/ L’approfondimento

Il Napoli e l’Europa League

Ranking e premi: ecco perché il Napoli dovrebbe puntare alla seconda competizione europea magari intervenendo sul mercato

di Francesco Marchionibus

Il sogno Champions del Napoli si è infranto di fronte a un girone di qualificazione difficilissimo, in cui gli azzurri si sono misurati con due delle candidate alla vittoria finale della competizione, e al termine del quale nonostante le belle prestazioni fornite sono stati costretti all’eliminazione solo per differenza reti e con una sola sconfitta subita. Ma proprio il cammino condotto nelle partite del girone ha mostrato come la squadra azzurra sia oramai in grado di competere praticamente ad armi pari, e comunque di non sfigurare, con le maggiori potenze calcistiche europee. Ecco dunque che l’eliminazione dalla Champions, una volta superata l’amarezza per aver visto sfumare in extremis un traguardo quasi raggiunto, può rappresentare il trampolino di lancio per una grande stagione in Europa League: il carisma di mister Ancelotti e la sua abitudine a disputare le competizioni internazionali, unitamente alla sempre maggiore consapevolezza della propria forza da parte dei giocatori, molti dei quali hanno oramai maturato anche una buona esperienza internazionale, possono consentire al Napoli di arrivare molto avanti in E.L. e, perché no, di puntare alla vittoria finale. E se gli azzurri riusciranno a disputare una grande Europa League, oltre a regalare ulteriori emozioni e soddisfazioni alla tifoseria, compiranno un ulteriore importante passo in avanti anche per il consolidamento futuro del club partenopeo, sia dal punto di vista sportivo che da quello economico. In primo luogo, infatti, andare avanti il più possibile in E.L. consentirà al Napoli di conquistare i punti necessari per mantenere il proprio ranking internazionale (attualmente la 16^ posizione), se non addirittura per migliorarlo, e quindi di presentarsi ai sorteggi della prossima Champions 2019/2020 mantenendo la seconda fascia. Inoltre, grazie all’incremento dei premi previsti in questa stagione per la partecipazione all’Europa League, il club azzurro arrivando in fondo alla competizione potrebbe garantirsi un ritorno economico molto interessante. La UEFA ha stabilito un montepremi complessivo per l’E.L. 2018/2019 di 560 milioni di euro, con un aumento di oltre 160 milioni rispetto alla stagione precedente. Del montepremi totale il 25% (140 milioni di euro, 2,92 a squadra) è destinato ai 48 club partecipanti alla fase iniziale a gironi, il 30% (168 milioni) attribuito in base alle prestazioni (1 milione alle vincenti dei gironi, 0,5 alle seconde, 0,5 per i sedicesimi, 1,1 per gli ottavi, 1,5 per i quarti, 2,4 per le semifinali e 4,5 per le finaliste, con 4 milioni ulteriori per la squadra vincente), il 15% (84 milioni) attribuito in base al ranking degli ultimi dieci anni e il 30% (168 milioni) in base al cosiddetto “market pool”, e cioè alla suddivisione delle quote del mercato televisivo. Con questi numeri, anche se non è possibile stabilire in anticipo la cifra precisa che si potrà incassare (gli importi distribuiti dal market pool per ogni singolo club possono essere calcolati non prima della fine della competizione), è però possibile stimare che il raggiungimento delle semifinali di E.L. possa essere più remunerativo della partecipazione agli ottavi di Champions e che arrivare in finale di E.L., magari vincendola, possa equivalere a disputare un quarto di finale di C.L.. Questo vuol dire che con l’attuale situazione di classifica della serie A il club azzurro pur non facendo calare la tensione in campionato dovrà considerare l’Europa League come un obiettivo primario, per prestigio sportivo, prospettive future e ritorno economico. Per questo motivo, anche se il mister ufficialmente ha dichiarato che non ci saranno interventi sul mercato di gennaio e se la gran parte delle notizie che si rincorrono in questi giorni sono destinate a rimanere solo voci senza fondamento, per il Napoli in prospettiva europea sarebbe importante acquistare uno/due giocatori capaci di elevare ulteriormente la qualità della rosa senza alterarne gli equilibri.

pubblicato su Napoli n.5 del 20 gennaio 2019