IL NAPOLI IN EUROPA

L’impresa sfiorata contro l’Ajax di Michels e Cruijff

Inizia un nuovo ciclo negli anni Settanta per il Napoli con i primi anni di presidenza per Corrado Ferlaino

di Francesco Marchionibus

Alla fine degli anni sessanta il Napoli di Sivori ed Altafini, di Juliano e Zoff, del mister Pesaola e del presidente Lauro, che nelle stagioni precedenti ha vinto la Coppa Italia, sfiorato lo scudetto e ottenuto la sua prima affermazione europea, conclude il suo ciclo.
Nella stagione 1968 – 69 il Petisso, che va ad allenare la Fiorentina, viene sostituito da Beppe Chiappella, e la squadra (che concluderà il campionato con un anonimo settimo posto) non riesce a ripetere le belle annate precedenti.
Durante il campionato i tifosi devono subire anche l’addio di Sivori, che dopo una rissa avvenuta durante la partita Napoli – Juventus del 1° dicembre ‘68 e gli insulti all’allenatore bianconero Heriberto Herrera viene squalificato per sei giornate e decide di ritirarsi dal calcio giocato.
Le cose vanno male anche per la società, che si trova in grave crisi finanziaria, e nel gennaio 1969 entra in scena diventando presidente Corrado Ferlaino, che quasi vent’anni dopo legherà il suo nome ai più grandi successi azzurri.
Le prime stagioni del Napoli di Ferlaino sono complessivamente buone ma non esaltanti: in Italia i migliori risultati sono il terzo posto del 1971, alle spalle delle milanesi, e la finale di Coppa Italia (persa con il Milan) del 1972, mentre in Europa i partenopei nelle loro partecipazioni alla Coppa delle Fiere (poi Coppa Uefa) non vanno oltre gli ottavi di finale.
Ed è proprio in questi ottavi di finale però che il Napoli sfiora un’impresa che sarebbe stata storica, contro la squadra che nei primi anni Settanta avrebbe dominato il calcio europeo.
Quello che si presenta ai nastri di partenza della Coppa delle Fiere 1969-1970 è un buon Napoli, che ha in rosa il portiere Dino Zoff, il roccioso stopper Panzanato, il futuro mister dello scudetto Ottavio Bianchi, il capitano Antonio Juliano, i giovani Improta e Montefusco, il “Bisonte” Barison e gli esperti Altafini e Hamrin.
La squadra azzurra concluderà al sesto posto lo storico campionato vinto dal Cagliari del bomber Gigi Riva e nell’arco della stagione si toglierà anche qualche soddisfazione, come la vittoria in casa della Fiorentina campione d’Italia uscente (guidata al titolo l’anno precedente proprio da mister Pesaola) e quella al San Paolo contro la Juventus.
Al primo turno di Coppa delle Fiere il Napoli viene opposto ai francesi del Metz: in trasferta gli azzurri, che vanno subito in gol con Bosdaves, pareggiano 1-1, e nel secondo match al San Paolo grazie alla vittoria per 2-1 con i gol di Bianchi ed Improta passano il turno.
Nei sedicesimi di finale gli azzurri sono chiamati ad affrontare i tedeschi dello Stoccarda, e nella partita di andata davanti ai 25000 spettatori del Neckarstadion riescono ad imporre lo 0-0 ai forti avversari. La partita di ritorno è molto combattuta, e alla fine il Napoli riesce a prevalere con un gol di Canzi che a un quarto d’ora dalla fine, pochi minuti prima di essere sostituito da Improta, insacca alle spalle del portiere Dieter Feller il pallone che vale la qualificazione al turno successivo.
Agli ottavi però l’impegno si presenta proibitivo: il Napoli è infatti opposto all’Ajax vice-campione d’Europa.
La squadra olandese, allenata da Rinus Michels, annovera tra le sue fila calciatori del calibro di Hulshoff, Krol, Muhren, Suurbier, Haan, Keizer e soprattutto Johan Cruijff.
Si tratta di giocatori che faranno la storia del calcio olandese e mondiale, imponendo un sistema di gioco e una filosofia del calcio che ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, sono presi a modello da molti allenatori.
L’Ajax, che nel 1970 diventa Campione d’Olanda per la 14^ volta, nei tre anni successivi vincerà tre Coppe dei Campioni e due titoli nazionali, imponendosi come una delle squadre più forti e spettacolari di tutti i tempi.

La partita di andata degli ottavi si disputa al San Paolo. Contro i “lancieri” olandesi, privi per l’occasione della stella Cruijff, l’allenatore Chiappella manda in campo questo undici: Zoff, Monticolo, Pogliana, Zurlini, Panzanato, Bianchi, Hamrin, Juliano, Manservisi, Altafini e Montefusco.
La partita incomincia a ritmi molto alti e gli azzurri disputano un ottimo primo tempo; dopo due minuti Hamrin va già vicino alla rete, poi Panzanato, Altafini, ancora Hamrin e Montefusco impegnano la difesa olandese sfiorando ripetutamente il gol del vantaggio, finché al 37’ finalmente il Napoli passa: Altafini riceve il pallone da Zurlini e appoggia di testa a Manservisi che, sempre di testa, insacca facendo esplodere l’esultanza dei 25000 tifosi presenti.
Nella ripresa l’incontro è più equilibrato e, anche se gli azzurri mantengono il comando del gioco, la stanchezza comincia a farsi sentire e pure gli olandesi, nonostante l’ottima partita della coppia centrale partenopea Zurlini – Panzanato, hanno le loro occasioni da gol.
A tre minuti dalla fine però il Napoli ha la grande occasione per raddoppiare e affrontare con maggiori sicurezze la partita di ritorno: Juliano, autore di un grande secondo tempo, mette il pallone sulla testa di Altafini che gira verso la porta, ma il portiere Bals con una prodezza devia in angolo smorzando l’urlo del San Paolo.
Il finale di 1-0 è sicuramente un risultato di grande prestigio, ma non mette al sicuro gli azzurri in vista del ritorno in Olanda, dove per passare il turno ci vorrà una vera e propria impresa.
E il 21 gennaio del 1970, ad Amsterdam, il Napoli per poco l’impresa non la fa davvero.
Gli azzurri affrontano la partita privi di Zurlini e Hamrin indisponibili, e con un difensore in più, per resistere alla prevedibile offensiva dell’Ajax che per l’occasione recupera Cruijff. Scendono in campo Zoff, Nardin, Pogliana, Vianello, Panzanato, Monticolo, Bosdaves, Juliano, Manservisi, Bianchi e Barison.
Gli olandesi partono subito all’attacco, ma per tutto il primo tempo il Napoli resiste orchestrato da un grande Juliano, controlla la partita e si rende anche pericoloso in contropiede. Poi, appena passata la mezz’ora, la svolta dell’incontro: su un angolo molto contestato dai napoletani l’Ajax passa in vantaggio con Swart, che interviene praticamente sulla linea di porta e mette in rete.
Il Napoli reagisce subito, ma prima Manservisi e poi Barison non riescono a concretizzare le occasioni create dagli azzurri.
Si va dunque al secondo tempo, in cui gli olandesi prendono decisamente il sopravvento e in cui diventa protagonista assoluto il portiere Dino Zoff, autore di diversi interventi letteralmente miracolosi.
Grazie a Zoff si arriva ai tempi supplementari. Nei primi 15 minuti il Napoli sembra di nuovo controllare la partita, ed anzi tra la fine del primo e l’inizio del secondo extra-time sono proprio gli azzurri a sfiorare il gol … ma poi al minuto 110 entra in scena lui, Johan Cruijff: parte palla al piede dalla propria metà campo, supera Juliano, scambia due volte di prima con i compagni e fornisce a Suurendonk, entrato in campo all’inizio dei supplementari, il pallone del 2-0. Il tempo di mettere palla al centro e l’Ajax raddoppia ancora con Suurendonk che mette in rete una respinta di Zoff su azione partita ancora dai piedi di Cruijff.
La partita è praticamente finita, con gli azzurri che si arrendono e gli olandesi che segnano addirittura il terzo gol a pochissimi minuti dalla fine sempre con Suurendonk.
Il Napoli esce dalla Coppa a testa altissima contro un avversario molto forte, dopo avere sfiorato l’impresa in una serata decisamente sfortunata … basti pensare che il “terribile” Suurendonk in tutta la sua carriera ha disputato tra campionato e coppe 110 partite segnando la “bellezza” di nove reti, comprese le tre rifilate agli azzurri!
Ma l’occasione per vincere un trofeo internazionale, sebbene ancora una volta di minore importanza, si presenterà agli azzurri solo qualche mese dopo, quando a maggio 1970 parteciperanno alla prima edizione della Coppa Anglo Italiana.

pubblicato il 04 giugno 2020