L’APPROFONDIMENTO

La Dea e Gasperini all’esame di maturità

Luci nerazzurre a San Siro per la Champions League ma in questa occasione non sono per l’Inter

di Francesco Marchionibus

Questa sera al Meazza di Milano va in scena la sfida di andata degli ottavi di finale di Champions League tra Atalanta e Valencia. L’impegno per gli uomini di Gasperini appare certamente ostico, per la caratura e l’esperienza degli avversari, ma non impossibile. Il Valencia, che è uno dei club più titolati di Spagna, ha vinto sei campionati (gli ultimi due, nel 2002 e nel 2004, con Rafa Benitez in panchina), otto Coppe del Re e una Supercoppa Spagnola. Fuori dai propri confini invece ha vinto una Coppa Uefa, una Coppa delle Coppe, due Supercoppe Europee, due Coppe delle Fiere e una Coppa Intertoto; ha anche disputato due finali consecutive di Champions League, nel 2000 con il Real Madrid e nel 2001 con il Bayern Monaco, quando alla guida c’era l’argentino Hector Cuper, perdendole entrambe. Attualmente occupa il 25° posto del ranking europeo.
Disputa le partite casalinghe allo stadio Mestalla, il più antico di Spagna, un impianto da 55mila posti inaugurato nel 1923 e ristrutturato nel 1973, che prende il nome dall’omonimo torrente che scorre ancora oggi sotto la sua struttura.
Dal 2014 il 70% della società è di proprietà dell’imprenditore Peter Lim, inserito dalla rivista Forbes all’ottavo posto fra le persone più ricche di Singapore con un patrimonio netto stimato in 1,6 miliardi di dollari. Dopo alcuni anni anonimi, la squadra ha raggiunto nelle ultime stagioni buoni risultati, con due quarti posti in campionato e soprattutto con la vittoria nel 2018-19 della Coppa di Spagna.
L’ottima rosa di calciatori, che ha un valore stimato in 529,5 milioni di euro, ha come elementi di spicco il centrocampista Carlos Soler e l’attaccante Rodrigo, oltre agli italiani Florenzi (in prestito da gennaio) e Piccini e l’ex interista Kondogbia. L’attuale allenatore è Albert Celades, in precedenza vice di Lopetegui con il Real e CT dell’under 21 spagnola, subentrato nello scorso settembre a Marcelino. Da segnalare che a seguito dell’avvicendamento in panchina i calciatori del Valencia si sono resi protagonisti di un mini-ammutinamento, rifiutandosi di accompagnare il nuovo tecnico nella conferenza stampa prima del debutto in Champions League col Chelsea. Nonostante le polemiche iniziali però la squadra con Celades è migliorata sia nel gioco che nei risultati, ha raggiunto la qualificazione agli ottavi di C.L. e in campionato attualmente è 7^ in piena lotta Champions.
Il Valencia gioca prevalentemente con il 4-4-2 ma applica anche il 4-3-3, segna molto (è il quarto attacco della Liga con 27 reti) ma subisce anche molto (24 gol presi con una media di uno a partita nelle gare casalinghe).

L’Atalanta, che insieme al Genoa è la squadra che ha vinto più volte la Serie B, è ovviamente molto meno titolata: nella sua storia ha conquistato solo una Coppa Italia, nel ‘62-’63, e come miglior piazzamento in Serie A ha ottenuto il terzo posto della scorsa stagione, che le è valso la partecipazione all’attuale Champions. In campo internazionale (dove attualmente occupa la 56^ posizione del ranking) ha partecipato per quattro volte alla Coppa UEFA/Europa League e per due volte alla Coppa delle Coppe, torneo in cui ha ottenuto il miglior risultato a livello europeo con la semifinale disputata nel 1987-88, quando militava nel campionato cadetto ed aveva alla guida Emiliano Mondonico. Un palmares da “provinciale di lusso”, comunque soddisfacente in rapporto alla storia e alle dimensioni del club lombardo. Ma la società orobica negli ultimi anni è divenuta sempre più un modello vincente di programmazione e di gestione, come testimoniato dai risultati sportivi ed economici in continuo miglioramento. Un ruolo fondamentale nella crescita dell’Atalanta lo ha rivestito il presidente Antonio Percassi, in carica (dopo una prima breve parentesi dal ‘90 al ‘94) dal giugno 2010.
Percassi è un ex calciatore della Dea, in cui ha militato per sette stagioni negli anni settanta, che una volta appese le scarpette al chiodo si è dimostrato un abilissimo imprenditore avviando in diversi settori una serie di attività che lo hanno portato a raggiungere nel 2017 con la sua holding Odissea un volume di affari complessivo superiore agli 800 milioni di euro.
Il presidente ha trasferito le sue abilità imprenditoriali nella gestione del club orobico dandogli un’impostazione moderna, e attenta alla continua evoluzione del calcio italiano e internazionale. Dopo aver acquistato nel maggio 2017 per la cifra di 8,6 mln lo stadio di Bergamo, l’Atalanta nel luglio 2019 ha concluso un accordo con l’azienda elettronica Gewiss cedendole per sei stagioni i diritti di naming del complesso sportivo, che ha preso il nome di Gewiss Stadium. La Gewiss, che offre soluzioni impiantistiche d’avanguardia e realizza sistemi completi per l’illuminazione di campi sportivi, affiancherà l‘Atalanta nei lavori di riqualificazione dello stadio, per i quali è previsto un investimento di 40mln di euro.
Un altro fiore all’occhiello della società bergamasca è il centro sportivo di Zingonia, dove si allenano sia la prima squadra che le formazioni giovanili. L’impianto comprende 5 campi di calcio regolari, uno per il calcio a 7 e uno “polivalente”, tutti illuminati e con tribune per gli spettatori.
Il centro è anche attrezzato con sala wellness, sala massaggi, vasche per il ghiaccio, piscina, palestre, sala riunioni, uffici, oltre che ovviamente con spogliatoi per squadra e staff tecnico. Per i giovani il centro è un ambiente ideale per allenarsi e per crescere a contatto con i calciatori già affermati. Ed infatti il settore giovanile dell’Atalanta, per tradizione tra i migliori in Italia ed in Europa, negli ultimi anni ha raggiunto risultati di eccellenza.

Nel 2014 uno studio del “CIES Football Observatory” lo ha collocato addirittura all’ottavo posto nel mondo per numero di giocatori provenienti dalle giovanili che giocano nei 5 campionati europei top. Ovviamente il gran numero di giocatori di valore prodotti dal vivaio atalantino rappresenta per la società anche una importantissima fonte di ricavi. Ed è anche grazie a questi ricavi, insieme alla grande competenza nel fare mercato, che la società orobica negli ultimi anni si è costantemente rafforzata ottenendo contemporaneamente saldi attivi dal calciomercato (l’ultimo si è chiuso con una differenza positiva di oltre 45mln).
Tutte le premesse di carattere organizzativo ed economico hanno trovato poi nelle ultime stagioni il riscontro del campo e dei risultati grazie al lavoro del tecnico Gasperini, che ha dato alla squadra una precisa identità valorizzando al massimo le capacità di ogni calciatore (la rosa dell’Atalanta ha un valore stimato in 297,6 mln) all’interno di un sistema di gioco sempre più collaudato. Intensità, velocità, compattezza e anche trame di gioco piacevoli, insieme ad una sempre maggiore consapevolezza dei propri mezzi, hanno permesso anche quest’anno all’Atalanta di stare nei piani alti della classifica di serie A, e le hanno consentito di approdare agli ottavi di C.L. E allora anche se in base alla tradizione dei club, al ranking, al valore delle rose ed ai risultati raggiunti in passato i pronostici dovrebbero essere tutti dalla parte degli iberici, se consideriamo la crescita esponenziale del club orobico, lo stato di forma attuale della squadra bergamasca e l’entusiasmo che sta coinvolgendo tutto il “pianeta Atalanta” possiamo pensare che le chances della Dea di passare il turno non siano poche.

pubblicato il 19 febbraio 2020