La Mariée di Chagall realizzata nel 1950

/ L’EVENTO

“Il Sogno d’Amore”

di Marc Chagall

Fino al 30 giugno la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta

ospiterà una mostra del grande artista bielorusso

di Lorenzo Gaudiano

Il cuore pulsante di Napoli con la sua storia, le sue tradizioni, i suoi misteri e le sue attrazioni turistiche ben volentieri si presta per un tuffo nel passato, per celebrare le forme d’arte di un tempo lontano ma destinate comunque ad essere ammirate in eterno.

Non c’è luogo più adatto della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, sita in via dei Tribunali, per ospitare le 150 opere e più di un artista poliedrico e geniale come Marc Chagall, che nella sua vita ha saputo, e dovuto al tempo stesso, affrontare tante difficoltà come la Rivoluzione russa, le Guerre mondiali, la minaccia del nazismo per la sua origine ebrea e la perdita dell’amore della sua vita, Bella Rosenfeld. Più che essere abbattuto da quest’insieme di sciagure, l’artista bielorusso naturalizzato francese ne è risultato arricchito. Il suo talento non ne ha risentito, ha continuato ad incrementarsi grazie anche ai contributi delle avanguardie novecentesche e della Scuola di Parigi, per poi sbocciare in una forma d’arte varia e ricca di colore.

Chagall non è stato soltanto un pittore, come le sue meravigliose opere certificano, ma anche un viaggiatore: da Vitebsk, città natale, a Parigi, passando per la Spagna, il Portogallo e gli Stati Uniti, dove si rifugiò per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti. Ciò ha consentito all’artista di esplorare con la sua pittura mondi diversi: prima quello reale; poi quello fiabesco; infine quello biblico. Oltre a notevoli contributi per il teatro, Chagall realizzò anche opere monumentali come: le pitture murali per l’Opera di Parigi e il Metropolitan di New York; le vetrate per le cattedrali di Metz e Reims; i mosaici per il nuovo Parlamento di Gerusalemme e per l’Università di Nizza. Un artista straordinario, a cui la curatrice spagnola Dolores Durán Úcar ha dedicato una mostra prodotta ed organizzata dal Gruppo Arthemisia, che sarà visitabile sino al 30 giugno 2019.

“Sogno d’amore” è il tema della rassegna, che in quattro sezioni racconta il percorso biografico ed artistico di Chagall attraverso le sue opere. Il Compleanno, La Passeggiata, Sopra la città e Parigi dalla finestra sono soltanto alcune delle opere presenti, pronte a catturare lo sguardo dei visitatori e ad attirarlo in un mondo onirico, dove il confine tra realtà e fiaba è davvero sottile, difficilmente individuabile. Tutto all’insegna del grande amore provato dall’artista per la sua amata, persa prematuramente, che fu la sua musa ispiratrice. Dopo quel tragico evento restò un vuoto nella sua anima, consolata però dalla sua smisurata passione per l’arte e dal suo irrefrenabile talento. 

Dopo Escher, Napoli ospiterà la produzione di un altro grande artista, capace di raccontare la propria travagliata vita attraverso le sue bellissime opere. Con la visita alla mostra è d’obbligo una rilassante passeggiata per Via dei Tribunali, magari fermandosi in una delle note pizzerie, per entrare in contatto con la storia e l’atmosfera partenopea e deliziare l’animo con la creatività e la vivacità cromatica di Marc Chagall.

Con la moglie Bella Rosenfeld

La parola a Chagall:

“Forse vi chiederete perché ho dipinto capre e pesci che volano, violinisti con la faccia verde appollaiati sui tetti, case che galleggiano nel cielo a testa in giù, innamorati che volano sopra la città … ho dipinto il mio mondo, la mia vita, quello che ho visto e quello che ho sognato: ho dipinto la mia Russia, la mia Vitebsk dove sono nato, il quartiere degli ebrei poveri dove sono cresciuto, così come lo vedevo quando ero ancora bambino, quando ancora mi chiamavo Moshe Sega

“Nelle nostre vite c’è un solo colore che dona senso all’arte e alla vita stessa: il colore dell’amore

“Ebbi un moto di grande stupore quando Apollinaire commentò a proposito dei miei ultimi lavori: «C’è un fratello, consanguineo di questo pittore, si chiama Kafka, autore de La Metamorfosi»

Hanno detto di lui:

“Un genio, spaccato come una pesca

Blaise Cendrars, scrittore svizzero-francese

“Posso ben dire che Chagall non solo mi ha fatto conoscere il surreale e il fantastico ma mi ha fatto anche da maestro nel modo apparentemente arraffone di stendere i colori per poi scoprire che sono messi in contrasto con un rapporto scientifico che ha dello sconvolgente

Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura 1997

“La stranezza di Chagall è proprio nel fatto che egli usa una fantasia fondamentalmente surrealista, che però ha una vena poetica maggiore rispetto ai surrealisti classici; quindi decostruisce il mondo e lo ricostruisce in chiave poetica

Giovanni Pasetti, critico d’arte

pubblicato su Napoli n.6 del 21 febbraio 2019