/ VERSO L’EUROPEO

L’importanza di essere titolari nel proprio club

Ancora a punteggio pieno la Nazionale di Mancini, che ieri ha rischiato seriamente una brutta figura

di Lorenzo Gaudiano

L’Italia vince.

Quindici punti in classifica, bottino pieno e la Finlandia che insegue con la speranza di qualificarsi in un girone dove Bosnia-Erzegovina e Grecia stanno inaspettatamente faticando.

Anche la Nazionale allenata da Roberto Mancini a Yerevan ha faticato contro l’Armenia, evidenziando ancora qualche piccola falla da colmare. Per un attimo è ritornata alla mente quella sfida del San Paolo del 2013, c’era Prandelli in panchina, dove fu protagonista Insigne, ieri assente per infortunio, e il risultato fu un pareggio che fece discutere.

Ieri l’Italia ha giocato con il fuoco, soffrendo soprattutto in fase di ripartenza avversaria e sottovalutando un impegno comunque delicato se si va considerare il rendimento straordinario della Finlandia nel girone. Lo stesso Karapetyan è sembrato sorpreso del gol realizzato al punto da percorrere quasi tutto il campo di corsa per l’emozione e farsi espellere successivamente per doppia ammonizione per la troppa foga che aveva sul terreno di gioco.

Un aspetto della gara di ieri che non è piaciuto e che andrebbe sottolineato è l’impiego di Barella e Bernardeschi.

Senza dubbio fanno parte della schiera di calciatori forti che al momento la Nazionale possiede ma al momento nelle loro squadre, Inter e Juventus, non sono titolari. La rete degli armeni per l’appunto è arrivata su un intervento in ritardo del giovane Nicolò e la gara disputata dal fantasista juventino ha lasciato molto a desiderare. Per non parlare di Chiesa, che è sembrato una furia solo nell’esordio al Franchi contro il Napoli, ma almeno l’esterno viola è già un punto di riferimento nella propria squadra e ha la giovane età dalla sua parte.

Sono entrati Pellegrini e Sensi, finora titolari in quest’inizio di campionato, e nella parte finale della gara la musica è cambiata.

È importante che in Nazionale siano tenuti in maggiore considerazione i giocatori più coinvolti nei rispettivi club, senza badare al prestigio della loro squadra di appartenenza. Anche perché ieri il rischio di fare una brutta figura c’è stato. Alla fine la partita è terminata 3 a 1 in favore degli azzurri, ma se fosse arrivato un pari oppure una sconfitta su chi avrebbero puntato il dito? Su Insigne che non è proprio sceso in campo?

pubblicato su Napoli il 06 settembre 2019