L’INIZIATIVA

La nuova vita dei monumenti attraverso l’arte

“Il Lucernario” è un interessante progetto nell’ambito del Museo Filangieri del regista Francesco Saponaro

di Domenico Sepe

Il lucernario è un’apertura che permette ad uno sprazzo di luce di illuminare un luogo senza luce, un’apertura che connette quanto era prima oscuro con il mondo e permette di vedere il cielo.
Sotto l’auspicio di questo nome nasce il video drama Il Lucernario per la regia di Francesco Saponaro nell’ambito di un progetto che mira a far rifiorire edifici di uso pubblico attraverso l’arte del teatro.
Prima ancora di parlare dell’opera in sé, deve essere citato il grande lavoro svolto per rendere possibile questa realizzazione. Infatti, la cooperativa sociale “Me Ti”, con la partecipazione al bando SIAE “Per chi crea”, ha realizzato un progetto che prevede la realizzazione di uno spettacolo teatrale con l’uso di residenze artistiche.
Il progetto si dipana nell’esplorazione del rapporto tra sacro e profano attraverso due edifici simbolo di queste due realtà: il Museo Filangieri ed il Museo del Tesoro di San Gennaro, entrambi in via Duomo. Grazie all’uso di questi luoghi per poter realizzare il progetto si sta, al contempo esplorando il rapporto tra due estremi della società partenopea che vive, da sempre, sul sottile filo che separa la religiosità e la credenza popolare dalla sobrietà dell’istituzione pubblica. Un modo di essere che rappresenta una delle tante espressioni dell’essere di gusto tipicamente partenopeo, ben lontano dalla logica settentrionale rappresentata, ad esempio, nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
Sull’asse creato in via Duomo dai due edifici sopracitati si dipana la genesi de Il Lucernario, una residenza artistica sviluppata attraverso azioni performative site-specific ispirata alla morte sul lavoro di Salvatore, garzone di bar che nel luglio 2018, per arrotondare, accettò un lavoro extra a nero precipitando dal quarto piano e morendo. Ed ecco che allora, come vuole il nome, l’opera illumina su un segmento di vita troppo spesso dimenticato con l’obiettivo di essere non solo arte, ma vera missione civile a tutela della libertà delle persone.
Il segmento conclusivo della residenza è curato dal regista Francesco Saponaro, professionista con alle spalle già vari lavori di grande risonanza nazionale, impegnato da alcune settimane a dirigere un cast di giovani interpreti che in questo processo di elaborazione creativa è chiamato a interpretare una costellazione di ruoli che oscillano tra passato storico e presente urbano.
La prima parte della residenza ha visto la raccolta e l’analisi di documenti
dagli archivi dei due musei. La seconda ha coinvolto due autori – coordinati dallo scrittore e sceneggiatore Massimiliano Virgilio – nella stesura di un testo che prendeva spunto dai materiali reperiti nelle ricerche e dalle storie preesistenti sul territorio in cui insistono le due istituzioni museali.

È ora in pieno svolgimento la terza e conclusiva parte del progetto: un’intensa e quotidiana azione di ricerca creativa riservata a cinque attrici/attori finalizzata alla creazione di un’azione performativa a partire dalla drammaturgia originale e che il regista Francesco Saponaro ha deciso di elaborare in una sceneggiatura filmica attraverso la formula innovativa di un video drama che fonde il lavoro di messa in scena teatrale con la video arte e il documentario, in un dialogo serrato con il prezioso patrimonio artistico e le suggestioni del Museo Filangieri.
Ed il Museo Filangieri diventa luogo dell’espressione del miglior momento del pensiero napoletano. Il riferimento è, infatti, al più grande illuminista napoletano, Gaetano Filangieri, che volle creare uno spazio a disposizione di tutti dove i valori supremi dell’umanità e della libertà potessero vivere. Infatti, in una residenza artistica lunga un mese, sotto la supervisione di Saponaro, tanti spazi e sale del Museo si trasformano sino a diventare lo spazio scenico ed il set cinematografico necessario alla realizzazione de Il Lucernario. Gli ambienti, dunque, assumono una nuova veste e saranno il palcoscenico per la realizzazione della rappresentazione che ha avuto il suo debutto online a giugno.
Dovendo affrontare la situazione presente, il video drama si rivela la scelta-chiave per la costruzione dello spazio artistico richiesto dalla rappresentazione teatrale. Sarà, dunque, questo il formato per la scommessa sull’intreccio di linguaggi voluto dalla compagnia teatrale e, dalle parole dello stesso regista: «Dall’originale drammaturgia di impianto più strettamente teatrale, Il Lucernario ha assunto una sintassi di natura cinematografica». La settima arte, dunque, s’incontra con il teatro in un inedito connubio che permetterà agli spettatori di godere dei beni custoditi nel Museo Filangieri tra cui la Testa di San Giovanni Battista di Jusepe de Ribera e Incontro dei santi Pietro e Paolo condotti al martirio di Mattia Preti.
Non secondaria, in conseguenza di questo progetto, è la consapevolezza cui si può giungere attraverso gli strumenti culturali. In rima tra sorte e morte, il miracolo vero è salvarsi. Poiché la disgrazia, prim’ancora che le morti bianche, è la mancanza di diritti.

pubblicato su Napoli n.41 del 26 giugno 2021