L’INTERVISTA

Le librerie riaprono le saracinesche

Franco Manna della Cartolibreria Mancini racconta a Rivista Napoli come i librai vivono questa ripartenza

di Bruno Marchionibus

Lunedì 27 aprile, a due settimane dalla loro riapertura a livello nazionale, anche in Campania librerie e cartolibrerie hanno riaperto le saracinesche, dopo quasi due mesi di chiusura forzata a causa del lock-down per il Coronavirus. Primi segnali di luce, questi, per le attività commerciali, la cui ripresa richiede approfondimenti su varie tematiche, dal sostegno richiesto al Governo per la ripartenza fino alla necessità di assicurare al loro interno il rispetto delle norme di sicurezza. Ne abbiamo discusso con Franco Manna, titolare della storica Cartolibreria Mancini, sita in via Nuova Poggioreale a Napoli.

Franco, secondo te questo è il momento giusto per ripartire?

«Sì. Quando l’11 marzo è stata disposta la nostra chiusura dal Governo centrale abbiamo subito seguito le direttive senza nessuna polemica, perché era ben chiaro che in quel momento l’interesse superiore era quello del Paese. Oggi accogliamo in maniera positiva questa riapertura, che a dire il vero a livello nazionale era già stata consentita dal Premier Conte quindici giorni fa, anche se la Campania, come Lombardia e Piemonte, aveva prorogato lo stop alle nostre attività. Inizialmente non avevamo accolto bene questa decisione, perché ci sentivamo trattati alla stregua delle due grandi regioni del Nord, che hanno purtroppo ancora un numero di casi notevolmente superiore al nostro. Poi, però, il senso di responsabilità ha prevalso, anche considerando che effettivamente il territorio campano è più densamente abitato di altri e quindi il rischio di aprire nuovi focolai era maggiore. Ad oggi consideriamo questa apertura come un segnale di ripresa; certo, aprire mezza giornata con la gente che non può andare in giro se non per acquisti necessari non è proprio il massimo, ma è comunque un segnale positivo che ci dà un po’ di coraggio».

Sei soddisfatto di quanto fatto fin qui dal Governo a sostegno delle attività commerciali o ti aspetti a breve altri interventi in merito?

«In questo momento non sono molto soddisfatto dei provvedimenti adottati, in quanto ad oggi ciò che ci è stato assicurato è l’erogazione di prestiti, mentre altri paesi europei hanno concesso soldi a fondo perduto; addirittura in Germania pare che i commercianti dovrebbero ricevere con tale modalità (uso il condizionale perché ancora non li hanno avuti) 16000 euro. È chiaro che questa è ben altra cosa rispetto alla concessione di prestiti, seppur a tassi convenienti tra lo 0,50 e massimo il 2%; insomma, non è questo quello che ci aspettavamo».

Francesco Manna con Sandro Ruotolo
Se volessimo sforzarci a trovare un aspetto positivo di questa quarantena, c’è il fatto che la gente, forzata in casa, si è trovata a riscoprire il piacere della lettura?

«Speriamo davvero che lo abbia fatto e non sia rimasta “attaccata” tutto il giorno a telefonino e computer, magari rileggendo libri che già aveva a disposizione in casa. Approfitto per ricordare Sepùlveda, scomparso pochi giorni fa; credo che tutti noi possediamo nella nostra libreria almeno un suo romanzo.
I libri hanno un grande potere, ed a questo proposito una cosa che mi ha fatto piacere è stata in questi giorni leggere le storie di diversi librai che, durante alcuni regimi come quello nazista, nonostante fossero osteggiati e di fatto considerati fuori legge, continuarono a svolgere clandestinamente la loro attività e a diffondere cultura, fino a pagare in prima persona con la deportazione i loro atti considerati “sovversivi”. Questo dà l’idea di quanto la nostra attività sia importante per la collettività».

Ovviamente la Libreria Mancini è pronta a gestire il rispetto delle norme di sicurezza?

«Certo. Abbiamo eseguito la disinfezione del locale e ci siamo muniti di mascherine e guanti. Abbiamo inoltre calcolato che in base alla nostra metratura la libreria potrà ospitare, complessivamente tra personale e clienti, sei persone alla volta. Naturalmente faremo in modo che tutti tengano la distanza prevista di un metro e 80 e che le persone tocchino il meno possibile la merce, perché, è importante ricordarlo, il virus non è ancora del tutto sconfitto e non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Come ha ricordato il Governatore De Luca dobbiamo continuare a comportarci in maniera responsabile per evitare che l’epidemia si diffonda nuovamente, dato che dal punto di vista economico non potremmo permetterci di bloccare un’altra volta tutto. Noi, da commercianti, dobbiamo essere ottimisti ed essere animati dalla convinzione che tutto possa migliorare a breve, guardando al futuro con positività».

pubblicato il 28 aprile 2020