L’EDITORIALE

La decisione di De Laurentiis prevale sul buonsenso

Il presidente decide per l’esonero di Carlo Ancelotti nonostante la vittoria con il Genk

di Giovanni Gaudiano

“Non mi dimetterò, non l’ho mai fatto e mai lo farò”.
Sono poche parole estratte tra tutte quelle lucide, precise, puntuali, ragionevoli, ponderate che Carlo Ancelotti ha pronunziato dopo la gara con il Genk, che ha promosso il Napoli agli ottavi di finale di Champions League.
Il messaggio era diretto alla società, al presidente che era in tribuna ed appariva combattuto tra un sorriso ed un ghigno pieno di perplessità: il primo simile a quello di Paperon de Paperoni alla vista dei dollari che arriveranno per il prosieguo dell’avventura in Champions ed il secondo frutto di un pensiero più complesso che partiva probabilmente dalla decisione controversa che aveva oramai preso.
La svolta che De Laurentiis pensa di aver innescato ci si augura ci sia, anche se non si ritiene che sostituire Ancelotti con Gattuso possa essere la soluzione a tutti i problemi che palesa il Napoli in questo momento.
Il campo, i risultati forse smentiranno questo pensiero e saremo tutti felici di poter ammettere di aver sbagliato, si vedrà.

Carlo Ancelotti con il nostro direttore Giovanni Gaudiano

Onore va alla indiscutibile professionalità di Carlo Ancelotti, l’unico che si sia assunto la responsabilità in questa incomprensibile situazione, critico invece è il pensiero nei confronti del presidente che solo pochi giorni fa aveva manifestato ben altro pensiero sulla guida tecnica della sua squadra e che forse pretendeva dal tecnico le dimissioni per i motivi che mai spiegherà ma che probabilmente sono solo di natura economica.
De Laurentiis a questo proposito dovrebbe ricordare come la sua posizione sia prestigiosa, sia importante ma soprattutto presenti degli oneri, delle responsabilità, dei doveri non solo contrattuali.
Napoli non è una città qualunque, lui non è un uomo qualunque e la squadra non è soltanto un patrimonio suo, economicamente parlando, ma anche della città, perché ne porta il nome. Poi c’è la passione di un pubblico unico nel mondo che in questi anni una politica in generale poco accorta ha fatto affievolire, come dimostrano i dati in continuo calo sull’afflusso allo stadio.
È difficile ora augurare Buon Natale e Buon Anno a Carlo Ancelotti ma desideriamo farlo comunque, la sua avventura a Napoli è stata troppo breve ed il solo pensiero che il presidente abbia preferito, come accade quasi sempre, salvaguardare il suo investimento, la squadra, al suo allenatore fa male soprattutto se si pensa che avrebbe voluto che il tecnico si dimettesse.
Ora buon lavoro a chi arriverà, buon lavoro al presidente che ha bisogno di questo augurio, visto che sarà impegnato per sistemare prima lo spogliatoio e poi i rinnovi contrattuali di tanti giocatori che forse prenderanno la palla al balzo per chiedergli di essere ceduti, non ci si riferisce a Callejon e Mertens, visto che non sarà possibile esonerarli.
Ma forse, a ben pensarci, era proprio quello che De Laurentiis voleva che accadesse?

pubblicato 11 dicembre 2019