L’INCOGNITA

Insigne: un rinnovo bello e (im)possibile

Una storia importante. Eppure al bivio. Trent’anni compiuti e un altro solo anno di contratto. Nel momento migliore della carriera

di Francesco Modugno

Dieci decimi di Insigne. Come quel numero che porta luccicante dietro la schiena. Icona e orgoglio. Simbolo del talento, bandiera del calcio di una Nazione. Il numero di quelli bravi. Che hanno fatto la storia azzurra. Rivera, Antognoni, Baggio, Del Piero, Totti… E ora lui. Il meglio! Mai era accaduto prima, tra Europei e Mondiale. Un dieci napoletano. Il dieci del Napoli. Il dieci che gli appartiene per colpi e genio. Ma che mai ha potuto avere. E onestamente neanche ha mai reclamato. Qualche foto se l’è sì fatta da ragazzino. E l’ha legittimamente magari anche sognata. La 10 qui è però un totem. È devozione e reliquia. È di Diego per sempre. E Diego lui se l’è tatuato addosso.
E allora si tiene stretta questa. Azzurra comunque; con quel nome, il suo, che è di fatto anche aggettivo di se stesso. Dal vocabolario: «Dicesi insigne di persona che si distingue per singolari doti, pregi, meriti, qualità». Insomma, l’insigne Insigne. Il 10 spesso con lode e acclamazione generale.
Insigne è ormai di tutti, è nazional-popolare; ha valicato i confini, rappresenta il Paese, è indipendente dalla squadra di club.
Ha uno status acquisito. Titoli e galloni. Che pure – paradossalmente – proprio a Napoli sono discussi. Quasi negati. La sua Napoli. Certi sussurri ancora si sentono. Basta una partita sbagliata, ancor più poi se è quella decisiva. Il capro espiatorio. Quello da additare. Un tiro a giro finito in curva ed ecco la litania. È la Napoli che da mamma si fa matrigna; che dai suoi figli pretende sempre di più; indifferente anche ai numeri, sebbene oggettivi.
109 gol fin qui; tanti di inequivocabile bellezza e quasi un centinaio di assist. Lassù, in alto. Tra i primi di sempre in ogni classifica speciale, anche delle presenze; e con la possibilità di scalarle tutte. Di comandarle. Insigne sta lì. Tra i bomber ha staccato Cavani e Sallustro. E adesso è a sei reti da Maradona; davanti ci sono solo Hamsik e Mertens. E anche per le presenze è appena giù dal podio; dietro Juliano, Bruscolotti e ancora Hamsik.
Una storia importante. Eppure al bivio. Trent’anni compiuti e un altro solo anno di contratto. Nel momento migliore della carriera. Maturità e continuità accertata. Valore riconosciuto. Apprezzamenti e titoloni. Dunque, grandi, pure le ambizioni; di ogni tipo. Il momento delle scelte; tipiche dell’età. Avrà opportunità e proposte, nuovi stimoli da cercare, valutazioni da fare e decisioni da prendere. Col cuore che però batte qua, pulsa a Napoli. Casa sua. La squadra sua.
Nella trattativa del rinnovo tutto sposterà. Tutto conta. Tutta ne determinerà l’esito. E a trattare si è in due. Il calciatore e la società. L’appuntamento è a dopo gli Europei, quando tutto sarà più chiaro. Scenari e ricchezza del mercato; corteggiatori platonici e reali acquirenti. E soprattutto saranno chiare le volontà, quelle ora solo percepibili. Date per scontato.
Ragione e sentimento dunque, e non per forza di cose opposte. Tutto sarà messo sul tavolo di un discorso da impostare; per certi versi da cominciare. Gli approcci hanno aperto varchi ora da percorrere.

Insigne e il Napoli è il romanzo di una vita. Scoperto da Peppe Santoro. Acquistato per 1500 euro più un po’ di palloni e un paio di biglietti di tribuna per assistere a un Napoli-Juventus. Un affare, non solo di cuore. I primi veri calci al pallone e i guadagni. Speranze e attaccamento. Dalle giovanili alla fascia da capitano. Dal Viareggio alla Champions. Dal debutto in A a Livorno con Mazzarri in panchina all’ultima esaltante stagione con Gattuso: diciannove gol e undici assist. Il miglior Insigne o quasi. Perché super lo era stato anche con Sarri. E così con Benitez, si era guadagnato i mondiali. Ora ha la stima di Mancini. Totale. E un obiettivo in testa che tiene per ora apparentemente lontano quella scadenza che pure tornerà a breve nei suoi pensieri: 30 giugno 2022. E la data è più vicina di quel che sembra; il calendario del calcio(mercato) ha altri tempi. E infatti ci pensa Vincenzo Pisacane, il suo procuratore. E ci pensa – ovvio – anche il Napoli. Che di Insigne ne riconosce le virtù tecniche e morali. Ma anche le aspirazioni economiche.
Il rischio è il tormentone. Una trattativa fatta e recitata, come da copione di ogni negoziazione. Ognuno farà la propria parte; rivendicando condizioni e trattamenti migliori, ostentando potere e alternative. Ma tendendo sempre la mano. Un rinnovo bello e (im)possibile.
Due i fronti. Insigne il campione all’ultimo grande contratto. Il Napoli la società solida e forte, ma comunque stressata nei conti e minata nelle strategie da una pandemia di sistema. Certezze e dubbi e due le opzioni. Offerta indecente e spiazzante da una grande d’Europa o trattativa potenzialmente lunga un anno; con lo spettro di arrivare a febbraio con Insigne libero di firmare per chi vorrà. Tanti i fattori. Il progetto, i legami e gli affetti, famiglia, denaro e immagine. E in più quella pressione addosso – ambientale e ancor più mediatica – da gestire in una città che non sai mai dov’è che si schiererà: qua o là, mischiando anima e portafogli, facendo proprie le sue verità.
Insigne è il capitano di fatto a scadenza. E non è il primo negli ultimi anni. Come già in passato, quando il calcio era un altro e altre erano anche le regole e a ogni rinnovo Totonno Juliano si impuntava trattando allo spasimo. Di recente ci è passato Paolo Cannavaro. Napoletano della Loggetta partito una notte in treno verso Sassuolo. Non andò benissimo. E anche per Hamsik fu un tiramolla di quattrini e volontà miste. Laute offerte, false ritirate, rilanci e tweet per bloccare (prima) e poi liberarlo per il Dalian. Quel Marek Hamsik era l’uomo di tutti i record. Quelli che Insigne può però battere. Ma ad una sola condizione: che rinnovi.
Una firma per la vita. D(i)ecideranno il Napoli e Insigne. Spalletti osserva interessato. Di 10 ne capisce.

*giornalista Sky Sport

pubblicato su Napoli n.41 del 26 giugno 2021