L’arbitro Concetto Lo Bello al lancio della monetina

/ TESTIMONE DEL TEMPO

Indagine fiscale su Lo Bello dopo i tre rigori a Ferrara

Nel 1967 il Napoli vinse 4 a 1 sulla Spal. Dopo poco tempo si verificò questa curiosa coincidenza

di Mimmo Carratelli

La prima domenica di febbraio del 1967 a Ferrara fu un indimenticabile pomeriggio di ombrelli e calci di rigore sotto il cielo della Bassa, pesante di nuvole, cavalloni di nuvole nere e grigie, pioggia continua. Si giocò Spal-Napoli nella seconda allegra stagione azzurra con Sivori e Altafini, l’impareggiabile Petisso in panchina.

Ci divertivamo un mondo. Un grande entusiasmo attorno alla squadra rilanciata da Roberto Fiore, il presidente dei centomila cuori. San Paolo gremito con 69.344 abbonati. Il Napoli giocava per l’alta classifica. Era arrivato terzo l’anno prima, la prima stagione di Altafini e Sivori, continuava a respirare l’aria dell’alta classifica e, in certe domeniche, dava spettacolo.

Arrivammo a Ferrara la settimana dopo che avevamo perso a Vicenza. Il Napoli era quarto con 23 punti, l’Inter di Herrera il Mago prima a quota 28, seconda la Juventus dell’altro Herrera, Heriberto, a 26 punti, terzo il Cagliari di Gigi Riva a 25 punti.

Stadio strapieno, campo ridotto a una unica pozzanghera. Il Napoli schierò una delle migliori formazioni di quei tempi: Bandoni; Nardin, Girardo; Ronzon, Panzanato, Bianchi; Canè, Juliano, Orlando, Altafini, Sivori. Era il 5 febbraio 1967. Pesaola si portò in panchina i soliti due pacchetti di sigarette. Si cominciò nel pantano. Nella Spal giocavano Osvaldo Bagnoli e Fabio Capello, mezzeali.

Bruno Pesaola

Dopo venti minuti Juliano andò a segno con un gran diagonale dal limite. Partita in discesa. Cinque minuti dopo lo stopper Moretti sgambettò in area Canè, rigore realizzato da Altafini.

L’arbitro era Concetto Lo Bello, un monumento di uomo siciliano. Ai giocatori che protestavano offriva il petto. Molti che arrivavano di corsa per protestare, su quel petto rimbalzavano. Assoluto dittatore del fischietto. Un giorno a Firenze lo canzonarono dagli spalti: “Duce! Duce”. Lo Bello accordò un secondo rigore al Napoli. Bertuccioli falciò in area Ottavio Bianchi. Josè centrò il secondo penalty.

A questo punto, lo stadio si irritò con Lo Bello. Alla caduta di ogni azzurro in qualsiasi zona del campo cominciò a gridare: “Rigore! Rigore!”. Lo Bello concesse un terzo penalty al Napoli per fallo di mani di Moretti sul cross corto di Canè. Dagli undici metri, implacabile Altafini. I rigori c’erano tutti e tre. La partita finì 4-1 per il Napoli (autogol di Nardin per i ferraresi) e qualche tempo dopo si registrò una curiosa coincidenza. Il ministro delle finanze Luigi Preti, ferrarese, ordinò una indagine fiscale su Concetto Lo Bello. I tre rigori di Ferrara furono peggio di Equitalia.

È il ricordo più curioso degli incontri fra Napoli e Spal che sono stati avversari anche in serie B e in serie C. Trentadue confronti con 17 vittorie azzurre, 6 pareggi e 10 sconfitte. Al San Paolo 11 vittorie del Napoli, 2 pareggi, 3 sconfitte. Nella prima metà degli anni Cinquanta, il cannoniere azzurro contro la Spal fu Amedeo Amadei, sei gol in sette partite. Nella seconda metà, Vinicio (sei gol in dodici gare). La stagione 1965-66, contro la Spal, fu il trionfo di Canè. Un rigore più due gol nel 4-2 al San Paolo, un gol e un rigore nel 2-1 a Ferrara. La Spal è tornata in serie A nella stagione scorsa. Il Napoli l’ha battuta due volte. Fuori casa, decisivo il gol di Ghoulam (3-2) dopo le reti di Insigne e Callejon. A Fuorigrotta un risicato 1-0 firmato da Allan.

 

Cané, Altafini e Sivori: il trio d’attacco del Napoli nel 1967

pubblicato su Napoli n.4 del 22 dicembre 2018