IL NAPOLI IN EUROPA

La finale al San Paolo contro lo Swindon Town

Nella prima edizione della Coppa Anglo Italiana nel 1970 con gli inglesi il Napoli subì una brutta e amara sconfitta

di Francesco Marchionibus

Dopo solo pochi mesi dalla sfortunata eliminazione negli ottavi di Coppa delle Fiere ad opera dell’Ajax di Johan Cruijff e Ruud Krol, il Napoli ha la possibilità di rifarsi partecipando ad un’altra competizione internazionale, la Coppa Anglo Italiana.
Il torneo tra squadre italiane ed inglesi era stato ideato l’anno precedente dal manager calabrese Gigi Peronace, ex calciatore trasferitosi a Londra e grande conoscitore del calcio inglese (grazie a lui sono arrivati in Italia giocatori come John Charles, Denis Law e Liam Brady).
Nel 1970 si gioca la prima edizione del torneo, che poi durerà fino al 1996.
Partecipano sei compagini italiane (tutte di serie A) e sei compagini inglesi (di cui quattro di Premier), suddivise in tre gironi di quattro squadre, due per nazione. Non si giocano partite tra squadre della stessa nazione e al termine del torneo vengono formate due classifiche, una per le italiane e una per le inglesi, in cui viene assegnato un punto anche per ogni gol segnato: le squadre prime classificate delle due nazioni disputano la finale.
Il Napoli che si presenta ai nastri di partenza della Coppa Anglo Italiana è reduce da un discreto sesto posto in campionato e dall’impresa solo sfiorata qualche mese prima nella sfida giocata ad armi pari con i campioni olandesi.
La rosa azzurra, che mescola esperienza e gioventù, comprende giocatori di ottimo livello, da Dino Zoff a Panzanato, da Bianchi al capitano Antonio Juliano, da Improta a Montefusco, da Barison e Manservisi fino ai veterani Altafini e Hamrin: la squadra di mister Chiappella non parte come favorita ma ha certamente le carte in regola per puntare a vincere il suo secondo trofeo internazionale.
Gli azzurri vengono inseriti nel gruppo 1 con la Juventus, lo Sheffield Weds e lo Swindon Town. Il gruppo 2 vede sfidarsi Middlesbrough, West Bromwich, Roma e Vicenza, ed il gruppo tre comprende il Sunderland, il Wolverhampton, la Fiorentina e la Lazio.
Il Napoli gioca le prime due partite in trasferta: sconfitta rocambolesca per 4-3 a Sheffield nonostante la doppietta di Barison e la rete di Bianchi e vittoria per 2-1 al County Ground di Swindon con i gol ancora di Barison e del vecchio Hamrin.
Nel ritorno al San Paolo contro lo Sheffield si scatena Altafini: tripletta del brasiliano, gol di Bianchi e ancora di Hamrin e inglesi travolti per 5-1.
L’ultima partita è in casa contro lo Swindon, gli azzurri la perdono 0-1 dopo una brutta prestazione ma nonostante la sconfitta accedono alla finale del torneo: grazie al numero di gol realizzati sono infatti primi tra le italiane davanti alla Fiorentina e alla Lazio.
Il Napoli ha la grande occasione di vincere il suo secondo trofeo internazionale, e di farlo davanti ai propri tifosi, visto che la finale del 28 maggio si gioca al San Paolo e proprio contro lo Swindon Town.

Gli azzurri partono con i favori del pronostico ma è fondamentale non sottovalutare gli inglesi: lo Swindon è una squadra tosta, reduce in patria dal terzo posto in Second Division, e che nel girone oltre ad avere già battuto gli azzurri ha sconfitto per due volte la Juve di Salvadore, Furino, Haller ed Anastasi, travolgendola addirittura per 4-0 al County Ground.
Il Napoli si schiera con Trevisan, Floris, Monticolo, Zurlini, Panzanato, Bianchi, Hamrin, Montefusco, Altafini, Improta e Barison.
Gli azzurri purtroppo sottovalutano gli avversari e pagano l’approccio sbagliato subendo il gol di Noble al 24° di un primo tempo deludente. Nella ripresa il Napoli nel tentativo di raggiungere il pareggio si sbilancia in avanti e a metà del tempo, nel giro di cinque minuti, subisce altre due reti, ancora dal centravanti Noble e da Horsfield.
La partita purtroppo è compromessa e l’occasione di vincere il primo trofeo davanti al proprio pubblico è irrimediabilmente sfumata.
Purtroppo la delusione per la sconfitta provoca momenti di grande nervosismo in campo e sugli spalti, dove si verificano disordini tra i tifosi azzurri e le forze dell’ordine, che al 79’ costringono l’arbitro Schiller a sospendere la finale.
Un epilogo amaro per il club azzurro, che con la vittoria del torneo avrebbe visto aumentare il prestigio internazionale acquisito dopo la bella Coppa delle Fiere di qualche mese prima, e che invece oltre alla sconfitta deve subire anche il danno di una pesante sanzione e della squalifica del campo.
Negli anni immediatamente successivi il Napoli si affaccerà solo saltuariamente in Europa, e vivrà i momenti migliori in Italia con il calcio spettacolo del triennio di mister Vinicio, in cui sfiorerà lo scudetto.
Per essere ancora protagonista e vincente in campo internazionale la squadra partenopea dovrà aspettare il ritorno del mister Bruno Pesaola, l’allenatore dei primi successi azzurri.
Ma, ancora una volta, questa è un’altra storia…

pubblicato il 10 giugno 2020