotta, desta immediatamente la curiosità non soltanto di Léon Laval, insegnante del villaggio di Montignac, ma soprattutto del locale esperto di Preistoria, l’abate Henri Breuil: grazie a Breuil, infatti, sin dal 1940, s’intraprende il certosino lavoro di documentazione sul patrimonio della Grotta. Sempre Breuil, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, coinvolge la comunità locale per difendere il complesso preistorico da eventuali attacchi militari.
Dopo la scoperta le visite furono tanto numerose che vennero notati segni di degrado dei disegni. Per correre ai ripari e conservare questo Patrimonio dell’Umanità nel 1963 Lascaux fu chiusa al pubblico permettendo il restauro delle pitture. Nel 1983 fu aperta alle visite la replica che assunse il nome di “Lascaux 2”. Oggi le pitture rupestri originali sono monitorate quotidianamente da un team di studiosi poiché delle infestazioni fungine mettono a rischio questo incredibile lascito dei nostri antenati e dal 1963 non sono più permesse visite al sito originale ma solo al sito-replica denominato “Lascaux 2”.

Se la passione per l’arte primitiva diviene un fenomeno riconosciuto ovunque, risulta quasi naturale, alle soglie del terzo millennio, l’idea di tradurre “Lascaux II” in un modello itinerante, denominato “Lascaux III”: un’esposizione internazionale da veicolare in tutto il mondo, non soltanto per riproporre, nelle sale dei Musei ospitanti, i principali ambienti della Grotta, ma anche per presentare al pubblico i calchi degli utensili dell’Uomo di Cro-Magnon e gli apparati didattici sulla vita di quelle comunità preistoriche.
In una congiunzione tra scienza, tecnologia, didattica ed arte, la mostra “Lascaux 3.0”, allestita al MANN dal 31 gennaio e fino al 31 maggio 2020, permette di vivere l’esperienza della primordiale esplorazione attraversando le sale del Museo come se ci si trovasse all’interno delle Grotte stesse. Grazie alla tecnologia messa al servizio dell’utente, la visione è giunta per la prima volta in Italia dopo un lungo tour mondiale in un racconto che si connotò, sin dalla sua origine, come uno straordinario fenomeno della natura. Il percorso previsto per il pubblico, così, vuole riproporre lo stupore che provarono i ragazzi al momento della scoperta della Grotta, nel 1940, fornendo al tempo stesso le nozioni storiche sull’epoca in cui vissero i Cro-Magnon.
Per i più piccoli (e non solo), presenti dei moduli di approfondimento su alcuni aspetti della vita dell’uomo di Cro-Magnon. Accanto all’apparato divulgativo, presente nell’esposizione, i Servizi Educativi, Ricerca e Promozione del MANN organizzeranno quattro laboratori rivolti a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni, in collaborazione con la Scuola Italiana di Comix e l’Accademia di Belle Arti.
Si può quindi dire che il MANN abbia proposto un’esperienza unica, non solo per l’ampio uso delle tecnologie ma anche perché “Lascaux 3.0” permetterà di collegare idealmente il visitatore ai suoi più lontani antenati creando, pur se per un momento, una connessione visiva tra due epoche distanti 30.000 anni, stupendo, facendo riflettere e svegliando il sentimento della scoperta e lo stupore dell’esplorazione. A chi andrà non resta che dire: “ll vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust).

pubblicato su Napoli n. 24 del 25 febbraio 2020