Il Palazzo Reale di Napoli Ph. Claudio Morabito

/ LA CITTÀ

Il Palazzo del Re – Da residenza a polo museale

Affaccia su una delle più belle piazze d’Italia. Ha attraversato nella sua storia diverse ere con differenti dominazioni

di Domenico Sepe

Nel passeggiare nella zona della Galleria Umberto, proprio di fronte al bar Gambrinus, si può osservare il lato posteriore del Palazzo Reale di Napoli, la cui facciata principale s’affaccia su Piazza del Plebiscito. Questo edificio ha conosciuto vari rifacimenti sino a poco prima dell’Unità d’Italia ma esso è nato come residenza per le visite dei re spagnoli e dei viceré nel Cinquecento per poi essere riadattato come residenza ufficiale della capitale del Regno di Napoli. Ora esso è un polo museale molto importante, è sede della biblioteca nazionale che raccoglie un milione e mezzo di volumi ed è sede di manifestazioni culturali, tra cui, la 12° edizione del Napoli Teatro Festival di quest’anno per cui vale la pena raccontarne la storia.

Dal Palazzo Vicereale ad un Palazzo Reale

La storia di questo complesso inizia dopo la conquista spagnola del Regno di Napoli, con i primi lavori nel 1543 per il Palazzo Vicereale ma, nel 1600, il viceré Ruiz de Castro decise di costruire un nuovo palazzo in onore del re Filippo III d’Asburgo accanto al Palazzo Vicereale il cui progetto fu affidato a Domenico Fontana. Nel 1734 Napoli fu conquistata da Carlo di Borbone e divenne capitale di un regno autonomo, il nuovo re decise di ampliare il complesso e di restaurarlo, furono anche edificati due cortili interni, sistemati i giardini pensili e completata la facciata su via Acton. Nel 1837, a seguito di un incendio, si rese necessario un nuovo restauro dell’intero complesso da parte di Ferdinando II, in chiave neoclassica. Venne abbattuto il palazzo Vicereale e venne creato il corpo di fabbrica che, oggi, ospita la biblioteca nazionale e questi lavori si conclusero nel 1858. Nel 1919 i Savoia lo cedettero al Demanio ed in questo periodo fu spostata la biblioteca mentre gli appartamenti furono conservati a scopo museale ed aperti al pubblico. Subì gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, con una bomba che colpì il teatrino di corte e l’utilizzo da parte dei soldati angloamericani come luogo di ritrovo. Venne quindi restaurato negli anni Cinquanta e poi, di nuovo, negli anni 2010 recuperando ciò che era prima dei danni subiti.

I cortili e i giardini

Il Palazzo Reale sarà la cornice del Napoli Teatro Festival di quest’anno con l’utilizzo di alcuni dei suoi cortili su cui vale la pena soffermarsi, andranno in scena opere delle Sezioni Italiana ed Internazionale con artisti sia del territorio che esteri, il tutto valorizzando questo splendido complesso che si trova al centro di Napoli come luogo di cultura. Il Cortile d’Onore fa parte del progetto originario del Fontana che prevedeva tre cortili in corrispondenza dei tre ingressi. Si presenta a forma quadrata, con cinque arcate su ogni lato, intorno, al primo piano, una loggia. In una nicchia nella parte orientale del cortile era posta originariamente una vasca, ma in seguito fu sostituita da una fontana, ornata con una statua della Fortuna. Il Cortile delle Carrozze, così chiamato per la vicinanza ad una rimessa di carrozze, si avvicina architettonicamente allo stile dato al palazzo da Domenico Fontana, ha una forma rettangolare, con al centro una vasca di forma ellittica in marmo, ed è unito al cortile d’onore e alla spianata dei bastioni da due corridoi di servizio. La rimessa delle carrozze è un ambiente voltato con spina centrale che verte su nove colonne in ordine dorico. Il giardino del Palazzo Reale è ciò che rimane degli antichi giardini del palazzo Vicereale: questo giardino di passeggio venne realizzato nel 1842 e si trova protetto da un’ala nuova del palazzo, chiamata della Porcellana. Tutto il giardino è cinto da una cancellata con lance dalle punte dorate; presso il cancello d’ingresso, ai lati è decorato da due Palafrenieri in bronzo, copia di quelli realizzati a San Pietroburgo. Da qui è possibile avere una visuale del Maschio Angioino ed è qui che si terrà il Dopofestival del Napoli Teatro Festival.

pubblicato su Napoli n.11 del 16 giugno 2019