FRAMMENTI

Koulibaly e Manolas gli insostituibili

Ci sono giocatori di cui il Napoli non può fare a meno. Nonostante le difficoltà difensive gli azzurri avrebbero meritato più punti

di Giovanni Gaudiano

Gli argomenti che hanno occupato il mondo dell’informazione sul Napoli negli ultimi periodi sono stati diversi. Si è parlato della quota abbonamenti, della campagna acquisti, di investimenti e bilanci con interventi da parte di autorevoli opinionisti, soprattutto televisivi, che con professionismo cercano di accattivarsi il favore popolare, l’audience per tenere in piedi contratti di rilievo. La città non ha bisogno di questi imbonitori e la squadra tanto meno.

ABBONAMENTI

La tendenza verso quello che appare come un disamore è ragionevole pensare che abbia diverse motivazioni. Certo è vero ed è plausibile che il tifoso medio voglia vedere gli azzurri arricchire la bacheca ma chi non ricorda lo stadio strapieno quando si sapeva che non si sarebbe potuto competere per nulla già in partenza? Maurizio de Giovanni, attento e acuto osservatore della cose partenopee, ha formulato una diagnosi largamente condivisibile: “Il San Paolo è uno stadio con molti posti e quindi è possibile reperire il biglietto anche all’ultimo momento e poi gli orari spesso sono scomodi perché le ragioni televisive impongono al Napoli di giocare spesso di sera”. Altri hanno tirato in ballo lo scudetto mancato nel 2018, altri ancora pensano che De Laurentiis non sia simpatico mentre taluni ritengono che l’offerta televisiva abbia annacquato la passione da stadio. La verità è presente in tutte queste ipotesi e si può anche azzardare evidenziando come l’apporto della provincia, da sempre serbatoio del tifo azzurro, è diminuito per il tempo da impiegare per andare allo stadio. C’è anche da considerare il fattore economico che spesso viene sottovalutato, anche se va considerato lo sforzo fatto dalla società per rendere più accessibili gli abbonamenti. Poi ci sono le gare di Champions, alle quali nessuno vuole mancare, dove il costo è ovviamente più elevato. La stagione che sta vivendo il Napoli probabilmente ad un certo punto fornirà qualche risposta che, ben analizzata, ci dirà quale componente di questo discorso è la più giusta.

MERCATO

È bastato che il Napoli ingaggiasse Manolas perché quelli che “sanno di calcio” parlassero di una difesa tra le più forti d’Europa, salvo rivedere i giudizi dopo i sette gol nella prime due partite. Anche in questo caso la verità sta nel mezzo e forse il presidente poteva evitare qualche giudizio sui giocatori scesi in campo allo Stadium. De Laurentiis si è affrettato anche ad affermare che l’allenatore coglie la volontà dei giocatori più importanti di essere in campo e quindi sceglie la squadra considerando una serie di opportunità. Qui una ragionevole critica va mossa: Maksimovic, Luperto e Tonelli, i naturali sostituti di Koulibaly e Manolas, anche al massimo della forma non valgono i titolari non ancora in forma piena. Il discorso coinvolge quindi il mercato. Il Napoli ha lavorato bene per i capitali impiegati pari quasi allo zero se si considerano le uscite, gli incassi sicuri per la prossima stagione e i pagamenti dilazionati per chi è arrivato. Va dato quindi il giusto riconoscimento a De Laurentiis, a Chiavelli e a Giuntoli ma anche ad Ancelotti che, facendo di necessità virtù, senza stravolgere i piani finanziari della società ha consigliato giovani già pronti ma con una grande prospettiva, con l’unica eccezione per l’innesto di un solo uomo d’esperienza (Llorente) per arricchire e differenziare l’attacco senza spendere praticamente nulla. La conclusione di questo editoriale è riservata al presidente per augurargli un buon lavoro nella commissione dell’Eca nella quale è stato inserito. È solo un primo passo, è un riconoscimento e non va considerato come un punto d’arrivo. La storia dell’Eca è particolare, le società che l’hanno voluta vantano dei diritti che sanno di corporativismo. Se Aurelio De Laurentiis ritiene di essere una novità in un “mondo di parrucconi”, deve approfittare di quest’opportunità per stringere amicizie ed accordi per la sua società e per la nostra città.

pubblicato su Napoli n.15 del 28 settembre 2019