/ LA CITTÀ

La Chiesa gioiello della Pietrasanta

La basilica di Santa Maria Maggiore merita una visita soprattutto per la sua bellezza e la sua unicità

di Marina Topa

“Guardate la Pietrasanta, vedrete una chiesa. Entrate dentro, vedrete la bellezza”

Raffaele Iovine, Presidente Ass. Pietrasanta Polo Culturale Onlus

Nel cuore di Napoli, in via dei Tribunali, una delle strade più caratteristiche del nostro centro storico, fu edificata nel VI sec. sui resti del tempio greco di Diana la Basilica di Santa Maria Maggiore. Secondo la leggenda gli abitanti della zona, afflitti dalla convinzione che il luogo fosse infestato dal demonio, si rivolsero al vescovo Pomponio affinché suggerisse loro la modalità migliore per risolvere il problema. Sulla base di questa esortazione il vescovo, nel 525, la trasformò in basilica e decise di dedicarla alla Vergine Maria: questo gioiello del patrimonio artistico Partenopeo fu la prima chiesa della città ad essere dedicata alla Madonna.

La struttura originaria della Basilica presentava una pianta a tre navate divise da diciotto colonne e con cupola centrale, l’ ingresso era anticipato da un porticato, dove probabilmente in seguito furono costruite la Cappella Pontano e la Cappella del Salvatore. La struttura attuale risale invece alla ricostruzione progettata tra il 1653 e il 1678 da Cosimo Fanzago, che la realizzò in stile barocco. Altri restauri furono realizzati tra il XVIII e il XIX secolo ma i più incisivi risalgono a quelli effettuati negli anni ’70 del secolo scorso che rimediarono ai numerosi danni che la basilica subì durante la seconda guerra mondiale. Fu durante queste operazioni di restauro che fu recuperato un interessante mosaico di età tardo repubblicana e alcune strutture in tufo e reticolato. La basilica venne detta anche “della Pietrasanta” perché al suo interno era custodita una pietra che, secondo la tradizione, una volta baciata dava l’indulgenza, particolare che indubbiamente ampliava il numero dei visitatori attirandoli anche tra coloro poco interessati dall’aspetto più propriamente religioso o artistico (in essa è possibile ammirare anche due sculture in stucco di David e San Simone, eseguite da Matteo Bottigliero).

Notevole impulso al richiamo del grande flusso turistico che si dimostra sempre più attratto dalla Napoli antica, tra mito e tradizioni, lo sta dando l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale, nata nel 2011 e fondata da Raffaele Iovine, attuale presidente, che è diventata Onlus nel 2018 … una delle tante Onlus che permettono di non cancellare il patrimonio culturale quindi artistico, umano, folkloristico, storico, letterario, ecc. della nostra città. L’associazione presentò un progetto di riqualificazione della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, che nel 2011 le ha permesso di ottenere un contratto di comodato da parte della Diocesi di Napoli; cosa che ha permesso che il polo fosse riconosciuto come sito di interesse storico e culturale, determinante per l’ingresso della Basilica nel piano di valorizzazione dei siti Unesco.

Il numero dei visitatori è in continua crescita grazie alle numerose iniziative dell’associazione: visite guidate teatralizzate, concerti e mostre come quella di Chagall che attireranno turisti stranieri ma anche tanti napoletani che vorranno approfittare per visitare anche questo gioiello architettonico ed il suo intero complesso.

pubblicato su Napoli n.6 del 21 febbraio 2019