SOCIETÀ

“Leggere per ascoltare e ascoltarsi. Dare parola ai bambini”

Sostenere le giovani generazioni a elaborare i traumi provocati dal virus vuol dire salvaguardare il futuro della società

di Marina Topa

Un grande supporto per un superamento positivo dell’esperienza Covid19, che inevitabilmente ha investito tutte le fasce d’età, è offerto dal progetto del Dipartimento di Psicoanalisi applicata alla Coppia e alla Famiglia (DPACF), diretto dalla dottoressa Gemma Trapanese, psichiatra e psicoanalista SPI. Agli Adulti viene data la possibilità di ricercare, grazie alla guida dei professionisti del settore, le risposte più adeguate ai bisogni emergenti dei bambini. Si stanno raccogliendo in un audiolibro in preparazione delle favole “moderne”, cioè scritte sull’onda emotiva di questa emergenza, che aiutino i bambini a “leggere” questo difficile Presente, perché rimanga in modo non traumatico nel loro futuro di Adulti.
Il progetto del DPACF intende offrire un Ascolto indiretto ai bambini aiutando, nel contempo, gli Adulti che si prendono cura di loro a comprendere il mondo interiore infantile.
Le azioni dell’intervento prevedono “tre passi per leggere ed interpretare”.
Si parte da un breve racconto che contiene una letterina, quella di “Agostino il Postino”, indirizzata proprio ai bambini, ai quali sarà fatta pervenire attraverso i genitori, gli insegnanti, i pediatri. I bambini vengono così invitati a rispondere, scrivendo o disegnando. Solo permettendo loro di mettere in parola o col disegno le proprie emozioni ed esprimere le proprie ansie ed i propri timori, gli Adulti (genitori, insegnanti, pediatri), grazie alla guida degli esperti sostenitori del progetto, potranno riconoscere ed intervenire sulle angosce vissute dai bambini, in modo che non vengano soffocate o magari somatizzate con malesseri fisici.
Gli insegnanti, i pediatri e gli stessi genitori potranno far arrivare il racconto di “Agostino il postino” ai bambini dopo aver aderito al Progetto (scrivendo all’indirizzo dipartimentopcf@gmail.com) che è anche illustrato sulla piattaforma messa a disposizione dall’Assessorato Comunale alla Scuola e all’Istruzione (wwwconnessiallascuola.it) e che offre anche agli adulti la favola di Ginevra Bompiani, dal titolo “C’erano una volta Tre Regni”.
Le produzioni dei bambini, una volta raccolte (sempre dai genitori, pediatri e insegnanti), potranno essere fatte pervenire, a partire dal 30 giugno sino al 30 dicembre 2020, al dipartimentopcf@gmail.com.
Gli esperti del DPaCF, a partire da quanto emerso dal materiale raccolto, organizzeranno incontri di restituzione e di discussione con gli stessi adulti genitori, insegnanti e pediatri che sono stati parte attiva nella prima fase del progetto. Lo scopo è proprio quello di realizzare un Ascolto indiretto dei bambini, dei loro bisogni che aiuti gli Adulti che di loro si prendono cura ad una comprensione che orienti risposte adeguate.

Chiediamo alla dottoressa M. Carolina Galdo, psicoterapeuta infantile che collabora al progetto, quali disturbi sono aumentati nei bambini dopo “l’abbandono della normalità” a causa della pandemia.

«Un attento osservatorio affacciato sulle famiglie ha consentito di registrare in questo momento, a carico dei bambini, un aumento di varie forme di disturbi alimentari, dolori addominali ricorrenti, cefalee, episodi asmatici, disturbi del sonno, richiesta dei bambini di dormire nel letto dei genitori.
I bambini hanno bisogno di parole per dare senso alle loro esperienze emotive. Parole offerte dagli adulti che possano dare significato a ciò che accade sul piano di realtà e a quelle risonanze che si generano nel mondo interno del bambino. Non sempre queste parole sono a portata di mano, e questo vale sia per gli adulti che per i bambini in particolar modo in quelle situazioni nelle quali entrambi si trovano a fronteggiare qualcosa di inedito, di sconosciuto e di perturbante. Con il racconto di Agostino, intendiamo offrire ai piccoli lettori, che ascoltano attraverso la voce dell’adulto, la possibilità di ascoltarsi e di mettersi in contatto con il proprio mondo interno».

Chiediamo alla dottoressa Gemma Trapanese, responsabile del Progetto, che si avvale di psicoanalisti, psicoterapeuti dell’età evolutiva e psicoterapeuti di coppia e famiglia, quali pensa che siano i danni di un mancato intervento psicologico appropriato con i bambini, adulti del futuro, e se il diverso grado di consapevolezza della realtà sia un vantaggio.

«L’obiettivo è quello di utilizzare quanto i bambini riescono ad esprimere per aiutare gli adulti che si prendono cura dei bambini a vari livelli, a ben interpretare le loro emozioni impensabili, le loro paure e ansie di questo momento, tutti quei segnali che arrivano anche attraverso il corpo, al fine di favorire risposte adeguate ai loro bisogni.
La complessità della relazione corpo-mente impone la ricerca di una prospettiva in grado di aiutare gli adulti a capire i bambini.
L’ascolto indiretto dei bambini può offrire agli adulti tutti che se ne prendono cura di essere aiutati ad elaborare possibili risposte ben orientate, perché guidate da una attenta comprensione delle paure e delle angosce, non esprimibili e riconducibili a più profonde dinamiche interne. Il fine è quello di mettere gli adulti nelle condizioni di riconoscere in tempo i primi segnali di disagio e di malessere».

pubblicato il 24 giugno 2020