/ L’EDITORIALE

La città di Napoli e la sua Universiade

Manca poco all’inizio della seconda competizione più importante al mondo dopo le Olimpiadi. Mercoledì la cerimonia d’apertura

di Giovanni Gaudiano

Le Universiadi del 2019 sono state assegnate a Napoli!

Si era nel marzo del 2016. La notizia provocò perplessità e dubbi sull’opportunità di tale scelta. Questo non perché Napoli non fosse adatta o non avesse i requisiti giusti per ospitare una manifestazione simile ma per le difficoltà che affliggono la nostra città.

A Napoli si riconosceva il diritto di organizzare una tale manifestazione, d’altronde parlando di sport universitario appariva evidente come nella capitale del sud risiedesse una della più antiche università d’Europa e del Mondo, la Federico II, che si vuole fondata nel giugno del 1224 proprio dall’imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia di cui porta il nome. E poi come tralasciare il fatto che Napoli è una delle più belle città del mondo dove l’intelligenza, la cultura, l’ospitalità e lo sport sono argomenti quotidiani.

Prevalevano nei commenti negativi le solite idee preconcette su una città che al contrario è operosa, capace, effervescente, fantasiosa e aperta alle novità. Chi dubitava faceva leva sugli abituali ritardi e sulle difficoltà che sarebbero sorte nell’esecuzione dei lavori necessari per l’organizzazione dell’evento. Mancano pochi giorni alla cerimonia d’apertura e in tutti c’è la sensazione che, anche se con un “pochino” di ritardo e con quale rincorsa dell’ultimo momento, ancora una volta tutto andrà a buon fine.

È una considerazione che ci porta a dire che la nostra capacità è davvero notevole. A Napoli quando si vuole e si deve fare qualcosa per un termine fissato si frantumano record, si superano problemi, ci si mette d’accordo e i cittadini sopportano tutti i disagi conseguenti senza battere ciglio.

Disegno di Giancarlo Covino

Detto di come Napoli fosse una sede ideale, è adesso il momento di accennare all’evento sportivo.

Saranno 18 (la Ginnastica è presente come artistica e ritmica) le discipline nelle quali si gareggerà durante i 13 giorni riservati alla XXX^ edizione di questa manifestazione. Questa del 2019 segna il sessantesimo anniversario da quando nel 1959 Torino organizzò la prima Universiade grazie alla spinta ed alla passione di Primo Nebbiolo. I paesi partecipanti saranno 128 con circa 7.500 atleti, equamente divisi tra maschi e femmine, che saranno ospitati in porto su tre grandi navi da crociera. L’universiade napoletana registrerà il suo record di partecipanti dell’edizione nelle due discipline regine: l’Atletica leggera con circa 1800 iscritti tra uomini e donne ed il nuoto che vede ai nastri di partenza oltre 900 atleti. L’Italia con 360 iscritti avrà il record dei partecipanti. Saranno oltre 60 gli impianti sportivi dove si svolgeranno gare, allenamenti e che in questi giorni sono oggetto di febbrili lavori di ristrutturazione ed adeguamento.

La fiaccola arriverà a Napoli il 2 luglio, giorno in cui inizieranno alcuni tornei, dopo un viaggio lungo un mese dalla partenza avvenuta proprio a Torino, città simbolo per la nascita delle Universiadi. La cerimonia di apertura, ideata e realizzata da Marco Balich, avrà luogo mercoledì 3 luglio allo Stadio San Paolo e saranno alcuni olimpionici napoletani a portare la torcia sino al braciere e precisamente: Sandro Cuomo, Giuseppe Maddaloni, Franco e Pino Porzio, Giuseppe Abbagnale, Mauro Sarmiento, Diego Occhiuzzi, Claudio Pollio e Giuseppe di Capua. “Apriremo i Giochi con una cerimonia tipo Olimpiadi”. Lo spettacolo che l’ing. Basile ha così definito vedrà l’esibizione della cantante Malika Ayane.

Messe quindi da parte le perplessità, le difficoltà e le rincorse, è il momento di aprire le braccia e godersi l’Universiade napoletana.

pubblicato sull’inserto speciale dedicato alle Universiadi di Napoli n.11 del 16 giugno 2019