L’EDITORIALE

Il Napoli rispedisce a casa la Juve ed il gioco di Sarri

Una prestazione consapevole da “provinciale” ed una ritrovata compattezza sperando che duri

di Giovanni Gaudiano

Si torna a vincere in campionato in casa e il Napoli lo fa con la prima della classe: la Juventus. Sarri è battuto. Ronaldo, in rete solo per una rilassatezza dell’ultimo minuto, è stato fermato per il resto della partita. Higuain, il transfuga, è stato del tutto annullato e Dybala, giocatore dalle mille risorse, è uscito anzi tempo dal campo a capo chino e visibilmente contrariato rispetto alla scelta del suo allenatore. Ancora si discute del perché Sarri non riesca a riproporre il suo credo calcistico a Torino. La discussione è futile, il tecnico non c’è riuscito neanche al Chelsea e se due prove creano più di un indizio si può tranquillamente affermare che quel gioco di quella squadra azzurra, a chi piaceva e a chi no, difficilmente sarà riproducibile.
Il Napoli di Gattuso, che sembrerebbe prendere forma, è una squadra completamente diversa, dove oggi pare di poter intravedere un’idea di gioco che, se verificata positivamente nelle prossime gare, potrebbe regalare agli azzurri più equilibrio, una migliore fase difensiva e la capacità di aprire interessanti spazi in avanti. È necessario che la squadra ripeta la prestazione evitando di pensare di poter comandare il gioco, quel tipo di impostazione è stata superata dalla carta d’identità e dal logorio di alcuni suoi importanti interpreti, dalla poca voglia di alcuni di giocare per una società dalla quale pensano di andar via a fine stagione ed anche dall’assenza di qualche giocatore che era molto funzionale a quel tipo di gioco.

Il Napoli che ha battuto la Lazio e poi la Juventus è parso una squadra che ha compreso di doversi vestire da “provinciale”, di dover pensare a raddoppiare l’attenzione difensiva anche in assenza per infortunio di un titolare fisso come è stato in questi anni Koulibaly e dell’uscita di scena di un uomo, come Albiol, capace di gestire l’intera fase difensiva anche se silenziosamente. Il reparto, dove Di Lorenzo si è totalmente messo a disposizione giocando dove è necessario, è con il ritrovato equilibrio di centrocampo la chiave di volta della possibile inversione di tendenza.
A proposito del centrocampo, c’è ancora molto da fare tenendo presente che mancava Allan e che con il suo ritorno il tecnico dovrà capire il trio di centrocampisti più funzionale per l’intera squadra.
Ogni valutazione che abbia il crisma della compiutezza va comunque rimandata. Il Napoli potrà pensare di aver abbandonato la recente fase disastrosa solo dopo che avrà replicato la prestazione ed il risultato nelle due prossime gare, quella di lunedì a Genova con la Sampdoria e quella successiva in casa con il Lecce. Se la squadra dovesse confermare quanto visto nelle due ultime gare allora si potranno programmare con rinnovata ambizione gli assalti alla finale di Coppa Italia, semifinale d’andata in programma il 12 contro la vincente tra Inter e Fiorentina, la risalita in classifica con l’obiettivo di agganciare almeno il sesto posto e una prestazione di rilievo contro il Barcellona tenendo presente che nel calcio niente è impossibile.

pubblicato il 27 gennaio 2020