FRAMMENTI D’AZZURRO

La nuova stagione sta per cominciare

La rosa a disposizione del tecnico rimane di buon livello e quindi nessuno obiettivo le è precluso a priori

di Giovanni Gaudiano

Che Napoli sarà? Che squadra vedremo sin dalla prima giornata?
È possibile azzardare qualche previsione?
Una certezza sembrava esserci sino a qualche giorno fa: questa sarebbe stata la squadra costruita da Gattuso. Anche il presidente alla fine del ritiro di Castel di Sangro, lanciando strali conto l’Uefa, ha dichiarato che senza la sosta per le nazionali il Napoli dell’ex campione del mondo sarebbe partito in grande spolvero sin dalla prima giornata, qualunque avversario il computer gli avesse opposto.
Il tecnico ha lavorato alacremente nel ritiro di Castel di Sangro ed è giusto ricordare come il suo impegno sia iniziato sin da quando è arrivato a Napoli. Ed allora perché ci permettiamo di dubitare su questa apparentemente scontata certezza? Cosa è cambiato?
Rino Gattuso con alcune recenti e mirate dichiarazioni si può dire che abbia cercato di fatto di smarcarsi, diremmo di defilarsi se il concetto non fosse troppo forte.
Rispondendo alle domande rivoltegli, ha detto che il suo lavoro sarà scandito dalle possibilità della società, dalle scelte che saranno fatte sul mercato ed ha indicato la qualificazione in Champions come l’obiettivo principale per la squadra.
Se due indizi a questo punto possiamo considerali quasi una prova, questa dichiarazione e la manifesta volontà di non impegnarsi con la firma di prolungamento del suo contratto, alle condizioni dettate da De Laurentiis dopo l’incontro-scontro di Capri, dicono chiaramente che non ci si trova di fronte ad un vero nuovo ciclo, anzi è come rivedere per l’ennesima volta lo stesso film.
Certo la rosa a disposizione del tecnico rimane di buon livello e quindi nessuno obiettivo le è precluso a priori, ma quando si richiede convinzione, determinazione, spirito di sacrificio ai propri tesserati sarebbe necessario aver ben chiaro cosa si stia facendo, come si voglia procedere, con chi e con quale raggiungibile obiettivo finale.
Durante il ritiro il presidente non ha fatto sconti. Le sue dichiarazioni durante le diverse interviste, le conferenze stampa, i meeting tenuti su argomenti di interesse generale, hanno portato alla luce un panorama dal suo punto di vista da rivoltare come un calzino.
In ordine De Laurentiis ha attaccato l’Uefa, la Federazione, la Lega, le televisioni, la radio ufficiale e come consuetudine tutto il mondo dell’informazione. Non ha risparmiato ovviamente il governo, il premier, l’Europa etc.
A Napoli c’è un detto, magari poco elegante ma storicamente efficace: “Non sputare in cielo che in faccia ti torna”.
Sarebbe un peccato se le intemperanze espressive, dettate spesso dalla poca stima che il presidente dimostra verso i suoi interlocutori, finissero per incidere negativamente sul lavoro che comunque si sta portando avanti.

De Laurentiis non è ben visto dal “Palazzo”, non ha in sostanza una stampa favorevole o meglio l’intero mondo dell’informazione non perde occasione per punzecchiarlo, non sembra poter contare su veri appoggi da parte dei suoi colleghi in Lega e non ha neanche il favore popolare. Può contare sulla stima verbale di alcuni opinionisti, di un nucleo ben individuato di professionisti napoletani che fanno prevalere l’equilibrio al sentimento e che fanno sempre riferimento alle sue riconosciute capacità in ambito economico-finanziario per poter giustificare nel complesso la sua gestione sportiva.
Riteniamo sia poco, sia insufficiente e non bastevole per il presidente della squadra simbolo del intero meridione. Il Napoli è riuscito ad agguantare due scudetti e vincere la Coppa Uefa non soltanto perché in campo si è potuto permettere il lusso di schierare Maradona ma per le riconosciute capacità diplomatiche di Corrado Ferlaino e l’abilità manageriale di un dirigente come Italo Allodi, senza dimenticare il successivo periodo con Luciano Moggi in cabina di regia.
Alla luce di queste considerazioni conveniamo con Gattuso che l’obiettivo della stagione, che non è affatto scontato, è arrivare al quarto posto, forse con un po’ di fortuna al terzo per poter giocare la Champions della prossima stagione e cosa più importante portare a casa (nelle casse della Filmauro) i ricchi appannaggi.
Ma siamo sicuri che questo sia l’obiettivo più giusto per il Napoli? Sono d’accordo fino in fondo l’allenatore, i giocatori e soprattutto il pubblico?
Non sappiamo se, come dice De Laurentiis, solo nel mondo occidentale il Napoli possa contare davvero su più di 83 milioni di tifosi. Se così fosse, il presidente potrebbe già da oggi prevedere che la massa degli scontenti sarebbe ingente.
Aurelio De Laurentiis, è bene chiarire, ha tanti meriti, sarebbe impossibile non riconoscerglieli. Se è possibile però, se per lui è accettabile, per una volta sarebbe giusto parlare con estrema franchezza anche delle sue aree di miglioramento nell’ambito calcistico. Chi può dirsi completo, arrivato, definito o vicino alla perfezione? Nessuno.
Si tratta di comprendere, tollerare e discutere le ragioni degli altri.
Allora, solo allora, l’obiettivo potrà apparire chiaramente all’orizzonte e potrà diventare non solo un punto d’arrivo ma forse anche quello di una proficua e continua ripartenza senza bisogno di procedere per cicli e rifondazioni.
Nel frattempo in questo numero la nostra rivista, in occasione della partenza della nuova stagione, dedica diversi servizi e approfondimenti alla figura dell’allenatore, alla sua funzione nel calcio moderno senza dimenticare che rivoluzione sia stata la creazione dell’allenatore-manager che partendo dall’Inghilterra ha raggiunto i campi da calcio di tutto il mondo.

pubblicato sul nr. 30 di Napoli del 19 settembre 2020