SCAFFALE PARTENOPEO

Il racconto come strumento educativo

Carla Abenante con “Non sei nella lista” edito da Homo Scrivens fa il suo esordio con un romanzo inerente al mondo delle famiglie

di Marina Topa

Non sei nella lista (ed. Homo Scrivens) è il primo romanzo di Carla Abenante, una scrittrice che ha alle spalle diversi premi e menzioni per racconti e poesie pubblicate in varie raccolte antologiche.
Nel 2016, nel libro Racconti per sognare, ha affrontato tematiche inerenti al modo di vivere l’amore nel mondo attuale, prendendo spesso spunto dai racconti letti nella pagina di cronaca dei quotidiani: le violenze subite da donne in nome dell’amore, un amore malato che in realtà tutto diventa tranne che un vero sentimento. Lo scopo che l’autrice vuole raggiungere con questi racconti, anche se inventati, è di far sperare e sognare che questo sentimento possa prima o poi trionfare nella sua forma più pura; ecco perché è costante, nei suoi scritti, un messaggio positivo di speranza e voglia di vivere. I suoi personaggi sono frutto della fantasia e vivono in ambienti diversi, ma sono tutti caratterizzati dalla voglia di amare e di essere amati.
Questa prerogativa è presente anche nei personaggi di Non sei nella lista, dove il tema affrontato è quello del bullismo che s’intreccia con quelli della violenza sulle donne, della sfiducia nelle istituzioni che induce troppo spesso le vittime a rinunciare alla denuncia, della sostituzione della presenza fisica ed affettiva dei genitori con il benessere economico, comportamento che alimenta l’abitudine “al tutto e subito”, considerato un diritto acquisito.
A mano a mano che ci si addentra nella storia s’intuisce che la scrittrice è un’insegnante. Infatti Carla Abenante, nonostante abbia seguito un percorso di studi giuridici, ha scelto d’insegnare nella scuola dell’infanzia dove, dotata di una particolare sensibilità, coglie quotidianamente i tanti messaggi errati, contraddittori e poco rispettosi dell’intelligenza umana, che a volte vengono inconsapevolmente lanciati, fin da piccolissimi, alle nuove generazioni. Da maestra sa bene che i bambini imparano dall’esempio e quello che viene loro dato non sempre coincide con quanto si insegna loro verbalmente.
Dalla metà del secolo scorso ad oggi i valori socialmente condivisi si sono gradualmente e notevolmente ridotti, a partire dal rispetto per il prossimo. Ecco perché la lettura di questo libro, avvincente e ricco di tenerezza, è piacevole ed utile. Essa deve assolvere ad un compito preciso e cioè quello di indurre gli adulti a riflettere e valutare quanto sia proficuo “accompagnare” gli adolescenti nel loro percorso di crescita perché crescano in modo sano e sereno, possibilmente in un mondo che lo sia altrettanto.

Da insegnante sperimenti quotidianamente quanto il racconto possa essere un canale preferenziale per introdurre vari argomenti con gli alunni di ogni età. Parlaci di quest’esperienza…

«Insegno nella scuola dell’infanzia dove il racconto è lo strumento al quale ricorro più spesso per l’introduzione di nuovi argomenti. Nel mio livello di scuola non lavoriamo per materia ma per quelli che si chiamano “campi d’esperienza” ed ogni argomento li investe tutti, concatenandoli, a partire dal movimento corporeo. Coinvolgo sempre i miei alunni nella costruzione dei racconti in cui riportano il loro vissuto, poi li riproducono recitandoli e li rappresentano graficamente dando spazio alla fantasia ed all’immaginazione. In fondo il racconto facilita l’interiorizzazione dei vari tipi di competenze ed è uno strumento per me indispensabile».

“Non sei nella lista” è il tuo primo romanzo; cosa ti ha spinto a parlare di bullismo?

«Credo che sia stato proprio il mio essere insegnante: in alcuni alunni, benché piccoli, mi è spesso capitato di vedere degli atteggiamenti da potenziali bulli, adolescenti del domani. Fin da piccoli si può esercitare e/o subire violenza, fosse anche solo psicologica come quando si danno degli appellativi come, per esempio, “ciccione”. Questo attributo può condizionare un bambino fino a minarlo nell’autostima. “Non sei nella lista” nasce da un episodio reale, un fattaccio di cronaca che anni fa mi colpì molto: la tragica storia di quel ragazzo al quale pomparono l’aria compressa. Un atto di una violenza allucinante e sentirlo classificato come “scherzo da ragazzi” mi ferì moltissimo. Poiché credo sempre nella possibilità di salvezza intesa come uscita dall’atteggiamento da bullo, volli esprimere questa mia convinzione con la storia del personaggio Marino: un ragazzino che, da teppistello che era, diventa vittima di bulli e poi paladino delle loro vittime».

A quale categoria di lettori hai pensato di rivolgere questo libro?

«A me piacerebbe che fosse letto dai ragazzi, magari insieme ai genitori! Comunque sarebbe una lettura utile a questi ultimi per comprendere bene quanto sia importante il loro ruolo; nei genitori dei giovani protagonisti si vedono alcuni atteggiamenti negativi come l’insistere con la somministrazione di cibo, concedere tutto e subito senza vivere l’esperienza del divieto, il lasciarli soli nella gestione del loro tempo. In effetti la lettura di questo libro potrebbe anche essere l’occasione per aprire un dialogo con i ragazzi e, proprio per gli episodi che racconta in cui potrebbero riconoscersi tanti di loro, mi piacerebbe fosse adottato come libro di narrativa nelle scuole superiori. La sua lettura da parte dei ragazzi andrebbe opportunamente guidata».

Tra poesia, racconto e romanzo quale tipologia di creazione letteraria ti ha affascinato di più e perché?

«In realtà tutt’e tre, perché ognuna risponde ad un tipo di esigenza comunicativa diversa. I racconti e il romanzo mi permettono di mandare un messaggio “educativo” (forma mentis del docente!) di respiro e li adoro per questo, mentre la poesia mi permette di esprimere la parte più intima del mio essere; nel momento creativo i versi mi escono di getto e per questo la sento una forma di libertà pura. Ho sperimentato anche la scrittura collettiva con il Gruppo 9, una scrittura di gruppo che è un’esperienza molto divertente».

Stai già lavorando alla prossima pubblicazione? Se sì, ci vuoi incuriosire con qualche anticipazione?

«Ho quasi pronto un lavoro che dovrei riprendere e concludere, ma intanto penso che mi piacerebbe anche scrivere il prosieguo di “Non sei nella lista”; vorrei dare ai protagonisti una vita futura arricchita positivamente dall’esperienza vissuta. Chissà se Marino e Aurora continueranno la loro storia, magari potrei inserire un personaggio bullo femminile. Purtroppo ne esistono tanti».

pubblicato su Napoli n.41 del 26 luglio 2021